Turismo culturale in Sicilia: i luoghi della letteratura

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Turismo culturale in Sicilia: i luoghi della letteratura

Quando si dice che il petrolio dell’Italia potrebbe essere il suo ricchissimo patrimonio storico-culturale non si va affatto lontani dal vero. Basti pensare ad una sola delle regioni che la compongono, la Sicilia, e ai mille volti che presenta ai turisti. Perché fare una vacanza in Sicilia? La domanda dovrebbe essere, piuttosto: perché non andare a fare una vacanza in Sicilia? Decisamente, sono molti di più i buoni motivi che i deterrenti. Cominciamo con l’enunciare quelli che sono gli elementi di pregio che solitamente più attirano i turisti. C’è una mare splendido e incontaminato, con spiagge di sabbia finissima dove crogiolarsi sotto al sole non solo in estate, perché qui il clima è mite per 365 giorni l’anno, e si respira già un po’ il profumo dell’Africa esotica. Ci sono le città ricche di architetture barocche, un vero incanto per gli occhi e per il cuore. Ci sono il cibo e l’accoglienza calda dei siciliani, con colori e profumi introvabili in qualunque altra regione italiana. Ci sono i siti che raccontano la storia antica di quest’isola, dalle dominazioni greche e romane per ripercorrere i lunghi secoli che hanno condotto fino ad oggi. Se tutto questo non bastasse c’è anche un altro aspetto del suo territorio che l’isola ha riscoperto di recente e che ora si sta cercando di valorizzare. In Sicilia sono nati molti personaggi illustri. Questa terra dalle caratteristiche così peculiari ha stimolato la fantasia e al creatività di molti scrittori che hanno segnato la storia della letteratura italiana; fedeli al presupposto per cui un uomo è in gran parte prodotto della terra dove nasce, cresce e vive, poter visitare i luoghi dove questi scrittori si formarono, e dove magari scrissero i loro capolavori, è un privilegio che fa tremare vene e polsi non solo agli appassionati di letteratura. I parchi letterari sono stati pensati da Stanislao Nievo, il quale per primo ha capito quanto l’opera di un autore trovi terreno fertile nel territorio in cui nasce. E la Sicilia ha dato i natali a personaggi di grosso calibro, che fanno parte della nostra storia letteraria recente e le cui opere spesso ci vengono raccontate già sui banchi di scuola. Ad esempio, recandosi ad Agrigento, nella contrada del Caos, si può visitare la casa in cui nacque e visse Luigi Pirandello (1867-1936): Autore di tanti indimenticabili romanzi, i più noti dei quali sono “Il fu Mattia Pascal” e “Uno, nessuno e centomila”, tutta la narrativa pirandelliana è impregnata della cultura siciliana. Nella sua casa museo si possono ammirare foto, locandine teatrali, recensioni, tanti cimeli della lunga carriera di scrittore anche teatrale che ebbe Pirandello. Ma i luoghi che si legano alla sua figura sono anche altri: Porto Empedocle, dove si trovavano i magazzini del padre dello scrittore, che commerciava in zolfo; la zolfatara Taccia-Caci, che causò la rovina economica della famiglia Pirandello. Ancora, a Roccacalumera si possono ripercorre i passi di Salvatore Quasimodo (1901-1968), che girò un po’ tutta la Sicilia perché suo padre lavorava per le Ferrovie dello Stato, e visse a lungo nel vagone di un treno dopo il terremoto di Messina del 1908. Ma la Sicilia reca anche le tracce di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), autore de “Il Gattopardo” da cui fu tratto un celebre film; di Giovanni Verga (1940-1922), che raccontò l’epopea del mare ne “I Malavoglia”; di Leonardo Sciascia (1921-1989) che si contraddistinse per il suo impegno contro la mafia. La Sicilia è un parco letterario a cielo aperto, tutto da scoprire.

