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La Sicilia alla BIT di Milano

Posted by on Mar 8, 2019 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La Sicilia alla BIT di Milano

Tra il 10 e il 12 Febbraio 2019 si è svolta a Milano la BIT, una delle più importanti fiere turistiche a livello internazionale. In questa fiera ogni regione italiana ha un suo stand promozionale per presentare la propria offerta e per farsi conoscere agli operatori del settore che ogni anno intervengono da tutto il mondo. Quest’anno la Regione Sicilia ha voluto strafare con uno stand che era il più grande di tutti. Con i suoi oltre 800 metri quadri ha infatti battuto per estensione persino lo stand della Regione Lombardia e ha lasciato tutti a bocca aperta per la grandiosità dell’allestimento. Dei grandi schermi led mostravano immagini delle innumerevoli bellezze dell’isola, mentre al centro del padiglione “Piazza Sicilia” è stato il luogo in cui incontrare i visitatori e i buyers turistici. Ad aprire lo stand erano presenti tre delle più importanti figure istituzionali regionali e nazionali in materia turistica: Nello Musumeci, il presidente della Regione Sicilia, Gian Marco Centinaio, il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, e Sandro Pappalardo, l’assessore regionale al Turismo. Come ha detto lo stesso Musumeci, l’intenzione dello stand alla BIT è di mostrare un nuovo volto della Sicilia, che le permetta alla fine di uscire dalla stagionalità dell’offerta turistica per mostrare come le diverse possibilità di visita possano permettere al visitatore di divertirsi e fruire di molte iniziative nel corso di tutto l’anno. L’intera grafica promozionale è stata rinnovata per dare un aspetto più fresco ad un’offerta che comunque continua a basarsi sugli elementi di sempre, quelli intramontabili: siti meravigliosi, cibo ottimo, calda accoglienza. Naturalmente, per attirare i turisti nel corso di tutto l’anno è necessario fare un grande lavoro organizzativo, ed è proprio questo che la Regione Sicilia si è proposta di fare presentando dei programmi molto accurati non solo della stagione teatrale, ma anche di tutti gli altri eventi interesse che hanno luogo nelle varie province in vari momenti dell’anno. Manifestazioni come il carnevale di Acireale, Sciacca e Termini Imerese, l’Infiorata di Noto o la festa del Mandorlo in fiore nella Valle dei Templi possono costituire una grande attrattiva per il turista desideroso di sperimentare il territorio, visto il grande significato folkloristico che rivestono. La Regione ha voluto anche ribadire l’offerta enogastronomica, visto che questo comparto muove un gran numero di persone che viaggiando vogliono anche conoscere i sapori del luogo che visitano. In Sicilia ci sono circa 50 presidi Slow Food ed eccellenze del gusto come il cioccolato di Modica, per non parlare di molte rinomate etichette di vini. Anche il turismo naturalistico è stato propugnato presso lo stand della BIT: in Sicilia si trovano infatti ben cinque parchi naturalistici, ovvero quello dell’Etna, delle Madonie, dei Nebrodi, il Parco Fluviale dell’Alcantara e quello dei Monti Sicani. Il progetto è di inserirli tutti all’interno di un unico circuito che prenderà il nome di “Sicilia, Paradiso in terra”. Accanto alle bellezze paesaggistiche ci sono poi centri di grande bellezza tutti da scoprire, come i quattro comuni che hanno vinto il prestigioso titolo di “Il Borgo dei Borghi” e che sono Gangi, Montalbano Elicona, Petralia Soprana e Sambuca di Sicilia. L’assessore Pappalardo ha ribadito la volontà di “svecchiare” l’immagine della Sicilia da una serie di stereotipi che la accompagnano nell’immaginario collettivo per proporre delle forme di fruizione più moderne e snelle, attente alle esigenze dei viaggiatori che amano sempre più modalità “slow” per conoscere un territorio.

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Sicilia regina del turismo enogastronomico

Posted by on Mar 8, 2019 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Sicilia regina del turismo enogastronomico

