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Il nuovo turismo siciliano

Posted by on Set 12, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il nuovo turismo siciliano

La Sicilia ha fatto registrare una stagione turistica estiva soddisfacente, ma al solito non entusiasmante. Questa affermazione non è il prodotto di esigenze troppo elevate, ma di realistiche aspettative. Infatti basta analizzare nel concreto quelle che sono le potenzialità dell’isola per rendersi conto che i risultati che si ottengono non sono nemmeno lontanamente vicini a quelli che si potrebbero auspicare. Niente di nuovo sotto il sole: l’incapacità di “sfruttare” al massimo le tantissime offerte siciliane è ormai endemica. Per fortuna, però, sembra che qualcosa si stia muovendo. C’è infatti un nuovo mercato turistico in espansione a cui la Sicilia sta puntando in modo molto deciso. I numeri già ci sono, ma il bacino di utenza potrebbe essere aumentato in modo esponenziale. Stiamo parlando del lontano Oriente, di Cina e Giappone. I turisti cinesi e giapponesi sono facoltosi, possono spendere e vogliono farlo, e amano girare il mondo e conoscerne anche gli angoli meno noti. La Sicilia è già una delle mete a cui si rivolgono i turisti orientali: una piccola percentuale dei dati turistici dell’anno scorso riguardavano infatti ospiti dalla Cina e dal Giappone, con un lieve aumento rispetto agli anni passati. Però questi numeri sembrano ancora scarsi rispetto a ciò che si potrebbe ottenere. Per questo l’Assessorato Regionale al Turismo ha deciso di puntare in modo più deciso verso questa parte del mondo, con due iniziative che sono state organizzate per il mese di settembre 2018. La prima è il viaggio di una delegazione regionale, guidata dall’assessore Sandro Pappalardo, che si recherà in visita alla cittadina cinese di Chengdu per l’annuale Travel Trade Market. Questa sarà una vetrina molto importante per la Regione Sicilia, in quanto a questa fiera si incontrano i più importanti tour operator orientali che si occupano di turismo internazionale. Anche il Giappone però verrà preso di mira: tra il 20 e il 23 settembre si svolgerà a Tokyo un’altra fiera molto importante, il TEJ (Tourism Expo Japan). Anche in quest’occasione la Sicilia sarà presente per promuovere le bellezze dell’isola, e non solo nell’ambito della manifestazione. L’evento più atteso è una cena che è in programma per il 19 settembre in cui si esibirà l’Orchestra Sinfonica Siciliana. La cena avrà luogo presso l’Ambasciata Italiana a Tokyo, e ovviamente il menu prevedrà come portate alcune delle maggiori eccellenze enogastronomiche siciliane. In una parola l’assessorato regionale è sempre più fermamente intenzionato a far conoscere la Sicilia ben al di fuori dei confini nazionali, con la consapevolezza che le sue molte bellezze non hanno nulla da invidiare a quelle di altre mete turistiche che pure riscontrano un maggiore successo. Un’ultima azione che è stata messa in campo per dare visibilità all’isola è una campagna pubblicitaria che ha come location i più importanti aeroporti della nostra penisola: fino al mese di dicembre negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino a Roma, in quelli di Malpensa e Linate a Milano, e negli scali di Bergamo, Venezia, Bologna, Pisa, Napoli e Bari si potrà ammirare una cartellonistica pubblicitaria pensata ad hoc. Con immagini di grande formato verranno esibiti in questi luoghi strategici degli scorci dell’isola che non potranno non invogliare i molti viaggiatori che passarono per questi aeroporti a visitare la Sicilia. Questa operazione è costata quattro milioni di euro ed è propedeutica ad una campagna ancora più diffusa che riguarderà tutti i maggiori scali aeroportuali europei. In questo modo la bellezza selvaggia della Sicilia illuminerà gli occhi dei turisti di tante parti del mondo, invogliandoli magari a venirla a visitare per la prossima estate.