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La grande stagione estiva del turismo siciliano

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La grande stagione estiva del turismo siciliano

L’estate 2017 è stata davvero trionfale per la regione Sicilia, che in termini di presenze turistiche ha fatto registrare numeri senza precedenti. Le motivazioni sono tante e non tutte edificanti: grande spinta alla riscoperta della Sicilia come meta di villeggiatura sono stati soprattutto gli ultimi attentati terroristici e le guerre in corso ,che hanno reso il bacino del Mediterraneo sul versante africano poco sicuro e quindi meno attraente di quanto non fosse negli ultimi anni. Ma, a parte questo, c’è anche una regione che ha deciso di implementare la sua offerta migliorando i servizi, strutturando dei percorsi di visita più coerenti che si focalizzano su alcuni specifici aspetti delle attrattive dell’isola, e una sinergia tra gli operatori che, a quanto pare, sta portando i suoi frutti. Unicredit e Touring Club Italiano hanno stilato una classifica delle regioni italiane che hanno avuto maggiore successo in termini turistici nel 2017. Dal report che è stato stilato risulta così che la Sicilia è al nono posto con 14,5 milioni di presenze turistiche; il dato più interessante è la crescita costante che c’è stata dal 2015 ad oggi, con un incremento di oltre il 7%, mentre il dato nazionale è del 4,6%. Questi dati generali sono stati confermati anche da quelli puntuali registrati fino a qui nelle principali località dell’isola, come ad esempio Ustica. Ustica sembra rispettare il trend secondo il quale i viaggiatori preferiscono riscoprire le piccole isole piuttosto che recarsi nelle grandi città. L’offerta di Ustica, d’altro canto, è molto nutrita. Il motivo per cui è tanto amata dai turisti è soprattutto per la possibilità di praticare diving: i fondali nei dintorni dell’isola sono infatti tra i più belli del Mediterraneo, tanto che a fine agosto si svolgerà qui la Rassegna Internazionale di Attività Subacquea. Ad Ustica sono state assegnate le 5 Vele di Legambiente, riconoscimento che è andato anche a Salina e San Vito lo Capo, cosa che ha contribuito non poco ad accrescerne il fascino nei confronti dei viaggiatori. Inoltre negli ultimi anni si è cercato di migliorare la rete di sentieri naturalistici, che oggi sono ben organizzati e consentono di fare l’intero giro dell’isola. Anche i trasporti sono leggermente migliorati, per quanto il costo dei traghetti per raggiungere le isole minori dalla Sicilia siano ancora troppo elevati, secondo il parere del sindaco di Ustica Attilio Licciardi. Mettendo insieme tutti questi fattori, l’isoletta ha fatto registrare il 28% in più delle presenze nel mese di giugno 2017, mentre gli arrivi nel complesso sono praticamente raddoppiati dal 2014 ad oggi. Altra località che sta affrontando una stagione positiva è Taormina, che sta godendo ancora del ritorno di immagine avuto grazie al fatto di aver ospitato nei mesi scorsi il G7. Le immagini di questa splendida cittadina hanno fatto il giro del mondo e tanti si sono incuriositi e hanno deciso di venire a visitarla di persona. Si stima che al termine dell’estate si potranno contare un milione e 300 mila presenze, numeri che rappresentano un record assoluto. Veniamo infine a Lampedusa, isola che a lungo è stata penalizzata dalla questione migranti. Le immagini dei telegiornali hanno fatto credere che Lampedusa fosse vittima di una sorta di invasione e questo ha per tanto tempo tenuto lontano i turisti. Ora però le cose sono cambiate: quest’anno si è fatto registrare un 20% in più di presenze rispetto all’anno scorso e il sindaco Totò Martello è convinto che si possa fare ancora meglio in futuro, valorizzando a pieno le tante attrattive dell’isola.

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Le tonnare fisse e il turismo: un progetto per il futuro

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Le tonnare fisse e il turismo: un progetto per il futuro

