Destagionalizzazione: obiettivo per il turismo in Sicilia

Posted by on Dic 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Destagionalizzazione: obiettivo per il turismo in Sicilia

Nell’ambito delle Giornate sull’Economia del Mezzogiorno l’Università di Palermo ha organizzato un convegno su una tematica molto scottante che riguarda il turismo siciliano, ovvero la necessità di destagionalizzazione. La Sicilia, come è noto, è un’isola molto ricca di attrattive capaci di accontentare una richiesta molto variegata. Ha infatti spiagge meravigliose, che nulla hanno a invidiare a quelle caraibiche,; ha città d’arte che si possono definire veri e propri scrigni di bellezze e tesori, ha siti denominati all’Unesco Patrimonio dell’Umanità e un’offerta enogastronomica di tutto rispetto. Questi valori aggiunti, però, riescono ad esprimersi in modo davvero efficace solo durante l’estate: la Sicilia viene comunque ancora percepita come una meta per le vacanze estive, e durante gli altri mesi dell’anno si rischia di perdere tutto quello che si è riuscito a conquistare nel breve lasso di tempo della bella stagione. Qualche dato incoraggiante esiste: secondo una statistica stilata da CasaVacanze.it, portale web che si occupa dell’affitto di case per la villeggiatura in Italia, tra le regioni più richieste, in particolar modo da parte dei viaggiatori esteri, anche per soggiorni invernali, c’è pure la Sicilia. Ai primi posti però si trovano altre regioni più tipicamente dedicate al turismo invernale, ovvero quelle del settentrione. Per quanto riguarda invece le strutture ricettive di tipo più tradizionale come gli alberghi, i posti letti occupati tra il mese di novembre e quello di aprile in Sicilia sono appena il 5-6%. La spiegazione non si può trovare solo nel fatto che la Sicilia viene percepita come meta di vacanze al mare, perché molte altre isole, con caratteristiche del tutto simili alla Sicilia, sono invece riuscite a destagionalizzare con successo i loro flussi turistici. Ad esempio, nelle Baleari oltre la metà delle strutture ricettive resta funzionante anche in inverno. Creta e Malta sono riuscite a creare un’offerta variegata capace di attirare visitatori anche durante i mesi freddi, pur non avendo caratteristiche tipiche delle isole tropicali a livello climatico. Le pecche della Sicilia da questo punto di vista sono tante, e ben note: per questo sembra diventato ormai improrogabile porvi un rimedio. Il primo grande problema della Regione sono i collegamenti. Anche implementando i voli da e per l’isola, soprattutto grazie a compagnie low cost come l’irlandese Ryanair, resta il problema della viabilità. Per i turisti spostarsi è un vero problema, perché i mezzi pubblici sono pochi e carenti nel servizio. Le strade sono spesso chiuse, soggette a lavori in corso, e il dissesto idrogeologico del territorio complica ulteriormente le cose. Può anche succedere che dei viaggiatori che si siano muniti di mezzo proprio e navigatore satellitare per spostarsi finiscano per trovarsi in situazioni di pericolo per via di problematiche all’impianto stradale non segnalate. Lo stato delle cose, così come è emerso nell’ambito dell’incontro “Il turismo come ‘volano’ dello sviluppo regionale: dalle aspettative alle politiche. A che punto siamo?”, è dunque ben chiaro e molto poco incoraggiante. La domanda successiva è stata: cosa è possibile fare dunque? Per permettere una vera destagionalizzazione del turismo in Sicilia è necessario puntare alla creazione di eventi di qualità, non piccole manifestazioni di nicchia che non hanno il potere di muovere grandi masse di persone ma appuntamenti creati da e in collaborazione con le istituzioni. In questo senso bisognerebbe valorizzare maggiormente i siti che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità, perché si tratta di mete di viaggio attingibili durante il corso di tutto l’anno. Necessario però appare un intervento deciso e determinante di Province, Regione e Stato.