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Erbe aromatiche e turismo in Sicilia

Posted by on Ago 6, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Erbe aromatiche e turismo in Sicilia

Quando si dice che per attirare flussi turistici in un territorio bisogna valorizzarne le peculiarità e le tradizioni forse non si capisce fino in fondo quanto questo assunto sia vero. Lo dimostra quello che avviene in Sicilia, a Scicli, quella parte di isola in cui sono ambientate anche le avventure del Commissario Montalbano, personaggio nato dalla penna e dalla fantasia di Andrea Camilleri e diventato iconico per la Sicilia tutta. Se nel resto d’Italia le grandi ville e anche gli agriturismi sfoggiano degli ordinati, ma a noi del tutto estranei, giardini all’inglese, ecco che Enrico Russino ha deciso di dare alla sua azienda agricola un’impronta più decisamente nostrana. Il nome dell’azienda è “Gli Aromi” e se ne capisce facilmente il motivo: qui vengono coltivate solo ed esclusivamente piante aromatiche. E non si pensi al piccolo erbario che ognuno di noi ha sul balcone, con un vasetto di basilico e uno di rosmarino. Qui vengono coltivate circa 200 specie vegetali diverse; ogni anno 500 mila piante vengono propagate per talea dando vita ad un connubio di profumi e suggestioni unici. Perché non condividere tanta bellezza con le persone che cercano un’esperienza olfattiva e sensoriale fuori dal comune, ma davvero immersiva e tipica del territorio? E così ha fatto Russino: ha aperto le porte della sua struttura ai turisti che adesso la affollano: ogni anno ben 9 mila persone visitano “Gli Aromi”. Ecco cosa si può fare in questo paradiso dei profumi. Gli ospiti vengono accompagnati in un vero e proprio percorso tra le piantagioni, in cui scoprono specie di erbe aromatiche forse mai sentite, come il geranio malvarosa. A seguire, dopo la degustazione olfattiva non può mancare la degustazione culinaria: tra l’orto e le serre vengono allestiti i tavoli su cui assaggiare i piatti tipici della tradizione siciliana. In ognuno di essi sono presenti le erbe aromatiche che vengono coltivate presso “Gli Agrumi”, in un tripudio che delizia tutti i sensi e permette di riscoprire la cucina e i sapori di un tempo. E non è tutto: chi vuole può portare a casa i semi delle piantine per provare a creare il suo piccolo orto aromatico. I semi vengono venduti con nomi curiosi: “Fatti i capperi tuoi!” o “Vuoi vivere nella bambagia” sono solo due delle denominazioni scelte da Russino e dal suo staff. Anche nello shop on line si possono acquistare le piantine o i semi: si va dalle erbe più comuni, come la salvia, a quelle riscoperte di recente, come la stevia, a quello più insolite come la Santolina Viridis. Preso la struttura, chi vuole, può anche prenotare il suo “Aromatic Wedding”, per un pranzo di nozze davvero indimenticabile e originale nel suo genere. Enrico Russino è molto orgoglioso del successo che la sua struttura sta riscuotendo, ma non gli basta. Dopo la recente approvazione del “Testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali” che disciplina questo settore in forte ripresa, si batte affinché le erbe autoctone del Paese tornino ad essere valorizzate come meritano. Privilegiare la loro coltivazione significa anche aiutare l’ambiente, in quanto richiede un minor dispendio di risorse idriche. La rinnovata attenzione per i prodotti biologici e il desiderio di condurre una vita maggiormente a contatto con la natura sono i fattori che hanno decretato il successo inatteso de “Gli Aromi”, che potrebbe aprire la strada ad un nuovo tipo di turismo “olfattivo” e “aromatico”.

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Valorizzazione del territorio e turismo: l’Experience di Airbnb approda in Sicilia

Posted by on Lug 18, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Valorizzazione del territorio e turismo: l’Experience di Airbnb approda in Sicilia

