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Valorizzazione del territorio e turismo: l’Experience di Airbnb approda in Sicilia

Posted by on Lug 18, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Valorizzazione del territorio e turismo: l’Experience di Airbnb approda in Sicilia

Al giorno d’oggi è diventato sempre più difficile tutelare le differenze storiche che caratterizzano le varie regioni italiane, differenze che le hanno rese ciò che oggi sono e ne costituiscono la ricchezza ma che rischiano di svanire, complici la globalizzazione e la crisi economica. Sono tante le strade che si stanno cercando per provare a valorizzare i territori senza omologarli né depredarli, e una via molto efficace potrebbe essere una nuova forma di turismo che è stata lanciata dal noto colosso delle vacanze on line Airbnb. Si chiama “Experience” e si tratta di un pacchetto vacanza estremamente particolare, che non propone soltanto l’alloggio presso una struttura privata, prassi ormai consolidata, ma un vero e proprio “viaggio nel tempo e nello spazio” per conoscere alcune realtà che potremmo considerare di nicchia ma che tutte insieme possono dare nuova linfa vitale al luogo in cui vengono praticate. Experience Airbnb è insomma una nuova tipologia di turismo esperienziale, che viene sempre più ricercato in particolar modo dai viaggiatori stranieri che vogliono uscire fuori dai soliti circuiti e mettersi in contatto con tradizioni vere, non ricreate ad hoc per i turisti. Si capisce come questo particolare modo di vivere il territorio possa servire a valorizzare la Sicilia, isola che di antiche tradizioni e storie da raccontare è piena. Ad oggi ci sono oltre 1500 proposte on line su Airbnb adatte ad ogni tipologia di viaggiatore. Le esperienze enogastronomiche sono sempre quelle più richieste. Conosciamo tre delle realtà che si trovano in Sicilia e che stanno già avendo un ottimo riscontro da parte dei turisti di ogni parte del mondo. La prima storia è quella di Valeria e Giuseppe: lei faceva l’antropologa e anche lui aveva un’attività completamente diversa prima che, un po’ per gioco, un po’ per dare un’alimentazione migliore ai loro figli, la coppia non ha deciso di acquistare tre caprette di una razza autoctona un po’ particolare. Si tratta della capre girgentane, che pascolano tra i vetusti monumenti della Valle dei Templi. Si riconoscono per le corna imponenti e sono meno appetibili di altre per il commercio, poiché producono meno latte. Però con quello che hanno si può produrre il Tumazzo, un gustoso formaggio ottenuto attraverso la ricotta stufata. Valeria ha spiegato come le prime caprette siano state acquistate per uso personale e come poi la “famiglia” sia cresciuta fino ad oggi, quando il gregge conta 120 esemplari. Chi decide di farsi ospitare da Valeria e suo marito può conoscere la storia di questa razza caprina e contribuire alla sua salvaguardia. Ma ci sono altre persone che, invece di decidere di andarsene dall’Italia alla ricerca di un futuro migliore, hanno preferito invece restare e “tornare alla terra”, come si suol dire. Questa è anche la storia di Giuseppe, un ingegnere che ha raccolto l’eredità dei suoi nonni e si è messo a produrre olio di oliva. La sua azienda agricola si trova nel comprensorio di Trapani e chi decide di vistarla vive una full immersion tra campi e olivi, seguendo l’intera filiera che dalle drupe conduce alla creazione del dorato condimento. Corrado ha deciso di lasciare Milano per tornare a Noto dove coltiva i pomodori datterini nella cultivar chiamata siccagnu, e produce un particolare tipo di conserva che offre in dono ai suoi ospiti. I quali ripartono portando con sé il ricordo di una terra e la promessa di tornare.

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Regione Sicilia: la formazione come chiave di lettura per migliorare il turismo

Posted by on Lug 18, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Regione Sicilia: la formazione come chiave di lettura per migliorare il turismo