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Travelexpo Roadshow sì, Iltm no: la bivalente strategia del turismo siciliano

Posted by on Dic 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Travelexpo Roadshow sì, Iltm no: la bivalente strategia del turismo siciliano

Non sembra destinata ad incontrare un happy end l’annosa e vexata quaestio del turismo siciliano. Nonostante siano stati fatti molti passi in avanti, si nota ancora come si faccia fatica a trovare una strategia comune che sappia valorizzare l’isola, che pur con tutti i suoi gravi deficit continua ad attrarre turisti e visitatori da ogni parte del globo. Uno dei casi più eclatanti è scoppiato pochi giorni fa, quando è stata resa nota la decisione da parte della Regione Sicilia di non partecipare ad una delle fiere mondiali più prestigiose in materia turistica, vale a dire l’International Luxury Travel Market (Iltm). L’Iltm si terrà tra il 4 e il 7 dicembre a Cannes e vi saranno rappresentati i Paesi di ogni parte del mondo, Italia compresa… eccezion fatta che per la Sicilia. Ovvi lo sconforto e anche la rabbia degli operatori del settore, che dalle passate edizioni hanno tratto ottimi riscontri e che credono che questo sia decisamente uno dei comparti turistici sui quali si dovrebbe maggiormente investire nel futuro. L’Iltm infatti, come fa intuire il suo stesso nome, e anche la location scelta per il suo svolgimento, si occupa soprattutto di turismo di lusso, quello che non conosce mai crisi. A detta di tutti coloro che si muovono in questo ambito, dai tour operator, agli albergatori delle residenze di alto profilo, fino ai ristoratori stellati, la Sicilia è una meta molto ambita dai viaggiatori più benestanti, sempre alla ricerca di stimoli nuovi e di un trattamento speciale. Non andare alla fiera significa perdere l’opportunità di stringere contatti con buyers molto interessati alla Sicilia come meta turistica, specie quelli americani. La scelta di non andare a Cannes è stata condannata in un coro unanime, molti hanno detto di non capirne le motivazioni, altri che sicuramente dietro ci deve essere qualche motivo di tipo politico. Quello che è certo è che la Sicilia, con la sua offerta esclusiva di strutture storiche, località di fascino indiscusso e servizi di alto livello, poteva avere un ruolo decisamente di primo piano nell’ambito della fiera di Cannes. Intanto però si è svolto il Travelexpo Roadshow, tra il 28 novembre e il 1 dicembre. Il Travelexpo Roadshow è un evento itinerante che si è dipanato tra cinque prestigiose località dell’isola: Palermo, Catania, Agrigento, Siracusa e Ragusa. A girare tra le varie tappe sono stati gli agenti di viaggio, che hanno in tal modo potuto vedere con i propri occhi l’offerta delle varie zone. Inoltre gli agenti si sono incontrati con tutti gli operatori locali al fine di creare dei pacchetti completi da proporre per la prossima stagione ai turisti potenziali, desiderosi di conoscere le bellezze della Sicilia. Scopo del Travelexpo è anche quello di spingere i vari attori del comparto a creare una strategia di marketing comune, che aiuti un territorio spezzettato com’è quello siciliano, ma anche quello di tutto il meridione d’Italia, ad unirsi per creare un’offerta unitaria e appetibile. Perché, purtroppo, le cose vanno tutt’altro che bene, e i dati dimostrano una volta di più che possedere tante ricchezze storiche, artistiche e architettoniche non basta. In Sicilia, secondo quanto rilevato dal Dipartimento dei Beni Culturali, l’incasso complessivo di musei e siti di interesse culturale è stato di circa la metà della sola città di Roma. Questo nonostante luoghi che continuano ad affascinare senza bisogno di alcun incentivo, come il Teatro Greco di Taormina o l’Orecchio di Dionisio a Siracusa.

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L’ARS riflette sul Patrimonio Turistico Siciliano

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su L’ARS riflette sul Patrimonio Turistico Siciliano