La Regione Sicilia risulta essere in testa a tutte le altre regioni italiane per quel che riguarda un comparto turistico ben specifico, quello enogastronomico. Questo è quello che emerge con chiarezza dal “Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019”, redatto da World Food Travel e dall’Università degli studi di Bergamo con la collaborazione di vari enti che operano nel settore della ricettività, quali Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, Federculture, Ismea, Fondazione Qualivita e Touring Club Italiano, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Il rapporto parla chiaro: non solo in generale questo settore è in netta crescita, facendo notare un aumento esponenziale di viaggiatori interessati rispetto al rapporto 2017, ma ci sono città e regioni che si distinguono per preferenze. Nello specifico, le tre regioni più gettonate da chi viaggia per fare esperienze culinarie sono la Sicilia, la Toscana e l’Emilia Romagna. Le tre città più frequentate sono invece Napoli (patria, non a caso, di uno dei beni enogastronomici inseriti nella lista del patrimonio tangibile e intangibile dell’Unesco, la pizza), Roma e Firenze. In generale, però, tutto il rapporto dipinge un quadro molto lusinghiero della nostra penisola, che non a caso è da sempre considerato uno dei luoghi in cui si mangia meglio in assoluto. E così i turisti italiani decidono di scorrazzare su e giù per lo stivale per assaggiare le tante tipicità locali. Qual è il ritratto che viene fatto del tipico turista enogastronomico? Di solito chi viaggia per degustare non lo fa da solo, ma in coppia: nella maggior parte dei casi si tratta di persone sposate o comunque accompagnate. L’età media è quella che va dai cinquanta ai quaranta anni, ma si nota una netta crescita della richiesta di turismo enogastronomico da parte dei cosiddetti “Millennials”, vale a dire coloro che sono nati tra il 1981 e il 1998. Chi viaggia per enogastronomia ama non solo mangiare e bere bene, ma vuole vivere un’esperienza a 360 gradi in cui la tavola sia accompagnata anche da un’approfondita perlustrazione del territorio, al fine di scoprire quanto un cibo, o un vino, siano davvero espressione di una cultura locale. Quali sono le attività preferite dai viaggiatori enogastronomici? Molto gettonate sono le visite nelle aziende agricole, molto più di quelle nelle cantine che fanno conoscere una lieve flessione. Inoltre questo tipo di viaggiatore ama anche frequentare i mercatini, visitare bar, ristoranti e locali tipici e storici. C’è una parte di questo ampio mercato, però, che resta ancora insoddisfatta: ci sono cioè delle esperienze che il turista amerebbe fare per le quali non esiste ancora un’adeguata risposta. Ad esempio, sembra che tra le mete maggiormente ambite ci siano quelle di visita a pastifici e fabbriche di cioccolato, oltre che gite esperienziali di più giorni. Insomma, se il settore dell’enogastronomia rappresenta già una grande risorsa per il territorio italiano e per la Regione Sicilia, c’è spazio per farlo crescere ulteriormente anche negli anni a venire. Da ultimo, il rapporto evidenzia come ci siano anche delle mete straniere che sono apprezzate dai viaggiatori italiani, sempre rimanendo dell’ambito di una vacanza volta a scoprire piatti e bevande tipiche. In cima alle preferenze c’è la Spagna come nazione, e Parigi come capitale europea. Ma resta il fatto che l’Italia può vantare i numeri più invidiabili in campo enogastronomico, con i suoi oltre cinquemila prodotti agroalimentari tradizionali, oltre 300 mila imprese di ristorazione e 875 ristoranti di eccellenza, nonché ben 114 musei dedicati alla cultura enogastronomica.

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Il Turismo Accessibile e la Sicilia

Posted by on Feb 11, 2019 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il Turismo Accessibile e la Sicilia