Quando ci si interroga sul motivo per cui la Regione Sicilia, nonostante le sue numerose ed evidenti ricchezze, non riesca ancora a proporsi come meta turistica concorrenziale e a fare del turismo la sua principale “industria”, una delle risposte che si danno riguarda l’accoglienza. Le strutture ricettive dell’isola non sono abbastanza numerose, ma soprattutto non sono ben organizzate; per non parlare poi dell’abusivismo che è la vera piaga del settore dell’ospitalità. Il viaggiatore contemporaneo non si accontenta facilmente: quando viaggia vuole ricevere un trattamento speciale, ha degli standard molto elevati, e se non li ottiene ha tante alternative verso le quali dirigersi. Al contrario, un’accoglienza ben strutturata può richiamare notevoli flussi turistici anche grazie al passaparola: chi è stato bene in un posto vuole tornarci, e invita i suoi amici a fare altrettanto. Per questo Confartigianato Sicilia ha pensato che fosse opportuno puntare nella direzione di un miglioramento della rete di accoglienza, cominciando a lavorare sul capitale umano attraverso la formazione. Per poter garantire un servizio di qualità, infatti, è necessario che chi opera nel settore turistico non si “improvvisi”, come troppo spesso accade, ma sappia con esattezza come deve comportarsi per accontentare in tutto e per tutto i suoi ospiti. A tal scopo Confartigianato Sicilia ha di recente stipulato un accordo con l’ente di formazione di Milano Yous, siglando un programma che è stato sottoscritto da Giuseppe Pezzati, presidente regionale di Confartigianato, e Antonio Cannella, consulente delle attività formative di Yous. Nel programma sono previste due diverse tipologie di intervento. La prima è quella classica di formazione frontale in aula. Verranno infatti attivati due corsi destinati a inoccupati e disoccupati, “Gestori di B&B e strutture extralberghiere” e “Addetto al booking ed all’accoglienza turistica”, ognuno di 50 ore complessive. Questi sono i corsi-base a cui ne seguiranno altri di perfezionamento; la frequenza sarà garantita in via privilegiata a chi ha intenzione di seguire l’intero iter. L’altro intervento previsto riguarda dei workshop di 6 ore ognuno, per un totale di 5, che verteranno sulla tematica de “La Qualità dell’Accoglienza”, durante i quali chi frequenterà potrà confrontarsi direttamente con chi già opera nel settore della ricettività e ha acquisito una lunga esperienza in tal senso. I due enti coinvolti in queste attività formative, Confartigianato e Yous, si dicono entrambe soddisfatti dell’accordo raggiunto, ma di certo la maggiore soddisfazione è quella dei rappresentati di Confartigianato che sperano che questo non sia che il primo passo verso una decisa crescita turistica della Regione. Pezzati, al momento della firma dell’accordo con Yous, ha ricordato quello che ormai si dice da anni. L’isola potrebbe davvero trarre sostentamento, occupazione e prestigio dalla corretta valorizzazione del suo immenso patrimonio turistico, che è spendibile sia in termini di bellezze paesaggistiche che culturali. La sempre maggiore sensibilizzazione delle istituzioni su questo aspetto è dimostrata dal fatto che in molte province stanno nascendo le categorie Turismo e Spettacolo. Questo dimostra come ormai sia chiaro che sono queste le attività che possono portare ricchezza alla regione. Offrendo un’adeguata formazione agli operatori turistici del futuro si riuscirà a portare la Sicilia allo stesso livello di altre mete oggi più frequentate dai viaggiatori di ogni parte del mondo, e quindi ad incrementare i livelli occupazionali con un’offerta di alta qualità. Il percorso è appena cominciato, ma sembra che finalmente sia stata imboccata la via giusta.

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Le potenzialità della Sicilia e come sfruttarle

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Le potenzialità della Sicilia e come sfruttarle