All’indomani delle elezioni regionali che hanno visto trionfare il candidato di centro – destra, si affacciano con immutato vigore le problematiche legate al turismo per la Regione Sicilia. Le tematiche sul tavolo di discussione sono sempre le stesse da anni, ma sono state riportate alla ribalta da un convegno organizzato presso l’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) in cui si punta il dito su un aspetto specifico delle tante mancanze che l’isola fa registrare a livello di promozione turistica. In primis sono stati enunciati i numeri: i siti culturali che si trovano in quest’isola sono oltre il 20% del totale di quelli italiani, ma il numero di visitatori che attirano, e gli introiti che ne derivano, sono davvero esigui rispetto alla nazione tutta. Ad organizzare il convegno è stata la Confartigianato Imprese Sicilia, che ha voluto sottolineare il potenziale inespresso, soprattutto a livello occupazionale, che un’adeguata valorizzazione dei siti di interesse della regione potrebbe portare. Il punto è comune ad altre realtà italiane, per quanto, confrontandosi con la penisola, si scopra che ci sono altre regioni che hanno saputo meglio mettere a frutto i vantaggi derivanti dalla “Legge Franceschini”. In Sicilia invece, denuncia Confartigianato, tra il 2013 e il 2015 non si è spesa che una cifra irrisoria per la valorizzazione e soprattutto la manutenzione degli edifici di interesse storico-artistico. L’arte, invece, deve essere considerata un’industria a tutti gli effetti: non può portare profitto a meno che non si investa su di essa. Facendo degli adeguati lavori di intervento sui beni architettonici e sui siti culturali sarebbe possibile offrire un sevizio migliore ai visitatori, che ne deriverebbero una buona impressione dei servizi generali offerti dall’isola, ma soprattutto si darebbe lavoro alle tante imprese locali specializzate in questo tipo di lavorazioni. Come ha affermato Andrea Di Vincenzo, segretario regionale di Confartigianato Sicilia, se si mettessero in moto degli interventi di restauro e manutenzione si darebbe vita ad un “circolo virtuoso”. Infatti, dal miglioramento del patrimonio artistico e culturale della Regione avrebbe profitto tutto il comparto turismo, che include anche le strutture ricettive, i bar e i ristoranti, ovvero tutti gli esercenti commerciali che aumenterebbero il proprio volume di affari da un accresciuto flusso turistico. Tutto questo discorso si lega, ovviamente, a quello relativo al Consiglio Regionale dei Beni Culturali che, dopo ben otto anni di stasi, è stato recentemente rinnovato, lasciando però, nella sua composizione, scontenti un po’ tutti. Ora che il nuovo Governatore della Sicilia è Nello Musumeci bisognerà vedere in quale direzione verranno prese decisioni in materia di sviluppo turistico: intanto ci sono altre iniziative che vanno avanti o che prendono il volo, e che offrono altri interessanti spunti di riflessione. Un altro problema del turismo siciliano è rappresentato dalle isole minori, veri scrigni di bellezze naturalistiche e artistiche che però spesso sono difficili da raggiungere da parte dei turisti, e offrono pochi servizi. È stata così ideata la “Green Credit card”, idea nata nell’ambito del progetto “Greening the islands” promosso da Federalberghi e Ancim (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori). La Green credit card è una carta che i visitatori potranno acquistare a partire dal mese di marzo e che garantirà loro una serie di agevolazioni proprio per la visita e la permanenza sulle isole siciliane minori. Gli introiti derivanti verranno utilizzati per finanziare migliorie di ogni genere alla ricettività turistica. Dunque le istituzioni devono fare la loro parte per dare un incentivo alle tante iniziative che cercano di fare della Sicilia un’isola sempre più appetibile per i viaggiatori di tutto il mondo.

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Alti e bassi per il turismo siciliano

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Alti e bassi per il turismo siciliano

