Il turismo in Sicilia: passato e futuro

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il turismo in Sicilia: passato e futuro

Lo scorso anno il turismo siciliano ha fatto registrare dei dati molto incoraggianti, che oggi sembrano spingere in modo sempre più deciso le istituzioni e gli operatori del settore nella direzione dello sviluppo turistico dell’isola. Nel 2017, secondi dati raccolti dalle imprese ricettive, in Sicilia ci sono state oltre 14 milioni di visite, con una crescita, rispetto al 2016, di oltre il 5%. Le strutture alberghiere continuano ad essere la sistemazione preferita dalla stragrande maggioranza dei visitatori, ma anche le soluzioni alternative, come gli appartamenti in affitto e i bed&breakfast, cominciano a prendere piede. La provincia che ha registrato le performance migliori è stata quella di Messina, seguita da Palermo e Catania. In totale, sono stati più numerosi i viaggiatori stranieri che italiani. All’interno della Comunità Europea sono i francesi coloro che gradiscono maggiormente la nostra bella isola come meta turistica, seguiti da tedeschi e inglesi. Tanto i porti che gli aeroporti hanno fatto registrare una buona movimentazione di persone: quasi 2 milioni di persone hanno transitato via mare da Palermo; l’aeroporto Fontanarossa ha servito ben 8,5 milioni di passeggeri. Questi sono i numeri contenuti all’interno del Piano di Propaganda Turistica firmato da Sandro Pappalardo, assessore regionale al Turismo. Sulla base di queste stime il piano contiene soprattutto le linee programmatiche da seguire per il futuro. Il primo aspetto che viene affrontato è quello relativo alla pubblicità del “brand” Sicilia: veicolare l’immagine turistica dell’isola, in un’epoca che vive di marketing, appare infatti di fondamentale importanza. A tale scopo verranno usati i fondi stanziati dall’Europa per la programmazione 2014-2020. Si pensa non solo di elaborare delle campagne pubblicitarie, ma anche di far partecipare l’isola alle fiere più importanti e di invitare giornalisti e blogger di settore, al fine di dare sempre maggiore notorietà alle molte bellezze della Trinacria. Il mercato a cui ci si intende maggiormente rivolgere è quello cinese: già il 2018 è stato dichiarato anno del Turismo UE-Cina da parte della Commissione Europea e dal governo cinese. I rapporti tra il lontano Oriente e la Sicilia si stanno facendo sempre più fitti, visto che, se nel 2016 le presenze cinesi sull’isola erano ammontate ad un numero di 25 mila, esse sono salite a 35 mila nel 2017, e quasi sicuramente i dati del 2018, non ancora disponibili, confermeranno questo trend. Un altro potenziale “pubblico” sensibile al fascino siciliano è quello dei figli di immigrati, per lo più americani o canadesi. Sono molti coloro che vorrebbero conoscere il luogo di origine della propria famiglia: per sensibilizzare ulteriormente questo tipo di turismo il 27 maggio 2018 la Regione Sicilia ha partecipato, come partner, alla Festa della Repubblica che si è svolta presso il Consolato Generale di Montreal. In questa occasione, alla presenza di circa 10 mila ospiti, si è diffuso del materiale promozionale sulla Sicilia. I settori di turismo che si intendono sviluppare maggiormente sono quelli legati ai siti Unesco, molto amati dai viaggiatori stranieri, ma anche quello enogastronomico. L’enogastronomia, per cui il paese Italia è famoso, non è mai stata adeguatamente sviluppata in Sicilia. Grazie però alla fama acquisita da alcuni chef di spicco, finalmente anche i vini e i piatti tipici locali iniziano a farsi apprezzare dal turismo estero. Insomma sono davvero molte le carte che la Sicilia ha da giocare per crescere sempre più dal punto di vista del turismo: tutto starà nell’abilità dei giocatori.