La Regione Sicilia ha sofferto, insieme ad altre regioni e forse in modo più incisivo, i profondi cambiamenti economici che si sono verificati negli ultimi decenni. Se un tempo la pesca era una delle principali risorse dell’isola, oggi le tecniche invasive di pesca e l’eccessivo sfruttamento del mare hanno portato ad una inesorabile crisi del settore, così come alla progressiva scomparsa della civiltà del mare che da sempre ruota attorno al mondo della pesca. In particolar modo c’era un’industria marittima molto fiorente in tutta la Sicilia: si tratta della pesca del tonno rosso attraverso le cosiddette “tonnare fisse”. Si trattava di una tecnica molto semplice, visto che i tonni venivano ad accoppiarsi nelle acqua siciliane ed era facile intrappolarli. Con il tempo il numero dei pesci catturati è progressivamente diminuito e quello che un tempo garantiva il pane a tante famiglie oggi è un settore in lento declino. Le tonnare fisse però esistono ancora: ce ne sono 65 in tutta l’isola ma una è la più famosa di tutte ed è quella dell’isola di Favignana. La tonnara di Favignana si lega nella memoria alla storia di una famiglia, quella dei Florio, che era di origini calabresi ma che si trapiantò in Sicilia e ancora oggi è nota per le sue incredibili abilità imprenditoriali. Il capostipite, Ignazio Florio, acquistò le isole Egadi con le tonnare che vi si trovavano installate dai precedenti proprietari e diedero vita ad un’industria incredibilmente florida. Tanto è vivida la memoria delle imprese della famiglia Florio che oggi a Favignana, sul luogo dove di trovava la tonnara fissa, è stato costruito un museo che attira ogni anno tanti turisti: nel 2016 si calcola che ce ne siano stati 55 mila. Presso il museo di Favignana è possibile non solo visitare gli ambienti in cui si stivava e lavorava il pesce, ma anche vedere delle testimonianze registrate degli operai che lavoravano qui. Inoltre c’è anche una sezione dedicata a reperti più antichi, risalenti alle guerre tra romani e cartaginesi. Sulla base dell’esperienza positiva di Favignana si è pensato così che le tonnare fisse potrebbero tornare ad essere motrici dell’economia siciliana, in due modi diversi: da una parte tornando a pescare, perché sembra che il Mediterraneo sia tornato a popolarsi di tonni rossi; e dall’altra creando dei punti di attrazione per il turismo. Questo è stato l’argomento al centro della conferenza “Favignana, l’Isola del Tonno. La cultura del mare: una risorsa per il turismo. Nuovi scenari e prospettive” che si è tenuta proprio nelle sale dell’ex stabilimento Florio. Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Sicilia, ha spiegato come stia avvenendo un cambiamento di rotta anche da parte della Comunità Europea. Negli ultimi anni ha spinto verso la rottamazione delle imbarcazioni, oggi invece eroga fondi per il recupero di una civiltà così affascinante quale è quella marinara che per l’Italia tutta, e la Sicilia in particolar modo, riveste un’importanza fondamentale. Approfittando dunque dei fondi che vengono stanziati sia per l’industria del mare, sia per le attività più prettamente turistiche, sarebbe possibile costruire un circuito delle tonnare dove alla pesca si unisca il recupero antropologico del suo valore, che servirebbe anche da base per creare una nuova attrattività turistica. Le tonnare fisse possono infatti anche essere convertite in porticcioli, come è accaduto a quella di Vergine Maria a Palermo. I borghi marinari potranno tornare a vivere, e questa è una grandissima opportunità per la Sicilia.

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Lo stato del turismo in Sicilia

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Lo stato del turismo in Sicilia

