Le potenzialità della Sicilia e come sfruttarle

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Le potenzialità della Sicilia e come sfruttarle

Anche se i dati turistici raccolti negli ultimi anni vengono sbandierati come positivi, poiché dimostrano che i flussi di visitatori in Sicilia sono in crescita, la verità è che questa splendida isola ancora non riesce ad esprimere appieno le sue potenzialità. Detto in parole pavore non basta “accontentarsi” ma bisogna decisamente puntare più in alto, visto che questa regione italiana non ha davvero niente da invidiare ad altre mete molto più ambite. Anzi, le ricchezze che possiede la Sicilia spesso sono di gran lunga superiori a quelle di altre località che pure fanno registrare un maggiore consenso, come ad esempio l’isola di Malta. Il punto della questione va dunque cercato altrove: se non sono i presupposti di base a mancare, quella che è carente deve essere la struttura ricettiva della regione, vale a dire i servizi che i turisti trovano quando si recano sul territorio. Per cercare di avere un quadro un po’ più chiaro della situazione UniCredit ha chiesto a Nomisma, istituto di indagini statistiche, di raccogliere il maggior numero possibile di dati rispetto ai flussi turistici stranieri nell’isola. Infatti è proprio il pubblico estero quello che sembra latitare maggiormente in Sicilia. Al giorno d’oggi il mercato turistico è rappresentato soprattutto da viaggiatori cinesi, giapponesi, statunitensi, canadesi; ma solo una minima parte di loro conosce la Sicilia, che spesso è poco più di un puntino su una carta geografica. I dati confermano questa triste realtà: anche tra le regioni italiane la Sicilia è un po’ il fanalino di coda, apparendo al decimo posto per numero i arrivi e al dodicesimo per numero di presenze. La presenza di strutture ricettive è molto inferiore rispetto alle altre regioni italiane, che infatti “rubano la scena” alla Sicilia, con una densità molto bassa sul territorio e soprattutto disomogenea. Una volta verificato quindi che purtroppo la regione Sicilia non spicca per la sua popolarità tra i viaggiatori stranieri, UniCredit ha chiesto a Nomisma soprattutto di analizzare quali potrebbero essere gli aspetti da implementare per fare in modo che questa situazione cambi. Un primo dato salta agli occhi, senza nemmeno dover consultare i numeri. Il modo migliore per rendere un territorio appetibile a livello turistico consiste nel fornire dei servizi adeguati a chi ci si reca in visita. Un esempio virtuoso è quello della Polonia, Paese che noi consideriamo povero ma che in realtà negli ultimi anni è riuscito a crescere enormemente anche dal punto di vista turistico grazie ad un’organizzazione molto rigorosa ed efficiente. Tale organizzazione è decisamente latitante in Sicilia, dove ci sono pochi servizi mal distribuiti. Questo è un male endemico, a cui si aggiunge una cattiva amministrazione: andando infatti ad analizzare i sussidi pubblici che vengono forniti come incentivo al turismo e alla ricettività si scopre come questi soldi molto spesso vengano mal impiegati. Ci sono infatti alcune aree dell’isola che attirano molto di più i turisti rispetto ad altre, e dovrebbero dunque essere queste a ricevere gli aiuti maggiori facendo poi da volano per il resto del territorio. L’indagine ha invece verificato come aiuti ingenti vadano sempre più o meno nelle stese direzioni, che non sono però quelle veramente interessanti per il turismo. Quindi, per migliorare la situazione del turismo siciliano sarebbero necessari due interventi, in base a quanto verificato da UniCredit e Nomisma: implementare la ricettività e distribuire meglio le sovvenzioni pubbliche.