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Il “turismo azzurro”, un’opportunità per la Sicilia

Posted by on Mag 23, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il “turismo azzurro”, un’opportunità per la Sicilia

Si sa che il turismo non ha una sola faccia, ma che si può declinare in tanti modi diversi. C’è il turismo per la terza età e quello per i più giovani, c’è il turismo religioso e quello esperienziale; c’è il turismo di nicchia e quello che muove le grandi masse di persone. Ci sono infine il turismo “verde” e quello “azzurro”: il primo permette la riscoperta di luoghi naturali e incontaminati, il secondo, invece, di realtà marittime in tutte le loro sfumature. Il turismo azzurro, a sua volta, può assumere diversi aspetti: può riguardare il pescaturismo, ovvero accompagnare il visitatore in alto mare per fargli provare il brivido della pesca. Può riguardare l’ittiturismo, più focalizzato sulla conoscenza delle varietà di pesci presenti in un determinato specchio di mare; c’è la declinazione culturale, con la visita ai musei del mare, o quella etnoantropologica, con la visita ai luoghi dove un tempo si praticavano i mestieri del mare (tonnare o opifici). Infine, il turismo azzurro può essere naturalistico, con l’esplorazione di specchi di mare ancora poco noti; archeologico, con le immersioni subacquee; e infine enogastronomico, perché dal mare vengono molti dei più gustosi piatti tipici di tutto il mondo. Da questa rapida disamina si capisce facilmente come il turismo cosiddetto azzurro possa rappresentare una risorsa di non secondaria importanza per l’isola Sicilia, che dal mare è circondata per tutti e tre i suoi lati. Il turismo azzurro viene già sfruttato da alcuni lungimiranti imprenditori, come i fratelli Girolamo e Michelangelo Balistreri, che hanno dato vita al Museo dell’acciuga di Aspra; o come Antonella e Giusi Mancuso che hanno inaugurato la prima realtà di pescaturismo al femminile. Le potenzialità inespresse però sono ancora di più, come dimostra un recente accordo stipulato tra l’Istituto Alberghiero “Pietro Piazza” di Palermo e il Dusit Thani College di Bangkok. Da questa collaborazione si intravedono già interessanti risvolti, anche occupazionali, per i giovani studenti di entrambe gli istituti. Il punto di contatto tra due realtà tanto lontane geograficamente, quanto vicine spiritualmente, è stato creato durante l’ultima edizione di Travelexpo e sta cominciando a portare i suoi frutti. Grazie alla collaborazione tra gli studenti dei due istituti, che si occupano di gastronomia locale, si è scoperto come la cucina che viene praticata in Sicilia, la tanto decantata “dieta mediterranea”, non sia poi così diversa dalla cucina thailandese. Anche la cucina thailandese, infatti, pone molta attenzione alla scelta delle materie prime; usa prevalentemente pesce e verdure, più che carne, e in più usa delle spezie che potrebbero diventare interessanti anche per la tradizione culinaria nostrana. L’ente del Turismo Thailandese ha conosciuto la realtà siciliana e ha deciso di portare qui i ragazzi del Dusit Thani College, ma non solo: da questo punto di partenza potrebbe nascere uno scambio proficuo grazie al quale l’isola italiana potrebbe diventare una meta molto gettonata da parte dei viaggiatori della Thailandia. Questo dimostra come i diversi settori dell’economia non siano a compartimenti stagni ma possano contaminarsi l’uno con l’altro, spesso con esiti del tutto imprevedibili. In questo caso, il gemellaggio tra due scuole alberghiere ha portato anche alla scoperta e valorizzazione del turismo azzurro, comparto appena nato in Sicilia ma dalle enormi potenzialità di sviluppo anche sul versante enogastronomico. Ora la speranza è che un numero sempre maggiore di imprenditori turistici si muova in questa direzione, così ricca di prospettive per il futuro siciliano.

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Il futuro del turismo siciliano: case a 1 euro e mercato cinese

Posted by on Mag 23, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il futuro del turismo siciliano: case a 1 euro e mercato cinese

