La Sicilia parlerà inglese

Posted by on Mar 1, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La Sicilia parlerà inglese

Il prossimo territorio di conquista per la Regione Sicilia sarà l’Inghilterra: non si tratta di un’invasione armata quanto più il tentativo di rendere l’isola appetibile da parte dei viaggiatori d’oltremanica. La Sicilia è sempre stata una meta amata dagli inglesi, ma ora l’assessore al turismo della Regione, Anthony Barbagallo, vuole decisamente spingere l’acceleratore. La Brexit, ovvero la prevista uscita del Regno Unito dalla Comunità Europea, non sembra rappresentare un problema: ciò che invece appare davvero necessario è risolvere uno dei problemi più annosi per quel che riguarda il turismo siciliano, vale a dire la mancanza di infrastrutture adeguate alla bellezza delle sue città. Barbagallo però da questo punto di vista si dice fiducioso: tanto ancora resta da fare ma è anche vero che molto è già stato fatto, con il miglioramento dei collegamenti tra la Sicilia e le isola minori. Inoltre all’interno del Patto per il Sud sono previste molte altre misure che verranno messe in pratica nei prossimi mesi e che aiuteranno a migliorare notevolmente la situazione dal punto di vista dei trasporti e dei servizi al turista. Per il resto, la Sicilia fa tutto da sola, grazie alla sua incredibile bellezza e soprattutto alla presenza di numerosi siti dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità e che gli inglesi ben conoscono e amano. Tra i progetti turistici futuri c’è poi anche la volontà di valorizzare il cineturismo, creando degli itinerari ad hoc tra quelle località dove sono stati girati famosi film, e la strada degli scrittori, perché l’isola ha anche dato i natali a molti letterati di spicco. Infine non bisogna ovviamente trascurare quello che da sempre costituiscono i maggiori poli di attrazione sui turisti stranieri, vale a dire il cibo e la tradizione enogastronomica. Da questo punto di vista potrebbe essere di grande aiuto l’aumento dei presidi Slow Food siciliani, che passeranno da 46 a 51. Lo scopo dichiarato di Barbagallo è quello di far salire la Regione Sicilia all’interno della classifica delle mete turistiche italiane più ambite dagli stranieri. Al momento la Sicilia è solo all’ottavo posto, mentre saldamente in testa restano le città d’arte: Roma, Firenze e Venezia. A dare un contributo in tal senso potrebbero essere i recenti attacchi terroristici che hanno reso assai meno appetibili alcune località un tempo preferite dalla maggior parte dei viaggiatori; parliamo del Marocco, della Tunisia, dell’Egitto, che presentano molte caratteristiche simili alla Sicilia. Per questo motivo molto del turismo che un tempo si dirigeva in Nord Africa potrebbe facilmente essere reindirizzato verso il Sud Italia. Al fine di creare un corridoio privilegiato con il regno britannico, nel mese di febbraio 2017 è stato invitato a Palermo, nell’ambito dell’incontro intitolato “Le potenzialità del turismo inglese e le opportunità per la Sicilia” svoltosi a Palazzo dei Normanni, Steven Freudmann, in rappresentanza dell’Institute of Travel & Tourism (ITT) inglese. Freudmann ha detto di non essere mai stato prima in Sicilia e di esserne profondamente rammaricato, visto che la bellezza di Palermo lo ha immediatamente affascinato. All’incontro erano presenti anche Giuseppe Lupo, vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e Fabio Giambrone, presidente della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto internazionale Falcone-Borsellino. Il sindaco ha magnificato le molte doti di Palermo a beneficio di Freudmann, ricordando che la città è candidata per il 2018 a diventare capitale italiana della cultura, e sottolineando come qui l’accoglienza non sia affatto costosa e come il tessuto urbano sia assolutamente sicuro. Tutti questi fattori fanno ben sperare circa una pacifica invasione di turisti inglesi nel prossimo futuro, coadiuvata dall’ITT.