Dall’isola di Sicilia, per quanto riguarda il settore turismo, arrivano notizie altalenanti. Alcune, molto positive, raccontano di una stagione estiva da poco trascorsa che ha portato flussi raramente visti in precedenza, e raccontano anche di tante nuove iniziative volte a mantenere e migliorare questo stato di cose. Altre invece, assai meno incoraggianti, mostrano uno spaccato diverso della situazione, con l’aggravarsi del già annoso problema dei trasporti. Come più volte ribadito, infatti, il problema che la Sicilia presenta a livello di turismo non è certo relativo all’offerta che offre, che anzi è talmente ampia da essere in grado di accontentare una vasta tipologia di viaggiatori. Il problema principale sta nei collegamenti che dall’isola portano in Italia o nel resto del mondo, e viceversa, e anche in quelli interni, tra una località e l’altra. Questo aspetto, però, negli ultimi anni era stato notevolmente migliorato grazie alla comparsa sul mercato della nota compagnia aerea low cost irlandese Ryanair, che aveva riempito molti degli scali dell’isola con i suoi voli a basso prezzo, capaci di attirare un gran numero di viaggiatori. Adesso le cose sono destinate a cambiare, viste le difficoltà che sta attraversando la compagnia. Infatti sono stati annunciati dei pesanti tagli nel numero dei voli dai prossimi mesi fino a marzo, per via di una carenza di personale. In Sicilia lo scalo che ne potrebbe maggiormente fare le spese è quello di Birgi, che si trova vicino Trapani e che aveva portato ad una decisa rinascita di questo territorio negli anni passati. Su 34 tratte che esistevano fino ad ora ne verranno cancellate ben 7, ma non è questo il problema principale. La Ryanair aveva stipulato con i comuni del circondario un contratto secondo il quale questi ultimi avrebbero dovuto acquistare degli spazi pubblicitari della compagnia. I comuni però, gravati da notevoli difficoltà economiche, non sono più in grado di onorare l’impegno. Questo è un altro motivo per cui il numero dei voli da e per lo scalo di Birgi potrebbero diminuire in modo drastico, portando addirittura ad avere giornate completamente prive di traffico aereo. Molti enti si sono mobilitati per risolvere questa problematica, che però resta aperta. Ma, come dicevamo, non ci sono solo cattive notizie che vengono dalla Sicilia. Quella buona è che Airbnb ha scelto tra comuni dell’isola, e più nello specifico Sambuca, Savoca e Petralia Soprana, per avviare un nuovo progetto in Italia. Airbnb è una piattaforma fondata da Joe Gebbia, che a quanto pare ha lontane origini italiane e siciliane, la quale propone lo scambio di appartamenti ed alloggi invece che il classico soggiorno in hotel. La formula ha avuto un grande successo, così che sono nate altre iniziative parallele. Nel nostro paese, a Civita di Bagnoregio, Airbnb ha promosso il recupero di un edificio comunale di valore storico, precedentemente danneggiato dal terremoto, per farne una dimora per turisti. Più o meno è questo che si ha intenzione di fare anche per i tre comuni siciliani sopra citati. Ad esempio, a Sambuca verranno reinventati i locali del museo archeologico per ricavarne 20 alloggi. Il progetto si inserisce in quello più ampio denominato “Di borgo in borgo”. In rete si potranno trovare schede dettagliate dei siti adottati da Airbnb al fine di promuoverli e di farli conoscere ad un pubblico il più vasto possibile. Tra alti e bassi, dunque, continua l’operazione volta a ridonare all’isola Sicilia il lustro che merita per il turismo internazionale.

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Turismo in Sicilia tra passato e futuro

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Turismo in Sicilia tra passato e futuro