Aprire nuove strade al turismo significa saper intercettare le nuove tendenze dei viaggiatori e saper sfruttare nuove modalità che a tutta prima potrebbero sembrare un po’ stravaganti, ma che alla lunga possono dare buoni frutti. Questo è l’assunto di base che vogliono seguire gli operatori turistici siciliani. La Sicilia è un’isola bellissima, piena di bellezze e di attrattive, ma il suo male storico sembra in qualche modo l’incapacità di attrarre i flussi turistici che pure meriterebbe. Ecco allora che sono state di recente messe in campo due nuove iniziative, una a livello regionale e un’altra a livello locale, che potrebbero offrire il destro per un rilancio della Sicilia e dei suoi borghi sul mercato turistico globale. Il primo progetto riguarda i viaggiatori che provengono dalla Cina, un bacino di utenza smisurato che però viene, allo stato attuale delle cose, attirato solo in minima parte dalle bellezze siciliane. Dati alla mano, pare che siano circa 130 milioni i turisti cinesi che girano per il mondo, e 10 milioni di questi ogni anno arrivano in Europa. Solo una piccolissima percentuale, pari all’1,7%, però, giunge in Sicilia. Come mai? La risposta è più complessa di quello che si potrebbe credere. Secondo un luogo comune molto diffuso ai cinesi non piacerebbe il mare, e per questo l’isola siciliana sarebbe meno appetibile di altre mete, ma questo non è affatto vero; senza considerare poi il fatto che, di contro, è certo che i cinesi sono molto attirati dai siti patrimonio dell’Unesco, di cui la Sicilia è piena. Il punto sta nel fatto che il viaggiatore orientale è molto esigente: si sposta solo verso quei luoghi solo dove sa di poter trovare l’accoglienza che desidera. Non è certo una novità dire che la popolazione cinese ha usi e costumi molto diversi dai nostri; la conseguenza è che per accattivare i flussi turistici cinesi è necessario conoscerli e rispettarli. Ad esempio, in un hotel dove debbano essere alloggiati ospiti cinesi non dovrebbe mai essere usata biancheria di colore bianco, che per loro è segno di lutto. Bisognerebbe dare una grande importanza alla prima colazione, non far mancare mai in camera la televisione CCTV e non assegnare mai la camera 4, visto che questo per loro è un numero sfortunato. Insomma, bisogna creare un’offerta fortemente targettizzata. È per questo che anche in terra siciliana si è attivata “Welcome Chinese”, un’associazione che opera in sinergia con il governo cinese e che ha creato un’accoglienza ad hoc in due località: la Valle dei Templi di Agrigento e la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. L’esperimento ha dato buoni frutti e ora si è pronti per ampliarlo, anche trasformando lo scalo aeroportuale di Palermo in un punto di arrivo privilegiato per tutti i turisti che vengono dall’Est del mondo. L’altra curiosa iniziativa di cui si parlava è stata attivata relativamente a Sambuca, un piccolo borgo che non è solo uno dei “borghi più belli d’Italia”, ma che nel 2016 è stato addirittura eletto come il più bello in assoluto. Questo, com’è ovvio, non lo mette al riparo dal degrado e dall’abbandono. Per questo l’amministrazione comunale ha bandito un’asta pubblica mettendo in vendita 17 immobili del centro storico ad un prezzo davvero di favore: un solo euro. Chi si aggiudicherà i beni avrà il vincolo di doverli ristrutturare entro tre anni al massimo. Anche questo potrebbe diventare un primo esempio che potrebbe essere seguito da altri comuni, al fine di far rivivere alcuni dei centri più belli della Sicilia.

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Pasqua in crescita per la Sicilia

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Pasqua in crescita per la Sicilia