La tematica dell’accessibilità dei luoghi è molto importante per la vita quotidiana di tutte quelle persone che sono affette da un handicap fisico o mentale. La loro percezione del mondo, e soprattutto la loro possibilità di fruirlo, è diversa dalla nostra ed ha quindi bisogno di regole diverse affinché le normali operazioni di tutti i giorni possano essere svolte senza difficoltà. Le barriere architettoniche vanno abbattute, vanno ideati nuovi modi di mostrare oggetti e cose, e soprattutto vanno abbattuti i limiti mentali. Se tutto questo è vero in assoluto, c’è un campo di attuazione molto specifico a cui alcune associazioni stanno lavorando, ed è quello del turismo. Tutti viaggiano e tutti amano le cose belle, quindi tutti devono essere messi nelle condizioni di poterne godere. Questa è l’idea che c’è dietro a “Sicilia Turismo per Tutti”, un’associazione nata sull’isola che negli ultimi anni si è data molto da fare soprattutto nella provincia di Siracusa al fine di rendere certi servizi fruibili anche da parte di chi vive una disabilità, di qualunque genere essa sia. Infatti l’associazione lavora con non e ipo vedenti, con persone che hanno disabilità motorie, con ragazzi che vivono disagi di tipo psichico, cercando di adeguare alle loro esigenze strutture, luoghi, opere d’arte. La presidente dell’associazione è Bernadette Lo Bianco la quale, alla fine dell’anno 2018, ha potuto tracciare un bilancio molto più che soddisfacente. Ha infatti detto che in pochi anni il numero di spiagge accessibili in Sicilia sono aumentate notevolmente: se erano solo 10 nel 2014, ora sono più di 70. Questo è il risultato del progetto “Sicilia e Siracusa mare per tutti 2018”, che però non è l’unico, né il più importante, dei tanti che l’associazione mette in campo. La Lo Bianco ha elencato altri importanti traguardi raggiunti: ad esempio, i lavori di adeguamento presso la Cittadella dello Sport di Siracusa, dove sono stati installati dei sollevatori meccanici e le attrezzature per il Sitting Volley. A Siracusa l’associazione ha coadiuvato l’amministrazione comunale per il collocamento di rampe di accesso in alcuni luoghi turisticamente strategici, come ad esempio l’Antico Mercato di Ortigia. Oltre a collaborare con gli enti pubblici, l’associazione ha lavorato anche con privati i quali hanno deciso di rendere le loro strutture turistiche maggiormente accoglienti per chi ha qualche disabilità. Chi viaggia, infatti, è attento a questi particolari e quindi si reca in luoghi dove sa di poter trovare i servizi più adeguati alle sue particolari esigenze. Ecco dunque che la Sicilia sta diventando una meta di eccellenza da questo punto di vista, ma la Lo Bianco non si dice soddisfatta. C’è anche un altro aspetto da considerare, ed è quello dell’inclusione di soggetti diversamente abili anche nella gestione delle strutture turistiche. Secondo una legge del gennaio 2018 le aziende turistiche che hanno almeno 15 dipendenti devono assumere anche una persona diversamente abile. È quindi necessario strutturare processi di inclusione e corsi di formazione che permettano davvero a tutti di operare nel campo dell’accoglienza. Dopo aver organizzato mostre e convegni accessibili un po’ in tutta l’isola, aver dato un contributo fondamentale al tavolo tecnico del Patto di Responsabilità sul Turismo voluto da Confindustria Siracusa, e partecipato alla stesura del primo “Libro bianco sul Turismo a Siracusa ed in provincia”, l’associazione “Sicilia Turismo per Tutti” si pone altri, ambiziosi obiettivi per il 2019. In cantiere ci sono teatro e funzioni religiose in LIS (il linguaggio dei segni per i non udenti) e tour studiati per un’accessibilità a 360 gradi.

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Il Natale in Sicilia

Posted by on Feb 11, 2019 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il Natale in Sicilia

Si nutrivano grandi aspettative circa la stagione turistica delle vacanze di Natale 2018 per la Regione Sicilia. Secondo le stime preventivate, infatti, sarebbero dovuti arrivare in tutta la penisola viaggiatori da tutto il mondo. Dall’Europa si aspettavano soprattutto francesi, inglesi e tedeschi. Dal resto del globo si attendevano americani, cinesi e giapponesi che avrebbero preso d’assalto le più belle città d’arte d’Italia, come Roma, Firenze, Torino. Sono queste infatti, da sempre, le mete preferite da chi arriva nel Bel Paese per la prima volta. Ma la Sicilia, isola dalle molte bellezze, a sua volta era considerata una delle mete più ambite. Questo grazie agli aeroporti di Punta Raisi per Palermo e quello di Fontanarossa per Catania. Il traffico aeroportuale è stato molto elevato anche nei mesi precedenti il periodo natalizio, ma durante le festività invernali è previsto un notevole incremento, soprattutto contando le decine di centinaia di studenti o lavoratori fuori sede che tornano alle proprie case. Per i turisti era facile immaginare quali sarebbero state le località predilette in Sicilia: sempre molto gettonate sono le mete naturalistiche, come il Parco dell’Etna, e quelle storico culturali, come la Valle dei Templi di Agrigento, o il teatro greco di Siracusa. Alla fin fine non si può dire che le aspettative siano state disilluse. Alla data dell’Epifania, giorno che, come è noto, tutte le feste si porta via, i dati relativi ai flussi turistici verso l’isola apparivano piuttosto incoraggianti. Notevole, come previsto, il traffico negli aeroporti, con un 10% in più di presenze rispetto allo stesso periodo del 2017, sia a Catania che a Palermo. Lo stesso incremento percentuale si è fatto registrare anche a livello di presenze nelle strutture ricettive. Ciononostante non tutti si ritengono soddisfatti. Molti operatori locali, infatti, continuano a lamentare la mancanza di una programmazione degli eventi durante tutto l’arco dell’anno, in modo che si possa attuare una volta per tutte la tanto decantata e auspicata “destagionalizzazione”. Come ha detto Nico Torrisi, amministratore delegato della SAC, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, è il clima uno dei principali attrattori turistici dell’isola. Il clima da solo però non può bastare, anche perché, inevitabilmente, dirotta la maggior parte dei flussi alla sola stagione estiva. Anche se le cose sono leggermente migliorate negli ultimi anni, ha spiegato Torrisi, ancora molto resta da fare, soprattutto per combattere l’abusivismo. Un altro dei mali atavici del turismo siciliano è infatti l’impossibilità di avere dei dati davvero attendibili. Questo perché esistono numerose strutture ricettive che lavorano in nero, e che quindi non registrano in modo ufficiale il numero di ospiti che ricevono ogni anno. Ufficialmente le presenze annue in Sicilia di turisti nazionali ed esteri è di 14 milioni: ma secondo Torrisi questo numero andrebbe come minimo raddoppiato. Se questo è consolante da un lato, dall’altro fa capire come sia necessario lottare per eliminare il sommerso, che naturalmente danneggia coloro che invece operano seguendo le regole. Intanto sembra che la Regione Sicilia si stia muovendo per creare numerosi eventi spalmati un po’ nel corso di tutto il 2019, in modo tale da poter offrire tante opzioni differenti a coloro che vogliano venire a visitare l’isola in qualunque periodo dell’anno. Sono ben 45 gli eventi che sono stati inseriti nel calendario regionale, tutti a sfondo culturale e folkloristico, come ad esempio le feste delle Sante Patrone di diverse cittadine, il carnevale di Acireale e il festival Musicale di Castelbuono.