La stagione estiva 2017 si è ormai conclusa e si possono tirare le somme. E il risultato è decisamente positivo per la Regione Sicilia, che difatti esulta per i numeri da record che si sono fatti registrare; senza contare che molte località anche nel mese di settembre sono state prese d’assalto dai turisti, nazionali e internazionali. A Taormina addirittura si lancia una sorta di “allarme”: le stanze sono praticamente finite, dice la direttrice dell’Ufficio Turistico del comprensorio, Daniela Lo Cascio. I numeri di Taormina danno bene il polso di quanto è accaduto un po’ in tutta l’isola nella passata estate. Il movimento turistico è cresciuto di oltre il 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e si parla dei mesi di giugno e luglio in quanto non sono ancora disponibili quelli di agosto e settembre. Nel complesso per tutta la Sicilia si parla di un incremento del 39%: l’isola ha superato per numero di arrivi e gradimento anche altre località turistiche di solito estremamente più ambite, come ad esempio Ibiza. I motivi di tanto grande successo sono noti, perché le carte che la Sicilia ha da giocare sono le stesse di sempre. I turisti che da ogni parte del mondo arrivano qui cercano il sole e il mare, le spiagge cristalline e i fondali incontaminati. Cercano però anche i luoghi di arte e cultura, le bellezze architettoniche e le tracce dei grandi personaggi del passato. Restano incantati davanti ai siti archeologici, e a quelli dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, come il vulcano Etna. Infine amano il cibo e l’accoglienza, la calda ospitalità, i vini buoni, il clima amabile. Tutto questo è Sicilia, e non è una novità: la vera novità sono i miglioramenti portati ai collegamenti, da sempre uno dei punti neri della ricettività turistica. Sono stati infatti implementati gli scali aeroportuali, primo fra tutti quello di Fontanarossa, dove si è registrato un numero di arrivi mai ricordato i precedenza. Il web ha dato una grossa mano. La promozione si è mossa infatti soprattutto tramite internet, un mezzo poco costoso ma capace di arrivare a tutti in un attimo e di impattare in modo molto forte. Infine, bisogna anche considerare il discorso dei prezzi: la Sicilia è una delle località turistiche italiane più convenienti in assoluto, pur con l’ampia offerta che offre. Nell’ambito della Giornata Mondiale del Turismo, che si è svolta come di consueto il 27 settembre, gli operatori del settore non hanno potuto che esultare, ma anche continuare a fare il punto delle criticità. Il fatto è che l’eccezionale annata siciliana si lega ai fatti  del terrorismo internazionale, che ha letteralmente dirottato certe tipologie di viaggiatori verso mete considerate più sicure. Restano però i tanti problemi che da sempre l’isola si trascina dietro: il problema dei trasporti interni, che non sono ben organizzati e spesso rendono difficoltoso raggiungere determinate località; quello della scarsa valorizzazione di siti che già così come sono attirano gente, ma che potrebbero portarne molta di più se adeguatamente sfruttati. Ma per il 2018 ci sono già delle buone notizie. Il Gruppo Bulgarella, azienda che da anni si occupa di recuperare siti storici per trasformarli in resort di lusso, aprirà in Sicilia la Tonnara di Bonagia, un vecchio borgo di pescatori che è stato completamente ristrutturato e che si prepara ad accogliere centinaia di ospiti che transiteranno dall’aeroporto Falcone-Borsellino. La struttura entrerà a far parte del circuito “Sicily Suite”, a cui appartengono anche I Mulini restort a Erice mare (una ex salina) e Palazzo Platamone a Trapani. Un’operazione che di certo stimolerà non poco il turismo in Sicilia.

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Sicilia: turismo tra luci e ombre

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Sicilia: turismo tra luci e ombre

Ancora è difficile dare una definizione univoca del turismo in Sicilia. Da una parte ci sono notizie che fanno esultare, e anche i numeri che hanno chiuso la stagione estiva 2017 sono rassicuranti e anzi entusiasmanti; ma restano ancora tanti punti d’ombra, tante cose da fare che partono soprattutto da una diversa concezione del territorio e da una sua reale possibilità di valorizzazione. Da una parte, quindi, ci sono numerose iniziative che dimostrano una nuova vitalità dell’isola dal punto di vista turistico, specie nel tentativo di uscire dalla sua cronica mancanza di adeguati collegamenti tra le varie località, oltre che con la penisola. Si riscontra un crescente interesse per i piccoli Borghi, da sempre fiore all’occhiello dell’Italia tutta ma che solo di recente si stanno riscoprendo anche da un punto di vista prettamente turistico. La notizia più recente che riguarda la regione Sicilia è a proposito della città di Salemi, la quale è diventata parte dei tour organizzati dalle navi di Costa Crociere. Questa decisione è stata salutata con grande gioia dal sindaco della città e da tutte le associazioni che, da sempre, cercano di attrarre maggiore pubblico nel centro di Salemi, ma non è che un primo passo, come sottolinea il sindaco Domenico Venuti. Venuti ha infatti ricordato come sia stato l’impegno dell’amministrazione comunale a condurre alla stipula dell’accordo con Costa Crociere, ma ha anche detto che ora è necessario che gli imprenditori del distretto turistico si diano da fare per sfruttare questa grande opportunità che viene offerta al circondario salemitano. Ciò che accadrà, in sostanza, sarà che a partire dal 17 ottobre 2017 un autobus prenderà i turisti che le navi di Costa Crociera sbarcano a Palermo per condurli a Salemi, praticamente unico borgo della Sicilia occidentale ad essere incluso tra le escursioni prenotabili dai passeggeri delle navi da crociera, in media quattromila unità per ogni imbarcazione. A spingere per la stipula dell’accordo è stata anche l’associazione “Borghi più belli d’Italia”, di cui Salemi fa parte; nominalmente è infatti l’associazione ad aver stretto la joint venture con Costa Crociere. Se questa quindi è una buona notizia, che fa capire come in Sicilia ci si stia muovendo al fine di valorizzare territori fino ad ora poco considerati, così come è accaduto con la pur splendida Salemi, si registrano però notizie meno positive che hanno fatto scalpore anche a livello internazionale. La questione verte soprattutto sui siti nominati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che in Sicilia sono numerosi. Parliamo di Palermo, nella sua parte arabo-normanna che include le cattedrali di Cefalù e Monreale; della Villa Romana del Casale, della Valle dei Templi ad Agrigento; della Val di Noto e di Siracusa, delle Isole Eolie e infine del sito che più di recente ha ricevuto il riconoscimento, il monte Etna. Uno studio condotto da un giovane tirocinante ha mostrato come, se è vero che la nomina del vulcano a Patrimonio dell’Umanità abbia incrementato i flussi turistici di quasi il 50%, questo dato però non possa far esultare. In altri Paesi del mondo i siti che hanno avuto lo stesso riconoscimento fin da subito hanno avuto oltre il 100% di visite in più. Come si spiega questo gap? Semplice: i siti in questione non sono segnalati in alcun modo; in una parola, nessuno ha pensato di sfruttare come ritorno di immagine un titolo così importante come quello di Patrimonio dell’Umanità. Anche l’Unesco aspetta ancora i Piani di Gestione dei siti, che la regione avrebbe già dovuto presentare da tempo. La Sicilia non può davvero perdere questa opportunità unica.