La Regione Sicilia sta conoscendo un momento favorevole dal punto di vista dei flussi turistici: anche la stagione in corso, per quanto sia difficile monitorare in tempo reale e per avere dati certi si debba aspettare la fine dell’estate, sta andando molto bene. Appare dunque necessario, come si suol dire, “battere il ferro finché è caldo” e infatti gli organizzatori di Travelexpo, il grande salone del turismo in Sicilia che si è da poco concluso, hanno deciso di farlo diventare itinerante e di organizzare una serie di incontri sul territorio al fine di riflettere sui dati che si hanno a disposizione per poter pianificare una strategia vincente complessiva per il turismo siciliano che sia anche destagionalizzato. Il titolo complessivo che è stato scelto per questa serie di convegni è “Sulle tracce del turismo ritrovato, dal congressuale al religioso”. Si capisce dunque come l’intento sia quello di focalizzare i settori più forti in chiave turistica per trovare la strada migliore per la loro valorizzazione e uno sfruttamento sempre più intensivo. Tullio Piscopo, che è il patron di Travelexpo, spiega che questa iniziativa è il passo conclusivo della transizione della manifestazione da semplice salone e a vera e propria borsa continua sul turismo. Dopo gli incontri di luglio, che si svolgeranno nelle principali città siciliane come Palermo e Siracusa, ci saranno anche molti altri appuntamenti che accompagneranno verso la prossima edizione di Travelexpo, già fissata per il periodo compreso tra il 6 e l’8 aprile 2018 a Palermo. Intanto si registrano tante novità sul fronte turistico, due in particolar modo. Sul Sole24Ore è apparsa una notizia che fa ben sperare per il settore crociere. Anche se la Sicilia appare come meta ideale per una crociera, viste le sue molte e splendide località marittime e i suoi mari facilmente navigabili, in realtà questo è un settore che non è mai riuscito a decollare. Si pensi che nella piccola isola di Malta si contano ogni anno circa 700 mila crocieristi, mentre in Sicilia si fatica a raggiungere i 500 mila. Questo, spiega Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar di Sicilia occidentale (che comprende gli scali di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle), si deve alla presenza di infrastrutture inadeguate nei porti. Questo significa che per incrementare l’arrivo di navi da crociera è necessario prima fare degli adeguamenti strutturali alle banchine che sono già previsti nel piano di sviluppo. Stesse prospettive ci sono anche per i porti della Sicilia orientale, ovvero quelli di Catania ed Augusta. La buona riuscita dell’impresa si individua anche nel fatto che i recenti avvenimenti internazionali hanno spostato il turismo crocieristico dalle coste dell’Africa settentrionale al Mediterraneo del nord. L’altra notizia che racconta del nuovo volto che il turismo siciliano vuole assumere è quella relativa all’avvio del primo progetto relativo dalle “Strade del Cinema”, fortemente voluto dall’Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo. Si tratta di itinerari tematici che ripercorrono i luoghi dell’isola legati a grandi film che qui sono stati ambientati e girati. Nello specifico il percorso si snoda tra Catania e le isole Eolie, attraversando Aci Trezza e Taormina, i Crateri Silvestri dell’Etna, Savoca e Messina. Il progetto è stato messo a punto con la collaborazione di Sicilia Film Commission e ora si punta alla realizzazione di pacchetti da poter vendere ai tour operator al fine di sfruttare anche questo filone tematico. Tutto questo in aggiunta a ciò che la Sicilia già possiede, ovvero il suo intrinseco fascino fatto di natura, arte e storia.

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L’economia siciliana e il turismo

Posted by on Set 11, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su L’economia siciliana e il turismo

Negli ultimi giorni di giugno sono stati resi noti i dati di Bankitalia rispetto all’andamento economico della Regione Sicilia, dati che sono tutt’altro che confortanti ma che dimostrano come uno dei pochi settori produttivi che ancora funziona in Sicilia, forse l’unico, sia il turismo. Ma, come osserva Antonio Cinque, diretto della sede regionale di Banca d’Italia, anche se il settore turistico è importante e può fare da traino ad altri settori, non è probante in quanto non determinate ai fini dell’economia reale complessiva. Ecco dunque quali sono le altre realtà portate alla luce dal rapporto di Bankitalia redatto dal coordinatore dell’Analisi e Ricerca Economica Giuseppe Ciaccio. L’attività produttiva in generale, e quella industriale in particolare, sta conoscendo una netta battuta d’arresto. Moltissimi degli impianti esistenti sono inutilizzati, anche se di contro sembrano crescere gli investimenti grazie agli incentivi fiscali promossi dal governo centrale e per via della riduzione dei costi per i finanziamenti. L’industria ristagna e ne risente anche l’export, che pure ha una richiesta molto elevata che la Regione non sembra in grado di soddisfare se non per quel che concerne il comparto agroalimentare. Rispetto al settore delle costruzioni c’erano stati segnali di ripresa nel 2015 quando i dati avevano fatto registrare un segno positivo; ma ad oggi sembra che quel timido fermento si sia del tutto arrestato. Il mercato finanziario ha fatto registrare una decisa diminuzione del numero degli sportelli bancari ma anche dei finanziamenti richiesti ed erogati. Diminuisce la quantità del credito, e purtroppo non ne migliora la qualità, visto che le sofferenze delle banche regionali sono elevate e superiori alla media nazionale. Tutto questo ovviamente si ripercuote sull’occupazione che si trova ai minimi storici. Se negli anni passati c’era stata una piccola crescita nel numero degli occupati ora si è bruscamente arrestata, per quanto sia cresciuto il numero di ore lavorative per soggetto. I tassi di disoccupazione sono vicini al 60% nel 2016, anche se non sono aumentati per quel che concerne la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. La Sicilia, secondo quanto emerge dal rapporto, è una delle regioni italiane in cui si fa maggiore ricorso a forme flessibili di lavoro. Brutte notizie anche a livello di amministrazione finanziaria locale: il debito degli enti pubblici resta molto elevato, anche in questo caso superiore a quella che è la media nazionale, per quanto vi siano dei dati positivi. La spesa è diminuita, eccezion fatta che per quella sanitaria che è leggermente cresciuta, e gli introiti comunali sono lievemente aumentati, specie nei comuni turistici. A dare un notevole contributo è soprattutto la tassa di soggiorno. Questo dimostra come il settore turistico rappresenti una risorsa molto importante per la regione in quanto in netta controtendenza rispetto a tutti gli altri comparti. Anche il consumo medio delle famiglie è aumentato e questo ha dato una spinta al settore dei servizi: segnali che però non possono essere considerati sufficienti per una vera ripresa dalla crisi. Il PIL (Prodotto Interno Lordo) della Regione Sicilia è ancora molto basso, di circa il 12% inferiore a quello che era in tempi antecedenti alla crisi economica che ha colpito l’intera nazione, dove però il divario percentuale è di soli 7 punti. Nel complesso quello che emerge dal report di Bankitalia è un’economia ferma e stagnante che però presenta delle possibilità di miglioramento in alcuni specifici settori che potrebbero essere stimolati dall’arrivo dei fondi della Programmazione Comunitaria e da quelli specifici per il Sud.

