Il geoturismo in Sicilia, una strada da percorrere

Posted by on Feb 12, 2016 in Turismo | Commenti disabilitati su Il geoturismo in Sicilia, una strada da percorrere

Tutte le regioni italiane sono note per le loro molte bellezze e la regione Sicilia spicca per le candide spiagge e per le magnifiche città d’arte. Il turismo è una voce fondamentale per la ripresa economica del paese, e ancor più importante è per il sostentamento delle realtà locali; forse però non tutti sanno che le frontiere turistiche sono molteplici e spesso non del tutto sfruttate.

geoturismo

Negli ultimi anni il flusso di visitatori verso la Sicilia è cresciuto esponenzialmente, con grande soddisfazione delle amministrazioni locali e dei gestori di strutture ricettive. Tra le mete più gettonate ci sono i siti UNESCO, quelli cioè riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità, ma ci sono anche altre realtà che è possibile valorizzare. La Sicilia tutta presenta infatti un enorme interesse dal punto di vista geologico: il modo in cui l’isola si è formata nel corso delle ere preistoriche ne fa infatti un unicum, con molte località davvero interessanti da visitare per chi nutre interesse in questo campo, ma non solo per loro. Nel 2000 è stato istituito un ente a livello europeo per l’istituzione ed il coordinamento dei Geoparchi, che servono a tutelare i Geositi. Un geosito è un luogo che presenta delle particolari caratteristiche geomorfologiche, tale da suscitare interesse anche da un punto di vista meramente turistico. In Sicilia si calcola che esistano circa 1450 geositi, di cui però solo 650 sono stati ufficialmente censiti dalla Regione, la quale nel 2012 ha emanato un’apposita legge, la numero 25 dell’11 aprile, «Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela dei Geositi in Sicilia». Quindi la regione ha già recepito l’importanza della valorizzazione dei geositi, e adesso si intende procedere in questa direzione anche per quel che concerne l’ambito turistico. Alcuni dei geositi più belli e particolari della Sicilia sono Cala Rossa, che si trova a Terrasini, e i Bagni di Scaflani, che sono una località termale. C’è poi il particolarissimo paesaggio della Miniera di Sale di Petralia Soprana, che si è originato da un evento che deve essersi verificato circa sei milioni di anni fa, e che ha interessato l’intero bacino del Mar Mediterraneo. Altro sito di grande attrattiva e singolare bellezza sono i Coralli di Piano Battaglia, dove si possono ammirare delle rocce carbonatiche al cui interno sono presenti dei coralli fossili risalenti al Mesozoico. Ognuno di questi siti riveste un interesse precipuo per tutti coloro che si occupano di geologia e studiano il passato remoto del pianeta sul quale viviamo; ma sono anche località con caratteristiche così curiose e accattivanti per un visitatore da rappresentare anche una enorme ricchezza come attrattiva turistica. Per questo, per volontà della Comunità Europea, si sono istituiti anche i cosiddetti Geoparchi. Un Geoparco è un territorio ben delimitato e riconoscibile, che al suo interno comprenda diversi geositi e che abbia caratteristiche tali da poter essere considerato un insieme unitario. In Sicilia ci sono ben due Geoparchi, entrambe riconosciuti dall’UNESCO, dei nove totali del resto d’Italia. Si tratta del Parco Naturale Rocca di Cerere che si trova ad Enna e del Parco Naturale Regionale delle Madonie, che invece è in provincia di Palermo. Insomma la materia prima per rendere la Sicilia una meta importante anche per il geoturismo non manca. Cos’è ancora necessario allora? Per prima cosa si deve curare la valorizzazione del patrimonio geologico, anche attraverso la sua conservazione, e soprattutto se ne deve implementare la fruibilità. Seguendo questa strada sarà possibile arricchire ulteriormente la già ricca offerta turistica di una delle due maggiori isole italiane.