Anche se i dati turistici raccolti negli ultimi anni vengono sbandierati come positivi, poiché dimostrano che i flussi di visitatori in Sicilia sono in crescita, la verità è che questa splendida isola ancora non riesce ad esprimere appieno le sue potenzialità. Detto in parole pavore non basta “accontentarsi” ma bisogna decisamente puntare più in alto, visto che questa regione italiana non ha davvero niente da invidiare ad altre mete molto più ambite. Anzi, le ricchezze che possiede la Sicilia spesso sono di gran lunga superiori a quelle di altre località che pure fanno registrare un maggiore consenso, come ad esempio l’isola di Malta. Il punto della questione va dunque cercato altrove: se non sono i presupposti di base a mancare, quella che è carente deve essere la struttura ricettiva della regione, vale a dire i servizi che i turisti trovano quando si recano sul territorio. Per cercare di avere un quadro un po’ più chiaro della situazione UniCredit ha chiesto a Nomisma, istituto di indagini statistiche, di raccogliere il maggior numero possibile di dati rispetto ai flussi turistici stranieri nell’isola. Infatti è proprio il pubblico estero quello che sembra latitare maggiormente in Sicilia. Al giorno d’oggi il mercato turistico è rappresentato soprattutto da viaggiatori cinesi, giapponesi, statunitensi, canadesi; ma solo una minima parte di loro conosce la Sicilia, che spesso è poco più di un puntino su una carta geografica. I dati confermano questa triste realtà: anche tra le regioni italiane la Sicilia è un po’ il fanalino di coda, apparendo al decimo posto per numero i arrivi e al dodicesimo per numero di presenze. La presenza di strutture ricettive è molto inferiore rispetto alle altre regioni italiane, che infatti “rubano la scena” alla Sicilia, con una densità molto bassa sul territorio e soprattutto disomogenea. Una volta verificato quindi che purtroppo la regione Sicilia non spicca per la sua popolarità tra i viaggiatori stranieri, UniCredit ha chiesto a Nomisma soprattutto di analizzare quali potrebbero essere gli aspetti da implementare per fare in modo che questa situazione cambi. Un primo dato salta agli occhi, senza nemmeno dover consultare i numeri. Il modo migliore per rendere un territorio appetibile a livello turistico consiste nel fornire dei servizi adeguati a chi ci si reca in visita. Un esempio virtuoso è quello della Polonia, Paese che noi consideriamo povero ma che in realtà negli ultimi anni è riuscito a crescere enormemente anche dal punto di vista turistico grazie ad un’organizzazione molto rigorosa ed efficiente. Tale organizzazione è decisamente latitante in Sicilia, dove ci sono pochi servizi mal distribuiti. Questo è un male endemico, a cui si aggiunge una cattiva amministrazione: andando infatti ad analizzare i sussidi pubblici che vengono forniti come incentivo al turismo e alla ricettività si scopre come questi soldi molto spesso vengano mal impiegati. Ci sono infatti alcune aree dell’isola che attirano molto di più i turisti rispetto ad altre, e dovrebbero dunque essere queste a ricevere gli aiuti maggiori facendo poi da volano per il resto del territorio. L’indagine ha invece verificato come aiuti ingenti vadano sempre più o meno nelle stese direzioni, che non sono però quelle veramente interessanti per il turismo. Quindi, per migliorare la situazione del turismo siciliano sarebbero necessari due interventi, in base a quanto verificato da UniCredit e Nomisma: implementare la ricettività e distribuire meglio le sovvenzioni pubbliche.

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Il turismo in Sicilia: passato e futuro

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il turismo in Sicilia: passato e futuro

Lo scorso anno il turismo siciliano ha fatto registrare dei dati molto incoraggianti, che oggi sembrano spingere in modo sempre più deciso le istituzioni e gli operatori del settore nella direzione dello sviluppo turistico dell’isola. Nel 2017, secondi dati raccolti dalle imprese ricettive, in Sicilia ci sono state oltre 14 milioni di visite, con una crescita, rispetto al 2016, di oltre il 5%. Le strutture alberghiere continuano ad essere la sistemazione preferita dalla stragrande maggioranza dei visitatori, ma anche le soluzioni alternative, come gli appartamenti in affitto e i bed&breakfast, cominciano a prendere piede. La provincia che ha registrato le performance migliori è stata quella di Messina, seguita da Palermo e Catania. In totale, sono stati più numerosi i viaggiatori stranieri che italiani. All’interno della Comunità Europea sono i francesi coloro che gradiscono maggiormente la nostra bella isola come meta turistica, seguiti da tedeschi e inglesi. Tanto i porti che gli aeroporti hanno fatto registrare una buona movimentazione di persone: quasi 2 milioni di persone hanno transitato via mare da Palermo; l’aeroporto Fontanarossa ha servito ben 8,5 milioni di passeggeri. Questi sono i numeri contenuti all’interno del Piano di Propaganda Turistica firmato da Sandro Pappalardo, assessore regionale al Turismo. Sulla base di queste stime il piano contiene soprattutto le linee programmatiche da seguire per il futuro. Il primo aspetto che viene affrontato è quello relativo alla pubblicità del “brand” Sicilia: veicolare l’immagine turistica dell’isola, in un’epoca che vive di marketing, appare infatti di fondamentale importanza. A tale scopo verranno usati i fondi stanziati dall’Europa per la programmazione 2014-2020. Si pensa non solo di elaborare delle campagne pubblicitarie, ma anche di far partecipare l’isola alle fiere più importanti e di invitare giornalisti e blogger di settore, al fine di dare sempre maggiore notorietà alle molte bellezze della Trinacria. Il mercato a cui ci si intende maggiormente rivolgere è quello cinese: già il 2018 è stato dichiarato anno del Turismo UE-Cina da parte della Commissione Europea e dal governo cinese. I rapporti tra il lontano Oriente e la Sicilia si stanno facendo sempre più fitti, visto che, se nel 2016 le presenze cinesi sull’isola erano ammontate ad un numero di 25 mila, esse sono salite a 35 mila nel 2017, e quasi sicuramente i dati del 2018, non ancora disponibili, confermeranno questo trend. Un altro potenziale “pubblico” sensibile al fascino siciliano è quello dei figli di immigrati, per lo più americani o canadesi. Sono molti coloro che vorrebbero conoscere il luogo di origine della propria famiglia: per sensibilizzare ulteriormente questo tipo di turismo il 27 maggio 2018 la Regione Sicilia ha partecipato, come partner, alla Festa della Repubblica che si è svolta presso il Consolato Generale di Montreal. In questa occasione, alla presenza di circa 10 mila ospiti, si è diffuso del materiale promozionale sulla Sicilia. I settori di turismo che si intendono sviluppare maggiormente sono quelli legati ai siti Unesco, molto amati dai viaggiatori stranieri, ma anche quello enogastronomico. L’enogastronomia, per cui il paese Italia è famoso, non è mai stata adeguatamente sviluppata in Sicilia. Grazie però alla fama acquisita da alcuni chef di spicco, finalmente anche i vini e i piatti tipici locali iniziano a farsi apprezzare dal turismo estero. Insomma sono davvero molte le carte che la Sicilia ha da giocare per crescere sempre più dal punto di vista del turismo: tutto starà nell’abilità dei giocatori.

