L’economia siciliana e il turismo

Posted by on Set 11, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su L’economia siciliana e il turismo

Negli ultimi giorni di giugno sono stati resi noti i dati di Bankitalia rispetto all’andamento economico della Regione Sicilia, dati che sono tutt’altro che confortanti ma che dimostrano come uno dei pochi settori produttivi che ancora funziona in Sicilia, forse l’unico, sia il turismo. Ma, come osserva Antonio Cinque, diretto della sede regionale di Banca d’Italia, anche se il settore turistico è importante e può fare da traino ad altri settori, non è probante in quanto non determinate ai fini dell’economia reale complessiva. Ecco dunque quali sono le altre realtà portate alla luce dal rapporto di Bankitalia redatto dal coordinatore dell’Analisi e Ricerca Economica Giuseppe Ciaccio. L’attività produttiva in generale, e quella industriale in particolare, sta conoscendo una netta battuta d’arresto. Moltissimi degli impianti esistenti sono inutilizzati, anche se di contro sembrano crescere gli investimenti grazie agli incentivi fiscali promossi dal governo centrale e per via della riduzione dei costi per i finanziamenti. L’industria ristagna e ne risente anche l’export, che pure ha una richiesta molto elevata che la Regione non sembra in grado di soddisfare se non per quel che concerne il comparto agroalimentare. Rispetto al settore delle costruzioni c’erano stati segnali di ripresa nel 2015 quando i dati avevano fatto registrare un segno positivo; ma ad oggi sembra che quel timido fermento si sia del tutto arrestato. Il mercato finanziario ha fatto registrare una decisa diminuzione del numero degli sportelli bancari ma anche dei finanziamenti richiesti ed erogati. Diminuisce la quantità del credito, e purtroppo non ne migliora la qualità, visto che le sofferenze delle banche regionali sono elevate e superiori alla media nazionale. Tutto questo ovviamente si ripercuote sull’occupazione che si trova ai minimi storici. Se negli anni passati c’era stata una piccola crescita nel numero degli occupati ora si è bruscamente arrestata, per quanto sia cresciuto il numero di ore lavorative per soggetto. I tassi di disoccupazione sono vicini al 60% nel 2016, anche se non sono aumentati per quel che concerne la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. La Sicilia, secondo quanto emerge dal rapporto, è una delle regioni italiane in cui si fa maggiore ricorso a forme flessibili di lavoro. Brutte notizie anche a livello di amministrazione finanziaria locale: il debito degli enti pubblici resta molto elevato, anche in questo caso superiore a quella che è la media nazionale, per quanto vi siano dei dati positivi. La spesa è diminuita, eccezion fatta che per quella sanitaria che è leggermente cresciuta, e gli introiti comunali sono lievemente aumentati, specie nei comuni turistici. A dare un notevole contributo è soprattutto la tassa di soggiorno. Questo dimostra come il settore turistico rappresenti una risorsa molto importante per la regione in quanto in netta controtendenza rispetto a tutti gli altri comparti. Anche il consumo medio delle famiglie è aumentato e questo ha dato una spinta al settore dei servizi: segnali che però non possono essere considerati sufficienti per una vera ripresa dalla crisi. Il PIL (Prodotto Interno Lordo) della Regione Sicilia è ancora molto basso, di circa il 12% inferiore a quello che era in tempi antecedenti alla crisi economica che ha colpito l’intera nazione, dove però il divario percentuale è di soli 7 punti. Nel complesso quello che emerge dal report di Bankitalia è un’economia ferma e stagnante che però presenta delle possibilità di miglioramento in alcuni specifici settori che potrebbero essere stimolati dall’arrivo dei fondi della Programmazione Comunitaria e da quelli specifici per il Sud.