Bene il turismo siciliano, ma tanto abusivismo

Posted by on Set 28, 2016 in Turismo | Commenti disabilitati su Bene il turismo siciliano, ma tanto abusivismo

Si è appena conclusa la stagione estiva 2016 e la Regione Sicilia tira le somme, che sembrano davvero ottime. Quest’estate le mete isolane sono tornate in cima alle classifiche di gradimento degli italiani e dei visitatori stranieri; questo risultato purtroppo è in gran parte legato ai ripetuti attacchi terroristici che si sono susseguiti negli ultimi mesi in molte aree del Mediterraneo. La Sicilia è stata quindi percepita come una meta più sicura, con il vantaggio di possedere le stesse caratteristiche climatiche e ambientali di altre note spiagge. Tracciando un bilancio complessivo, una delle province che ha avuto il maggior afflusso di visitatori è stata quella di Agrigento che, grazie alla sua valle dei Templi e alle molte altre bellezze storico-artistiche, ha fatto il pieno di turisti e visitatori. I dati sono positivi; ciononostante Francesco Picarella, presidente di Federalberghi d’Agrigento, fa un mea culpa generale, evidenziando quelli che sono ancora ad oggi i punti deboli del sistema turistico siciliano. In primis c’è la carenza dei servizi: quest’anno ad esempio ci sono stati problemi con lo smaltimento della spazzatura, per via della chiusura della discarica di Siculiana. Inoltre ci sono stati anche dei disguidi con l’approvvigionamento idrico. Il problema più avvertito però riguarda la viabilità: le strade che portano ad Agrigento sono malmesse e il servizio di trasporti pubblico è a dir poco carente. In una parola, dice Picarella, la Sicilia dovrebbe smetterla di vivere di “rendita”, e darsi attivamente da fare per attirare i turisti, valorizzando il suo patrimonio prima di tutto rendendolo fruibile. Ma c’è anche un’altra realtà sottolineata non solo da Federalberghi, ma anche dal Distretto Turistico Valle dei Templi, nella persona del suo amministratore Gaetano Pendolino, ed è quella dell’abusivismo. In realtà non si conoscono con precisione i dati delle presenze di quest’estate ad Agrigento perché esistono moltissime strutture ricettive non registrate che esercitano senza avere regolare autorizzazione e fanno quindi concorrenza sleale agli esercenti che invece sono in regola. Sapere come stanno le cose veramente non sarebbe difficile: gli albergatori abusivi, che mettono a disposizione camere e bed&breakfast, si registrano sui più noti portali on line di affitti turistici. Facendo un confronto tra questi siti e gli elenchi ufficialmente registrati sarebbe facile risalire agli abusivi, che rovinano decisamente l’economia turistica. Non solo, infatti, fanno concorrenza sleale, in quanto possono permettersi di fare prezzi decisamente inferiori rispetto agli albergatori regolari; per di più diminuiscono anche gli introiti fiscali del Comune. Addirittura sembra che alcuni di questi abusivi chiedano ai loro ospiti la tassa di soggiorno, che invece non è prevista nel comune di Agrigento. Secondo i dati in possesso del Distretto turistico, le strutture non autorizzate potrebbero essere circa 130, contro le 168 esistenti e regolarmente registrate. La presenza di queste strutture para alberghiere contribuisce anche a falsare i dati relativi agli afflussi turistici, visto che gli ospiti che alloggiano presso di loro non risultano in alcun elenco ufficiale. Secondo stime approssimative, i turisti non registrati come presenze potrebbero essere circa 74 mila. Per discutere di questo, e altri argomenti relativi alla ricettività turistica dell’isola, il 15 settembre si sono incontrati il presidente del Distretto, il sindaco di Agrigento Calogero Firetto e i possessori di strutture alberghiere. Anche per l’estate 2016 quindi la Sicilia ha riconfermato la sua appetibilità come meta turistica, ma la sua incapacità di gestire al meglio questa grande prerogativa.