Al giorno d’oggi è diventato sempre più difficile tutelare le differenze storiche che caratterizzano le varie regioni italiane, differenze che le hanno rese ciò che oggi sono e ne costituiscono la ricchezza ma che rischiano di svanire, complici la globalizzazione e la crisi economica. Sono tante le strade che si stanno cercando per provare a valorizzare i territori senza omologarli né depredarli, e una via molto efficace potrebbe essere una nuova forma di turismo che è stata lanciata dal noto colosso delle vacanze on line Airbnb. Si chiama “Experience” e si tratta di un pacchetto vacanza estremamente particolare, che non propone soltanto l’alloggio presso una struttura privata, prassi ormai consolidata, ma un vero e proprio “viaggio nel tempo e nello spazio” per conoscere alcune realtà che potremmo considerare di nicchia ma che tutte insieme possono dare nuova linfa vitale al luogo in cui vengono praticate. Experience Airbnb è insomma una nuova tipologia di turismo esperienziale, che viene sempre più ricercato in particolar modo dai viaggiatori stranieri che vogliono uscire fuori dai soliti circuiti e mettersi in contatto con tradizioni vere, non ricreate ad hoc per i turisti. Si capisce come questo particolare modo di vivere il territorio possa servire a valorizzare la Sicilia, isola che di antiche tradizioni e storie da raccontare è piena. Ad oggi ci sono oltre 1500 proposte on line su Airbnb adatte ad ogni tipologia di viaggiatore. Le esperienze enogastronomiche sono sempre quelle più richieste. Conosciamo tre delle realtà che si trovano in Sicilia e che stanno già avendo un ottimo riscontro da parte dei turisti di ogni parte del mondo. La prima storia è quella di Valeria e Giuseppe: lei faceva l’antropologa e anche lui aveva un’attività completamente diversa prima che, un po’ per gioco, un po’ per dare un’alimentazione migliore ai loro figli, la coppia non ha deciso di acquistare tre caprette di una razza autoctona un po’ particolare. Si tratta della capre girgentane, che pascolano tra i vetusti monumenti della Valle dei Templi. Si riconoscono per le corna imponenti e sono meno appetibili di altre per il commercio, poiché producono meno latte. Però con quello che hanno si può produrre il Tumazzo, un gustoso formaggio ottenuto attraverso la ricotta stufata. Valeria ha spiegato come le prime caprette siano state acquistate per uso personale e come poi la “famiglia” sia cresciuta fino ad oggi, quando il gregge conta 120 esemplari. Chi decide di farsi ospitare da Valeria e suo marito può conoscere la storia di questa razza caprina e contribuire alla sua salvaguardia. Ma ci sono altre persone che, invece di decidere di andarsene dall’Italia alla ricerca di un futuro migliore, hanno preferito invece restare e “tornare alla terra”, come si suol dire. Questa è anche la storia di Giuseppe, un ingegnere che ha raccolto l’eredità dei suoi nonni e si è messo a produrre olio di oliva. La sua azienda agricola si trova nel comprensorio di Trapani e chi decide di vistarla vive una full immersion tra campi e olivi, seguendo l’intera filiera che dalle drupe conduce alla creazione del dorato condimento. Corrado ha deciso di lasciare Milano per tornare a Noto dove coltiva i pomodori datterini nella cultivar chiamata siccagnu, e produce un particolare tipo di conserva che offre in dono ai suoi ospiti. I quali ripartono portando con sé il ricordo di una terra e la promessa di tornare.

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Regione Sicilia: la formazione come chiave di lettura per migliorare il turismo

Posted by on Lug 18, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Regione Sicilia: la formazione come chiave di lettura per migliorare il turismo

Quando ci si interroga sul motivo per cui la Regione Sicilia, nonostante le sue numerose ed evidenti ricchezze, non riesca ancora a proporsi come meta turistica concorrenziale e a fare del turismo la sua principale “industria”, una delle risposte che si danno riguarda l’accoglienza. Le strutture ricettive dell’isola non sono abbastanza numerose, ma soprattutto non sono ben organizzate; per non parlare poi dell’abusivismo che è la vera piaga del settore dell’ospitalità. Il viaggiatore contemporaneo non si accontenta facilmente: quando viaggia vuole ricevere un trattamento speciale, ha degli standard molto elevati, e se non li ottiene ha tante alternative verso le quali dirigersi. Al contrario, un’accoglienza ben strutturata può richiamare notevoli flussi turistici anche grazie al passaparola: chi è stato bene in un posto vuole tornarci, e invita i suoi amici a fare altrettanto. Per questo Confartigianato Sicilia ha pensato che fosse opportuno puntare nella direzione di un miglioramento della rete di accoglienza, cominciando a lavorare sul capitale umano attraverso la formazione. Per poter garantire un servizio di qualità, infatti, è necessario che chi opera nel settore turistico non si “improvvisi”, come troppo spesso accade, ma sappia con esattezza come deve comportarsi per accontentare in tutto e per tutto i suoi ospiti. A tal scopo Confartigianato Sicilia ha di recente stipulato un accordo con l’ente di formazione di Milano Yous, siglando un programma che è stato sottoscritto da Giuseppe Pezzati, presidente regionale di Confartigianato, e Antonio Cannella, consulente delle attività formative di Yous. Nel programma sono previste due diverse tipologie di intervento. La prima è quella classica di formazione frontale in aula. Verranno infatti attivati due corsi destinati a inoccupati e disoccupati, “Gestori di B&B e strutture extralberghiere” e “Addetto al booking ed all’accoglienza turistica”, ognuno di 50 ore complessive. Questi sono i corsi-base a cui ne seguiranno altri di perfezionamento; la frequenza sarà garantita in via privilegiata a chi ha intenzione di seguire l’intero iter. L’altro intervento previsto riguarda dei workshop di 6 ore ognuno, per un totale di 5, che verteranno sulla tematica de “La Qualità dell’Accoglienza”, durante i quali chi frequenterà potrà confrontarsi direttamente con chi già opera nel settore della ricettività e ha acquisito una lunga esperienza in tal senso. I due enti coinvolti in queste attività formative, Confartigianato e Yous, si dicono entrambe soddisfatti dell’accordo raggiunto, ma di certo la maggiore soddisfazione è quella dei rappresentati di Confartigianato che sperano che questo non sia che il primo passo verso una decisa crescita turistica della Regione. Pezzati, al momento della firma dell’accordo con Yous, ha ricordato quello che ormai si dice da anni. L’isola potrebbe davvero trarre sostentamento, occupazione e prestigio dalla corretta valorizzazione del suo immenso patrimonio turistico, che è spendibile sia in termini di bellezze paesaggistiche che culturali. La sempre maggiore sensibilizzazione delle istituzioni su questo aspetto è dimostrata dal fatto che in molte province stanno nascendo le categorie Turismo e Spettacolo. Questo dimostra come ormai sia chiaro che sono queste le attività che possono portare ricchezza alla regione. Offrendo un’adeguata formazione agli operatori turistici del futuro si riuscirà a portare la Sicilia allo stesso livello di altre mete oggi più frequentate dai viaggiatori di ogni parte del mondo, e quindi ad incrementare i livelli occupazionali con un’offerta di alta qualità. Il percorso è appena cominciato, ma sembra che finalmente sia stata imboccata la via giusta.