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Il “turismo azzurro”, un’opportunità per la Sicilia

Posted by on Mag 23, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il “turismo azzurro”, un’opportunità per la Sicilia

Si sa che il turismo non ha una sola faccia, ma che si può declinare in tanti modi diversi. C’è il turismo per la terza età e quello per i più giovani, c’è il turismo religioso e quello esperienziale; c’è il turismo di nicchia e quello che muove le grandi masse di persone. Ci sono infine il turismo “verde” e quello “azzurro”: il primo permette la riscoperta di luoghi naturali e incontaminati, il secondo, invece, di realtà marittime in tutte le loro sfumature. Il turismo azzurro, a sua volta, può assumere diversi aspetti: può riguardare il pescaturismo, ovvero accompagnare il visitatore in alto mare per fargli provare il brivido della pesca. Può riguardare l’ittiturismo, più focalizzato sulla conoscenza delle varietà di pesci presenti in un determinato specchio di mare; c’è la declinazione culturale, con la visita ai musei del mare, o quella etnoantropologica, con la visita ai luoghi dove un tempo si praticavano i mestieri del mare (tonnare o opifici). Infine, il turismo azzurro può essere naturalistico, con l’esplorazione di specchi di mare ancora poco noti; archeologico, con le immersioni subacquee; e infine enogastronomico, perché dal mare vengono molti dei più gustosi piatti tipici di tutto il mondo. Da questa rapida disamina si capisce facilmente come il turismo cosiddetto azzurro possa rappresentare una risorsa di non secondaria importanza per l’isola Sicilia, che dal mare è circondata per tutti e tre i suoi lati. Il turismo azzurro viene già sfruttato da alcuni lungimiranti imprenditori, come i fratelli Girolamo e Michelangelo Balistreri, che hanno dato vita al Museo dell’acciuga di Aspra; o come Antonella e Giusi Mancuso che hanno inaugurato la prima realtà di pescaturismo al femminile. Le potenzialità inespresse però sono ancora di più, come dimostra un recente accordo stipulato tra l’Istituto Alberghiero “Pietro Piazza” di Palermo e il Dusit Thani College di Bangkok. Da questa collaborazione si intravedono già interessanti risvolti, anche occupazionali, per i giovani studenti di entrambe gli istituti. Il punto di contatto tra due realtà tanto lontane geograficamente, quanto vicine spiritualmente, è stato creato durante l’ultima edizione di Travelexpo e sta cominciando a portare i suoi frutti. Grazie alla collaborazione tra gli studenti dei due istituti, che si occupano di gastronomia locale, si è scoperto come la cucina che viene praticata in Sicilia, la tanto decantata “dieta mediterranea”, non sia poi così diversa dalla cucina thailandese. Anche la cucina thailandese, infatti, pone molta attenzione alla scelta delle materie prime; usa prevalentemente pesce e verdure, più che carne, e in più usa delle spezie che potrebbero diventare interessanti anche per la tradizione culinaria nostrana. L’ente del Turismo Thailandese ha conosciuto la realtà siciliana e ha deciso di portare qui i ragazzi del Dusit Thani College, ma non solo: da questo punto di partenza potrebbe nascere uno scambio proficuo grazie al quale l’isola italiana potrebbe diventare una meta molto gettonata da parte dei viaggiatori della Thailandia. Questo dimostra come i diversi settori dell’economia non siano a compartimenti stagni ma possano contaminarsi l’uno con l’altro, spesso con esiti del tutto imprevedibili. In questo caso, il gemellaggio tra due scuole alberghiere ha portato anche alla scoperta e valorizzazione del turismo azzurro, comparto appena nato in Sicilia ma dalle enormi potenzialità di sviluppo anche sul versante enogastronomico. Ora la speranza è che un numero sempre maggiore di imprenditori turistici si muova in questa direzione, così ricca di prospettive per il futuro siciliano.