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Il nuovo resort aperto nel Parco delle Madonie

Posted by on Set 11, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il nuovo resort aperto nel Parco delle Madonie

Si a che per rendere davvero appetibile l’offerta turistica di un territorio non sono sufficienti le sue bellezze naturalistiche e culturali; è necessario che esse siano anche facilmente fruibili, attraverso una rete di trasporti efficienti e sicuri e strutture ricettive all’avanguardia, in grado di offrire tutti i comfort richiesti dai clienti. Questo è da sempre stato invece il neo del turismo siciliano: la Sicilia è un’isola di grande bellezza che propone a chi la visita paesaggi incantevoli, spiagge da sogno, città antiche e ricche di arte, enogastronomia di qualità e siti archeologici. Ciò però in cui è sempre stata carente è l’accoglienza spicciola, quella fatta dagli alberghi e dalle altre strutture ricettive. Negli ultimi anni però si è fatto molto, e una delle ultime vittorie conseguite in questo settore, in ordine di tempo, è la riapertura di un resort che era rimasto in stato di abbandono per molti anni. Si tratta del Pollina Resort che si trova in uno degli angoli più incantevoli della Sicilia, il Parco delle Madonie. La struttura era nata come Villaggio Valtur nei pressi di Cefalù, ma poi era andata incontro all’abbandono e al degrado, così come rischiava di cadere nel degrado l’intero territorio. Il “miracolo” della riapertura, che può rappresentare un volano importante per l’economia del territorio, è stato reso possibile da uno dei più importanti tour operator della Sicilia e della Sardegna che già disponeva di altre strutture simili ma ha voluto investire nel Parco delle Madonie, anche grazie ad un mutuo stipulato con l’agenzia finanziaria Unicredit, ma soprattutto in virtù di un contratto di sviluppo siglato con Invitalia. Grazie al concorso di queste diverse forze, infine, la riapertura del Pollina Resort è diventata una realtà che già si preannuncia di grande successo, visto che in poco tempo si è fatto registrare il tutto esaurito per i suoi quasi mille posti letto. D’altro canto questo villaggio turistico si trova davvero in una posizione privilegiata, difatti sorge su un promontorio che offre una vista panoramica sul golfo sottostante, e intorno ci sono tanti viottoli, spiagge e sentieri da usare per esplorare l’area. La spiaggia principale si può raggiungere a piedi, attraverso un sentiero che digrada dolcemente verso il basso, o usando uno dei due ascensori che sono messi a disposizione degli ospiti. La struttura comprende anche un ristorante, anch’esso collocato in posizione panoramica in modo tale che sia possibile cenare osservando la distesa del mare di Sicilia. La cucina è tipica del territorio, ma anche varia e influenzata da altre tradizioni culinarie. Insomma Aeroviaggi ha voluto fare le cose in grande, e il suo Presidente, Antonio Mangia, ha espresso la sua felicità per aver avuto la possibilità di riportare in vita quella che ha definito una delle eccellenze del territorio, ed ha soprattutto espresso la sua soddisfazione per il tutto esaurito dell’inaugurazione. Il sindaco di Pollina, Magda Culotta, si è detta soprattutto speranzosa del fatto che la riapertura del resort possa in qualche misura risarcire il suo territorio e i suoi cittadini delle molte privazioni che hanno dovuto subire, specie in termini di posti di lavoro. Infine Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, ha detto che l’intera iniziativa ha dimostrato come i fondi pubblici possano essere davvero un importante sostegno per lo sviluppo dei territori, qualora impiegati in modo saggio e in collaborazione con enti privati. La stagione turistica è appena agli inizi: il Pollina Resort avrà tutto il tempo di dimostrare la sua importanza per l’economia del territorio.