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Le potenzialità della Sicilia e come sfruttarle

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Le potenzialità della Sicilia e come sfruttarle

Anche se i dati turistici raccolti negli ultimi anni vengono sbandierati come positivi, poiché dimostrano che i flussi di visitatori in Sicilia sono in crescita, la verità è che questa splendida isola ancora non riesce ad esprimere appieno le sue potenzialità. Detto in parole pavore non basta “accontentarsi” ma bisogna decisamente puntare più in alto, visto che questa regione italiana non ha davvero niente da invidiare ad altre mete molto più ambite. Anzi, le ricchezze che possiede la Sicilia spesso sono di gran lunga superiori a quelle di altre località che pure fanno registrare un maggiore consenso, come ad esempio l’isola di Malta. Il punto della questione va dunque cercato altrove: se non sono i presupposti di base a mancare, quella che è carente deve essere la struttura ricettiva della regione, vale a dire i servizi che i turisti trovano quando si recano sul territorio. Per cercare di avere un quadro un po’ più chiaro della situazione UniCredit ha chiesto a Nomisma, istituto di indagini statistiche, di raccogliere il maggior numero possibile di dati rispetto ai flussi turistici stranieri nell’isola. Infatti è proprio il pubblico estero quello che sembra latitare maggiormente in Sicilia. Al giorno d’oggi il mercato turistico è rappresentato soprattutto da viaggiatori cinesi, giapponesi, statunitensi, canadesi; ma solo una minima parte di loro conosce la Sicilia, che spesso è poco più di un puntino su una carta geografica. I dati confermano questa triste realtà: anche tra le regioni italiane la Sicilia è un po’ il fanalino di coda, apparendo al decimo posto per numero i arrivi e al dodicesimo per numero di presenze. La presenza di strutture ricettive è molto inferiore rispetto alle altre regioni italiane, che infatti “rubano la scena” alla Sicilia, con una densità molto bassa sul territorio e soprattutto disomogenea. Una volta verificato quindi che purtroppo la regione Sicilia non spicca per la sua popolarità tra i viaggiatori stranieri, UniCredit ha chiesto a Nomisma soprattutto di analizzare quali potrebbero essere gli aspetti da implementare per fare in modo che questa situazione cambi. Un primo dato salta agli occhi, senza nemmeno dover consultare i numeri. Il modo migliore per rendere un territorio appetibile a livello turistico consiste nel fornire dei servizi adeguati a chi ci si reca in visita. Un esempio virtuoso è quello della Polonia, Paese che noi consideriamo povero ma che in realtà negli ultimi anni è riuscito a crescere enormemente anche dal punto di vista turistico grazie ad un’organizzazione molto rigorosa ed efficiente. Tale organizzazione è decisamente latitante in Sicilia, dove ci sono pochi servizi mal distribuiti. Questo è un male endemico, a cui si aggiunge una cattiva amministrazione: andando infatti ad analizzare i sussidi pubblici che vengono forniti come incentivo al turismo e alla ricettività si scopre come questi soldi molto spesso vengano mal impiegati. Ci sono infatti alcune aree dell’isola che attirano molto di più i turisti rispetto ad altre, e dovrebbero dunque essere queste a ricevere gli aiuti maggiori facendo poi da volano per il resto del territorio. L’indagine ha invece verificato come aiuti ingenti vadano sempre più o meno nelle stese direzioni, che non sono però quelle veramente interessanti per il turismo. Quindi, per migliorare la situazione del turismo siciliano sarebbero necessari due interventi, in base a quanto verificato da UniCredit e Nomisma: implementare la ricettività e distribuire meglio le sovvenzioni pubbliche.