Tutti gli operatori turistici lo sanno. La cartina di tornasole per fare qualche prima, cauta previsione circa i flussi turistici estivi è il periodo di Pasqua e Pasquetta. Quest’anno quindi anche in Sicilia si avevano gli occhi puntati per verificare quale sarebbe stata la risposta da parte dei viaggiatori ad una Pasqua arrivata “un po’ presto” e quindi a rischio dal punto di vista meteorologico. La risposta è stata entusiasmante. Quest’anno l’isola ha dimostrato come sempre di essere una meta molto amata, con un 30% in più di presenze rispetto allo scorso anno. Il dato che è emerso con maggiore chiarezza, in base ai numeri raccolti dal Centro Studi Turistici e da Assoindustria-Confesercenti, è che è decisamente in crescita il turismo estero (per lo più americani, ma anche inglesi, francesi e tedeschi) mentre è in calo quello interno nazionale. La prima motivazione che si può trovare a questo trend, specie relativamente al ponte di Pasquetta, è l’eccessiva dipendenza dei viaggiatori nostrani del meteo, ma soprattutto una scarsa propensione alla programmazione. Un viaggiatore che viene da oltre i confini nazionali prenota il suo viaggio e i servizi connessi con largo anticipo, mentre l’italiano, per così dire, decide solo all’ultimo minuto. Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, da una parte si è detto felice per i dati di crescita dei flussi turistici, dall’altra però non ha perso l’occasione per mettere in luce alcuni dei mali endemici dell’isola siciliana in materia di accoglienza. Il problema più sentito, ribadisce Messina, è quello dell’abusivismo. Ci sono molte strutture di accoglienza che sfuggono ai controlli ufficiali e che non pagano le tasse, mettendo quindi in difficoltà coloro che invece si comportano onestamente e sono di conseguenza gravati da ben altri oneri. Altro problema che lamenta Messina è il fatto che spesso i comuni impongono tasse di soggiorno troppo gravose ai turisti, che vengono usati un po’ come “vacche da mungere” per arginare le carenze perenni delle casse comunali. Ma, volendo mettere per un momento da parte i problemi, si possono anche analizzare quali sono i punti di forza dell’isola, cos’è cioè che attrae maggiormente il turista. Capire infatti quali sono i desideri del viaggiatore significa trovare il modo migliore di esaudirli, in modo tale che non solo decida di trascorrere qualche giorno in Sicilia una volta, ma che torni anche, e che consigli questa meta a tutti quelli che conosce. Durante il piccolo periodo festivo che intercorre tra Pasqua e Pasquetta ciò che più affascina i visitatori di tutto il mondo sono le tradizioni: i piccoli paesi isolani ne sono ricchissimi, con processioni, fiere e feste di paese che appaiono molto folkloristiche agli occhi dello straniero. Da non sottovalutare è il ritorno di immagine che per l’isola ha avuto il grande successo de “Il Commissario Montalbano”, la serie tv tratta dai romanzi d Andrea Camilleri. Tutte le location in cui sono state girate le varie puntate sono diventate mete predilette  peri turisti. Immancabile, infine, il connubio con il cibo: le specialità locali, degustate in ambientazioni che facciano respirare nel modo più fedele possibile il vero spirito della Sicilia, sono un’altra grande attrattiva. Toti Piscopo, ideatore di Travelexpo che si è svolto nei primi giorni di aprile a Terasini, sostiene che bisogna quindi fare leva su queste attrattive per rendere appetibili anche le località che, ad oggi, appaiono ancora un po’ defilate dal mercato turistico siciliano.

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Come si rinnova il turismo in Sicilia

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Come si rinnova il turismo in Sicilia

Ancora una volta i dati confermano qualcosa che chi si occupa di turismo nell’isola siciliana già ben sa: purtroppo le molte bellezze della regione Sicilia non sono sufficienti a renderla un’eccellenza tale da attirare i flussi turistici più di altre località. Stavolta la notizia viene da Skyscanner, sito specializzato nella ricerca e comparazione dei voli, che ha stilato una classifica delle spiagge più ricercate come destinazione per una vacanza. La Sicilia si trova soltanto in una posizione defilata. Tra le 15 destinazioni più gettonate ci sono soltanto due località balneari siciliane, ovvero la Tonnara di Scopello di Castellammare del Golfo e Noto. In questo modo si dà una forte spallata a quella che da sempre è convinzione comune degli operatori turistici, ovvero che quantomeno il turismo balneare sia assicurato. Appare chiaro che non è più così. Anche se la sabbia delle spiagge siciliane è bianchissima e il suo mare limpidissimo, queste caratteristiche non riescono a rendere le località marittime preferibili a quelle di altre regioni italiane (la classifica di Skyscanner è nazionale) o, peggio ancora, internazionali. Qual è il motivo di questa discesa vertiginosa delle preferenze dei turisti nei confronti della Sicilia? Analizzando i trend e le tendenze del momento, la risposta che è stata trovata è la seguente. I turisti contemporanei sono diventati molto più esigenti che in passato. Chi viaggia oggi non vuole solo arrivare in un bel posto e poi rilassarsi crogiolandosi al sole: si parla piuttosto di turismo “esperienziale”, che spesso si rivolge a delle nicchie che comunque riescono a muovere grandi numeri. Il viaggiatore desidera scoprire una località anche nei suoi aspetti meno conclamati ed evidenti, attraverso un itinerario che, in un certo senso, gli venga costruito addosso e che gli permetta di esplorare una meta attraverso quelli che sono i suoi interessi preponderanti. Qualcosa in tal senso è stato fatto anche in Sicilia. L’associazione Astes ha ideato due diversi tipi di percorsi turistici che hanno già riscosso un discreto successo, andando ad individuare due settori ben specifici per i quali vi è richiesta. Il primo si chiama “Trek&Kids Green” e si rivolge alle famiglie amanti della natura, il secondo è quello dei “Cammini francescani”, che cavalca il rinnovato interesse da parte del pubblico per i pellegrinaggi spirituali che consentano la riscoperta della propria interiorità, assieme all’esplorazione del territorio attraverso una modalità “slow”. Questi due progetti sono stati messi in piedi e portati avanti negli ultimi due anni all’interno di un progetto più ampio voluto dall’Assessorato Regionale al Turismo chiamato “Progetti di eccellenza”, che ha proprio lo scopo di valorizzare il territorio siciliano attraverso la creazione di percorsi coerenti e specifici, che individuino le esigenze dei turisti e le soddisfino attraverso una completa rete di servizi. Andando avanti in questa direzione sarebbe possibile mettere davvero a frutto le tante potenzialità dell’isola, dove di certo non mancano siti di interesse che però restano difficilmente fruibili senza che qualcuno li renda tali. Per questo l’associazione Astes ha ora intenzione di ampliare la propria attività, coinvolgendo anche altri attori del settore turistico per creare nuovi pacchetti che si rivolgano ad altre nicchie, come ad esempio il cicloturismo o le passeggiate a cavallo. Il viaggiatore contemporaneo è consapevole e informato ed ha bisogno di molti stimoli per sentirsi attratto verso una meta piuttosto che un’altra: ed è tenendo presente questo assunto di base che il turismo siciliano si deve riorganizzare per tornare ad essere una vera risorsa per la regione.