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Taobuk-Taormina Book Festival

Posted by on Lug 26, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Taobuk-Taormina Book Festival

La Sicilia è nota per il suo mare, per le sue spiagge, per le sue incredibili bellezze naturalistiche e per un’enogastronomia invidiabile; ma da qualche anno a questa parte l’assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo ha voluto conferire anche un’altra declinazione a questa splendida isola. Si è infatti impegnato in ogni modo per promuovere anche un turismo culturale di qualità, che sia in grado di attirare non solo i vacanzieri estivi ma che offra un’immagine più completa e sofisticata della Sicilia. All’interno di questa visione si inserisce il Taormina Book Festival, prestigiosa manifestazione legata al mondo dell’editoria che è promossa da Taobuk e che quest’anno premierà una scrittrice molto amata in tutto il mondo, Isabel Allende. La premiazione della Allende sarà una sorta di “anteprima” del festival vero e proprio. Si svolgerà infatti il 3 giugno 2017 non a Taormina ma a Catania, nel suggestivo scenario del Teatro Antico. Così come già nel 2016 a Luis Sepulveda, quest’anno alla Allende sarà conferito il riconoscimento per il suo lavoro con il Premio Sicilia. La serata sarà ricca di emozioni, poiché l’attrice Donatella Finocchiaro terrà dei reading, estrapolando alcune delle pagine più belle dagli scritti più noti dell’autrice cilena, come “La casa degli spiriti”. Ad accompagnare le letture con un tappeto musicale sarà il Bellini String Quartet. Inoltre, la Allende verrà intervistata dalla giornalista del Corriere della Sera Alessandra Coppola, e infine sarà lei stessa a leggere e recitare un brano composto appositamente per questa occasione dal titolo “Madri e figlie. Il coraggio delle donne attraverso le generazioni”. Questo testo è una riflessione fortemente autobiografica circa l’importanza dei valori che ci si tramandano di madre in figlia, ed introduce il tema che sarà centrale per l’intero Taormina Book Festival che si svolgerà poi tra il 24 e il 28 giugno 2017. Il tema prescelto per l’edizione 2017 è infatti “Padri e figli”. Ciò che si vuole indagare, spiega la presidente di Taobuk Antonella Ferrara, è il modo in cui di generazione in generazione ci si trasmettono tanto i tratti positivi che quelli negativi; come i pregiudizi e le intolleranze vengano perpetuate senza apparente ragione. La Allende introduce questo tema leggendolo in chiave femminile;durante il festival ne verranno esaminate tutte molteplici sfaccettature, ovviamente sempre dal punto di vista della letteratura. Come di consueto il Taormina Book Festival comprenderà moltissime iniziative e diversi momenti di incontro e confronto. Ci saranno mostre di opere d’arte e di fotografia; si svolgeranno reading pubblici e tavole rotonde; ci saranno concerti e spettacoli con esibizioni dal vivo. Gli ospiti saranno tantissimi: scrittori, filosofi, pensatori, giornalisti, artisti di ogni genere. Il Taormina International Book Festival è un evento patrocinato dal Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.) ed ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. L’incontro del 3 giugno con Isabel Allende a Catania è stato promosso e reso possibile dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana in collaborazione con il Polo regionale di Catania per i siti culturali. L’assessore Barbagallo ha ribadito l’importanza del premio Sicilia, da lui fortemente voluto, dato alla Allende che da sempre difende con i suoi scritti e con la sua opera i diritti civili. Quest’anno cade un importante anniversario, ovvero i 25 anni dalla strage di Capaci in cui perse la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone. Questo è un bel modo di onorare la sua memoria, la memoria di chi non ha mai abbassato la testa e ha sempre difeso i valori nei quali credeva.

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