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Le Vie Sacre, il nuovo turismo esperienziale siciliano

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Le Vie Sacre, il nuovo turismo esperienziale siciliano

Il cammino di Santiago, il lungo pellegrinaggio che consente di giungere fino al Santuario di Santiago de Compostela, è frequentato ogni anno da centinaia di migliaia di turisti. Certo, definire chi si imbarca in una simile avventura un semplice “turista” è un po’ riduttivo. La riscoperta dei cammini devozionali, che hanno avuto un notevole boom negli ultimi anni, testimoniano come per chi viaggia ci sia la necessità di sperimentare qualcosa di più di una semplice vacanza in bei posti. La maggior parte dei turisti cerca una vera “esperienza”, vuole gustare un territorio fino nei suoi aspetti meno conosciuti e tornare a casa rigenerato ma anche cambiato, maturato, cresciuto. In questo senso i percorsi di pellegrinaggio consentono di vivere un’esperienza davvero a 360 gradi, perché coinvolge e mette in gioco molti aspetti diversi. Si tratta di percorsi escursionistici, che consentono di ammirare paesaggi di grande bellezza e di visitare edifici storici e bellezze artistiche per lo più poco note. Si tratta di un viaggio spirituale, alla ricerca del divino che c’è nel mondo e in ognuno di noi. Infine, si tratta di un modo per conoscere un territorio davvero in ogni sua sfaccettatura, assaporandone l’accoglienza, incontrando la gente, apprezzando le usanze del posto di prima mano e non solo come in una cartolina patinata. Ecco perché anche la Sicilia ha deciso di riscoprire i suoi sentieri devozionali, dando il via ad una serie di percorsi che si dipaneranno per tutto il 2019 e che sono stati inaugurati a fine 2018. “Vie Sacre Sicilia” è una rete escursionistica che è stata presentata ufficialmente a Palermo nelle giornate comprese tra il 9 e l’11 Novembre in occasione della Fiera del Mediterraneo, all’interno di “Fa’ La Cosa Giusta”. La presentazione è stata non solo formale ma anche pratica: infatti il 10 Novembre si è svolto il primo pellegrinaggio, l’Itinerarium Rosaliae verso Monte Pellegrino. “Vie Sacre Sicilia” è un progetto che è nato nel 2014 per volontà di don Roberto Fucile che è stato poi appoggiato dalla Conferenza Episcopale e ha trovato il supporto di diverse associazioni di escursionismo e di ricettività territoriale. Si tratta di un unico “cappello” messo sopra una rete di percorsi devozionali che riscoprono alcune località e bellezze poco note dell’isola, e si rivolgono ad un turista attento, desideroso di fare un viaggio nel territorio ma anche dentro se stesso. Gli appuntamenti che sono già stati fissati per il 2019 sono numerosi e suonano molto interessanti; riguardano tutte le province siciliane e sono in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. Ad esempio, nel mese di febbraio si partirà con il percorso che ripercorre “i passi di Corrado eremita”, un itinerario che parte dal romitorio dei Pizzoni per poi arrivare fino alla Chiesa del Crocifisso di Noto Antica. In questo caso si tratta di un percorso di una sola giornata, ma ci sono anche itinerari che si snodano su più giornate, come ad esempio il “Cammino dei frati” che avrà luogo tra il 23 aprile e il 1 maggio. L’itinerario va da Caltanissetta a Cefalù e segue i tragitti che venivano fatti dai frati questuanti, che percorrevano l’entroterra per raggiungere le campagne più remote. Ci sono poi cammini che portano a conoscere alcune delle bellezze storico-artistiche del territorio, come quello del 4 maggio che conduce fino alle chiese rupestri di Scicli. Il programma completo è però molto più ampio, e si può consultare sul sito web dedicato a questa iniziativa turistica che ha lo scopo di far scoprire un volto inedito della Sicilia.