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Il turismo in Sicilia: passato e futuro

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il turismo in Sicilia: passato e futuro

Lo scorso anno il turismo siciliano ha fatto registrare dei dati molto incoraggianti, che oggi sembrano spingere in modo sempre più deciso le istituzioni e gli operatori del settore nella direzione dello sviluppo turistico dell’isola. Nel 2017, secondi dati raccolti dalle imprese ricettive, in Sicilia ci sono state oltre 14 milioni di visite, con una crescita, rispetto al 2016, di oltre il 5%. Le strutture alberghiere continuano ad essere la sistemazione preferita dalla stragrande maggioranza dei visitatori, ma anche le soluzioni alternative, come gli appartamenti in affitto e i bed&breakfast, cominciano a prendere piede. La provincia che ha registrato le performance migliori è stata quella di Messina, seguita da Palermo e Catania. In totale, sono stati più numerosi i viaggiatori stranieri che italiani. All’interno della Comunità Europea sono i francesi coloro che gradiscono maggiormente la nostra bella isola come meta turistica, seguiti da tedeschi e inglesi. Tanto i porti che gli aeroporti hanno fatto registrare una buona movimentazione di persone: quasi 2 milioni di persone hanno transitato via mare da Palermo; l’aeroporto Fontanarossa ha servito ben 8,5 milioni di passeggeri. Questi sono i numeri contenuti all’interno del Piano di Propaganda Turistica firmato da Sandro Pappalardo, assessore regionale al Turismo. Sulla base di queste stime il piano contiene soprattutto le linee programmatiche da seguire per il futuro. Il primo aspetto che viene affrontato è quello relativo alla pubblicità del “brand” Sicilia: veicolare l’immagine turistica dell’isola, in un’epoca che vive di marketing, appare infatti di fondamentale importanza. A tale scopo verranno usati i fondi stanziati dall’Europa per la programmazione 2014-2020. Si pensa non solo di elaborare delle campagne pubblicitarie, ma anche di far partecipare l’isola alle fiere più importanti e di invitare giornalisti e blogger di settore, al fine di dare sempre maggiore notorietà alle molte bellezze della Trinacria. Il mercato a cui ci si intende maggiormente rivolgere è quello cinese: già il 2018 è stato dichiarato anno del Turismo UE-Cina da parte della Commissione Europea e dal governo cinese. I rapporti tra il lontano Oriente e la Sicilia si stanno facendo sempre più fitti, visto che, se nel 2016 le presenze cinesi sull’isola erano ammontate ad un numero di 25 mila, esse sono salite a 35 mila nel 2017, e quasi sicuramente i dati del 2018, non ancora disponibili, confermeranno questo trend. Un altro potenziale “pubblico” sensibile al fascino siciliano è quello dei figli di immigrati, per lo più americani o canadesi. Sono molti coloro che vorrebbero conoscere il luogo di origine della propria famiglia: per sensibilizzare ulteriormente questo tipo di turismo il 27 maggio 2018 la Regione Sicilia ha partecipato, come partner, alla Festa della Repubblica che si è svolta presso il Consolato Generale di Montreal. In questa occasione, alla presenza di circa 10 mila ospiti, si è diffuso del materiale promozionale sulla Sicilia. I settori di turismo che si intendono sviluppare maggiormente sono quelli legati ai siti Unesco, molto amati dai viaggiatori stranieri, ma anche quello enogastronomico. L’enogastronomia, per cui il paese Italia è famoso, non è mai stata adeguatamente sviluppata in Sicilia. Grazie però alla fama acquisita da alcuni chef di spicco, finalmente anche i vini e i piatti tipici locali iniziano a farsi apprezzare dal turismo estero. Insomma sono davvero molte le carte che la Sicilia ha da giocare per crescere sempre più dal punto di vista del turismo: tutto starà nell’abilità dei giocatori.

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