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Il “caso” Taormina per capire la Sicilia

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il “caso” Taormina per capire la Sicilia

Di recente si è tenuto una interessante tavola rotonda a proposito della tematica del turismo in Sicilia, eterna croce e delizia dell’isola che, nonostante abbia tutte le carte in regola per vincere, continua a far registrare numeri che non convincono, anzi, che qualcuno definisce addirittura “imbarazzanti. Sono stati molti i rappresentati a vario titolo del mondo del turismo regionale che sono intervenuti al convegno “Re-strutturare il turismo in Sicilia”, che si è tenuto il 16 marzo 2018 presso il Palazzo Duchi di Santo Stefano. Il tema che si è affrontato, che è molto vasto, è partito dall’analisi di quello che è stato considerato un “caso campione” esemplificativo di molte delle dinamiche che affliggono l’intera Sicilia: la città di Taormina, che è quella in cui si è tenuto l’incontro. Infatti l’evento è stato organizzato da ACT (Associazione Commercianti di Taormina) che si è formata da poco ma ha già in mente una vera e propria rivoluzione per far risollevare le sorti della città, e della regione con essa. Ma, si sa, per fare una rivoluzione in campo turistico c’è bisogno di un appoggio istituzionale, perché i settori da riformare e migliorare sono tanti e tutti ben noti. Il problema maggiore che si è notato è l’incapacità da parte dei gestori locali di destagionalizzare il turismo. Anche Taormina, come la maggior parte delle splendide cittadine siciliane, è attiva da un punto di vista turistico solo per 5 mesi l’anno, mentre per il resto del tempo le strutture restano vuote, con i conseguenti costi di gestione senza introiti corrispondenti. Neppure il G7 è riuscito a smuovere questo stato delle cose che, per certi versi, appare incomprensibile. Il caso Taormina è sintomatico perché Taormina offre tutte le ricchezze che ha l’intera Sicilia: buon cibo, ottima accoglienza, tanti siti culturali da poter visitare, bellezze anche naturalistiche. Eppure l’offerta non è mai riuscita ad accaparrarsi alcune delle fette più interessanti di flussi turistici: il turismo religioso, ad esempio, o quello della terza età. Sandro Pappalardo, assessore regionale al turismo che era presente all’incontro, ha sferzato i presenti con parole molto vigorose. Ha detto che non è più tempo di continuare a ripetersi quali sono problemi, che ormai sono noti a tutti (carenza di infrastrutture, problemi nei collegamenti, abusivismo e sommerso) ma che è ora di dare delle soluzioni. Ha invitato i giovani a non andarsene, ma a restare e ad aiutare i gestori locali ad escogitare delle soluzioni efficaci per rendere la Sicilia una meta appetibile 365 giorni l’anno. I rappresentati di ACT Taormina hanno subito accolto le parole dell’assessore, sollecitando un nuovo incontro a Palermo per elaborare delle strategie concrete. Il desiderio espresso è quello di creare il “brand Sicilia” per imparare a “vendere” meglio l’isola, visto che, di base, sembra essere questo l’errore che inficia tutto il settore turistico: un’incapacità di comunicare in modo adeguato tutto quello che la Sicilia ha da offrire tanto in estate che in inverno. In questo modo si potrebbero conquistare quei flussi turistici di cui si parlava, insieme al turismo congressuale e scolastico, ed anche attirare investimenti internazionali. L’interesse del resto del mondo nei confronti di questa splendida isola c’è, ed è alto, ma bisogna riconquistare credibilità, ha concluso l’assessore Pappalardo, se si vuole che ci sia anche chi è disposto a puntare in termini economici su di essa. Il dibattito è stato animato da molti interventi, a dimostrazione del grande interesse suscitato dall’argomento.