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La Sicilia piace di più agli stranieri

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La Sicilia piace di più agli stranieri

Analizzare i dati, comprenderli nelle loro dinamiche, saperli leggere anche andando oltre quello che dicono i numeri è un’operazione fondamentale nel settore turistico. Solo cercando di captare i trend si possono pianificare in modo accorto le strategie di accoglienza, e solo attraverso l’analisi dei flussi turistici si può capire cos’è che piace cos’è che non piace, e cosa può essere migliorato per migliorare, di conseguenza, anche i numeri della ricettività. Ecco perché hanno tanta rilevanza i dati raccolti da Intesa Sanpaolo relativamente ai flussi turistici nella regione Sicilia. Il lasso di tempo che è stato considerato riguarda un decennio, quello che va dal 2007 al 2017, quindi offre un quadro generale sulla lunga distanza circa le preferenze dei viaggiatori italiani e di tutto il mondo. Il primo dato che subito salta all’occhio è la crescita costante dei turisti stranieri, che sembrano assestare una netta preferenza all’isola siciliana, più di quanto non facciano gli italiani. Infatti l’incremento dei flussi turistici dall’estero è cresciuto di oltre il 20%, mentre la presenza di connazionali sull’isola è diminuito di 14 punti percentuali. Sulla lunga distanza, considerando il periodo di tempo decennale, si nota come la presenza di turisti stranieri in Sicilia abbia avuto un bell’incremento, passando dal 40% circa del 2007 all’oltre 49% del 2017. Questo trend di crescita sembrerebbe essere stato più sostenuto e deciso negli ultimi due anni, nel biennio che va dal 2015 al 2017. Se si confronta la regione Sicilia con le altre regioni italiane, si nota che nel 2017 è stata al nono posto in Italia in termini di arrivi e presenze; tra le regioni del Meridione però ha conquistato un lusinghiero secondo posto, preceduta soltanto dalla regione Campania. La crescita dei flussi turistici verso l’isola non è stata eclatante, ma ha il pregio di essere stata costante in questi ultimi dieci anni. E la cosa più consolante è che, secondo gli esperti, tale movimento in crescita è destinato a continuare anche per il 2018. Già i primi dati raccolti in questo anno, infatti, fanno ben sperare in questo senso. Nei primi sei mesi del 2018 la spesa dei turisti stranieri ha fatto registrare un buon incremento, superiore in Sicilia rispetto al resto d’Italia e anche del Mezzogiorno. Un dato che si può osservare, e su cui di certo lavoreranno gli operatori turistici, è la media di tempo di soggiorno di chi decide di trascorrere una vacanza in Sicilia. Tale dato è inferiore alla media nazionale e si assesta intorno ai 3 giorni. Altro aspetto della ricettività siciliana che è stato messo in evidenza dal report di Intesa Sanpaolo è il fatto che chi soggiorna sull’isola preferisce farlo in residence di lusso. Le presenze in hotel a 4 o 5 stelle e resort di lusso sono oltre il 60% del totale complessivo. Questo dato, inoltre, ha conosciuto una crescita molto marcata nel decennio considerato, passando da poco più del 35% all’attuale 63,9%. Un ultimo aspetto decisamente incoraggiante e positivo per la Sicilia è che sembra che la destagionalizzazione del turismo sia ormai una realtà e non più soltanto un obiettivo utopico da raggiungere. Infatti gli arrivi del periodo compreso tra maggio e settembre sono inferiori alla media del resto delle regioni del Meridione, per quanto superiore a quello del resto d’Italia. Si può quindi dire che la Sicilia è riuscita, lentamente ma decisamente, a strutturarsi in modo qualitativamente più elevato nella ricettività, così da attirare un turismo di alto livello proveniente da tutto il mondo.

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