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Il futuro del turismo siciliano: case a 1 euro e mercato cinese

Posted by on Mag 23, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il futuro del turismo siciliano: case a 1 euro e mercato cinese

Aprire nuove strade al turismo significa saper intercettare le nuove tendenze dei viaggiatori e saper sfruttare nuove modalità che a tutta prima potrebbero sembrare un po’ stravaganti, ma che alla lunga possono dare buoni frutti. Questo è l’assunto di base che vogliono seguire gli operatori turistici siciliani. La Sicilia è un’isola bellissima, piena di bellezze e di attrattive, ma il suo male storico sembra in qualche modo l’incapacità di attrarre i flussi turistici che pure meriterebbe. Ecco allora che sono state di recente messe in campo due nuove iniziative, una a livello regionale e un’altra a livello locale, che potrebbero offrire il destro per un rilancio della Sicilia e dei suoi borghi sul mercato turistico globale. Il primo progetto riguarda i viaggiatori che provengono dalla Cina, un bacino di utenza smisurato che però viene, allo stato attuale delle cose, attirato solo in minima parte dalle bellezze siciliane. Dati alla mano, pare che siano circa 130 milioni i turisti cinesi che girano per il mondo, e 10 milioni di questi ogni anno arrivano in Europa. Solo una piccolissima percentuale, pari all’1,7%, però, giunge in Sicilia. Come mai? La risposta è più complessa di quello che si potrebbe credere. Secondo un luogo comune molto diffuso ai cinesi non piacerebbe il mare, e per questo l’isola siciliana sarebbe meno appetibile di altre mete, ma questo non è affatto vero; senza considerare poi il fatto che, di contro, è certo che i cinesi sono molto attirati dai siti patrimonio dell’Unesco, di cui la Sicilia è piena. Il punto sta nel fatto che il viaggiatore orientale è molto esigente: si sposta solo verso quei luoghi solo dove sa di poter trovare l’accoglienza che desidera. Non è certo una novità dire che la popolazione cinese ha usi e costumi molto diversi dai nostri; la conseguenza è che per accattivare i flussi turistici cinesi è necessario conoscerli e rispettarli. Ad esempio, in un hotel dove debbano essere alloggiati ospiti cinesi non dovrebbe mai essere usata biancheria di colore bianco, che per loro è segno di lutto. Bisognerebbe dare una grande importanza alla prima colazione, non far mancare mai in camera la televisione CCTV e non assegnare mai la camera 4, visto che questo per loro è un numero sfortunato. Insomma, bisogna creare un’offerta fortemente targettizzata. È per questo che anche in terra siciliana si è attivata “Welcome Chinese”, un’associazione che opera in sinergia con il governo cinese e che ha creato un’accoglienza ad hoc in due località: la Valle dei Templi di Agrigento e la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. L’esperimento ha dato buoni frutti e ora si è pronti per ampliarlo, anche trasformando lo scalo aeroportuale di Palermo in un punto di arrivo privilegiato per tutti i turisti che vengono dall’Est del mondo. L’altra curiosa iniziativa di cui si parlava è stata attivata relativamente a Sambuca, un piccolo borgo che non è solo uno dei “borghi più belli d’Italia”, ma che nel 2016 è stato addirittura eletto come il più bello in assoluto. Questo, com’è ovvio, non lo mette al riparo dal degrado e dall’abbandono. Per questo l’amministrazione comunale ha bandito un’asta pubblica mettendo in vendita 17 immobili del centro storico ad un prezzo davvero di favore: un solo euro. Chi si aggiudicherà i beni avrà il vincolo di doverli ristrutturare entro tre anni al massimo. Anche questo potrebbe diventare un primo esempio che potrebbe essere seguito da altri comuni, al fine di far rivivere alcuni dei centri più belli della Sicilia.

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