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Sicilia e Slovenia: due mete unite da una partnership transnazionale

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Sicilia e Slovenia: due mete unite da una partnership transnazionale

La Sicilia è un’isola meravigliosa che in tanti scelgono come meta turistica, sia per le sue splendide spiagge che per le sue città dalle architetture barocche. Ma dove vanno i siciliani quando decidono di partire per una vacanza? Ovviamente sono tante le destinazioni considerate, ma ce n’è una che in questi giorni è diventata un po’ più vicina, grazie ad un accordo stretto tra Propaganda Viaggi, noto tour operator siciliano che collabora con Hit Tour, che è invece uno dei principali tour operator sloveni. Per presentare l’offerta turistica di un Paese che spesso, proprio come la Sicilia, non viene adeguatamente considerato dal pubblico del turismo, l’Ente Sloveno per il Turismo in Italia ha deciso di promuovere quello che è stato definito un “ponte culturale” tra l’isola e la Slovenia. Protagonista della presentazione dell’offerta turistica slovena è stata Palermo, città che viene considerata di riferimento in quanto è la Capitale Italiana della Cultura per il 2018. E in effetti le attrattive che sono state enumerate farebbero quasi venire voglia di fare la valigia e partire subito: tanto più che è stato creato un collegamento tra l’aeroporto di Palermo e quello di Trieste, che si trova a poca distanza dal confine sloveno e dove si può fruire di un servizio di accoglienza che conduce immediatamente il turista alla sua meta. La Slovenia è stata presentata come un Paese che offre spunti di visita in ogni periodo dell’anno e che soprattutto ha cercato, unico Paese europeo, di sviluppare un modello di turismo sostenibile in cui il contatto con la natura resta basilare in qualunque esperienza si decida di fare. E la scelta è molto ampia: così come in Sicilia, anche in Slovenia ci sono numerosi siti dell’Unesco, tra i quali la palude di Lubiana, dove sorse un’antica civiltà su palafitte; le grotte di San Canziano, dove si può ammirare uno spettacolare canyon con fiume sotterraneo; e infine la curiosa “Passione di Skofja Loka”. Quest’ultima è una rappresentazione sacra che si svolge ogni anno dal 1721 e che mette in scena la passione di Gesù Cristo nei suoi episodi salienti; è stata iscritta nell’elenco del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Il tour operator Hit però non si occupa solo di organizzare gite culturali, perché in Slovenia sono presenti anche molti poli di divertimento: basti pensare al casinò di Nova Gorica, che riveste un indubbio fascino per chiunque voglia sfidare la dea bendata, nonostante il proliferare dei casinò on line. Ci sono poi stazioni sciistiche, per chi ama gli sport sulla neve, e stazioni termali, per chi non vuole fare altro che rilassarsi. Per gli amanti della vita notturna le città slovene sono piene di locali, ristoranti, discoteche e luoghi in cui potersi scatenare. Dal punto di vista della ricettività, le strutture alberghiere più blasonate sono dotate di ogni comfort. Una delle città che è stata maggiormente pubblicizzata è Lubiana, che nel 2018 celebra due importanti centenari: quello della Galleria Nazionale e quello della morte di Ivan Cankar, poeta e scrittore molto noto in patria. La città può essere visitata con un trenino elettrico che permette di conoscere i luoghi più incantevoli del centro urbano: questo trenino è valso a Lubiana il titolo di Capitale Verde d’Europa nel 2016. Per chi non vuole allontanarsi troppo dall’Italia, a pochi chilometri dall’aeroporto di Trieste ci sono le affascinanti Grotte di Postumia, che nel 2017 hanno vantato il primato dei visitatori italiani. Insomma tra la Slovenia e la Sicilia ci potrà essere un proficuo scambio dal punto di vista culturale, naturalistico e turistico.

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