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Lampedusa, voli internazionali per Malta

Posted by on Ott 20, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Lampedusa, voli internazionali per Malta

Dopo diversi anni, l’isola di Lampedusa disporrà di nuovi collegamenti aerei con Malta: infatti, il sindaco Giusi Nicolini, con la partecipazione di vari albergatori ed enti turistici di Linosa e Lampedusa, ha preso parte della fiera all’Amitex Holiday Slow di Malta, per sponsorizzare il primo volo internazionale per dare ulteriore sbocco all’offerta turistica per le pelagie. Il 2 Giugno 2016, nel primo pomeriggio, è previsto il primo collegamento tra Malta e Lampedusa, grazie alla compagnia aerea maltese Medavia.

Ai microfoni dei giornalisti presenti all’evento, il sindaco Giusi Nicolini ha così parlato: “Si tratta di un punto fondamentale per una cooperazione che va avanti già da diverso tempo, soprattutto per quanto concerne la salvaguardia dell’area marina protetta. Non è il primo caso di cooperazione tra l’isola di Lampedusa e Malta: infatti, già l’anno scorso, con il supporto costante della Regione Sicilia, furono teatro per l’esercitazione per il piano di protezione civile. C’è da dire però che, turisticamente parlando, questa è la prima cooperazione che tende a mettere in risalto interessanti scenari di sviluppo per le isole Pelagie in un Mar Mediterraneo di ricchezza e pace: tutto potrà diventare possibile grazie all’azione concreta da parte di enti ed imprenditori locali, scambio e dialogo di esperienze tra i cittadini. In questo senso, ci auguriamo anche un apporto netto da parte della Regione, in modo tale che si possono evitare, ove possibile, processi virtuosi”. L’isola siciliana di Lampedusa è rinomata per la bellezza delle sue spiagge, sebbene negli ultimi anni il suo nome sia balzato agli onori delle cronache più per il centro di accoglienza dei profughi e per le polemiche seguite all’annuncio dell’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi, intenzionato ad aprire un Casinò sull’isola. Possiamo affermare non senza un pizzico di sollievo che questa intenzione è morta e sepolta. Se proprio volete giocare al casinò, cosa che in ogni caso noi sconsigliamo, perlomeno fatelo su portali di gioco gratis online come Richslots.it, sul quale troverete tutti i giochi di slot machine ma senza soldi veri. La vocazione turistica dell’isola non deve essere messa in discussione dagli infelici sbarchi dei profughi, trasportati da aguzzini senza scrupoli sulle carrette del mare. C’è sicuramente molto altro da vedere e da vivere sull’isola, compresa la fantastica ricettività degli abitanti dell’isola. La loro ospitalità è infatti legendaria e riconosciuta da tutti i turisti che hanno visitato l’isola. Appena potete recatevi in questo posto meraviglioso, non ve ne pentirete!

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