Turismo in Sicilia tra passato e futuro

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Turismo in Sicilia tra passato e futuro

La stagione estiva 2017 si è ormai conclusa e si possono tirare le somme. E il risultato è decisamente positivo per la Regione Sicilia, che difatti esulta per i numeri da record che si sono fatti registrare; senza contare che molte località anche nel mese di settembre sono state prese d’assalto dai turisti, nazionali e internazionali. A Taormina addirittura si lancia una sorta di “allarme”: le stanze sono praticamente finite, dice la direttrice dell’Ufficio Turistico del comprensorio, Daniela Lo Cascio. I numeri di Taormina danno bene il polso di quanto è accaduto un po’ in tutta l’isola nella passata estate. Il movimento turistico è cresciuto di oltre il 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e si parla dei mesi di giugno e luglio in quanto non sono ancora disponibili quelli di agosto e settembre. Nel complesso per tutta la Sicilia si parla di un incremento del 39%: l’isola ha superato per numero di arrivi e gradimento anche altre località turistiche di solito estremamente più ambite, come ad esempio Ibiza. I motivi di tanto grande successo sono noti, perché le carte che la Sicilia ha da giocare sono le stesse di sempre. I turisti che da ogni parte del mondo arrivano qui cercano il sole e il mare, le spiagge cristalline e i fondali incontaminati. Cercano però anche i luoghi di arte e cultura, le bellezze architettoniche e le tracce dei grandi personaggi del passato. Restano incantati davanti ai siti archeologici, e a quelli dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, come il vulcano Etna. Infine amano il cibo e l’accoglienza, la calda ospitalità, i vini buoni, il clima amabile. Tutto questo è Sicilia, e non è una novità: la vera novità sono i miglioramenti portati ai collegamenti, da sempre uno dei punti neri della ricettività turistica. Sono stati infatti implementati gli scali aeroportuali, primo fra tutti quello di Fontanarossa, dove si è registrato un numero di arrivi mai ricordato i precedenza. Il web ha dato una grossa mano. La promozione si è mossa infatti soprattutto tramite internet, un mezzo poco costoso ma capace di arrivare a tutti in un attimo e di impattare in modo molto forte. Infine, bisogna anche considerare il discorso dei prezzi: la Sicilia è una delle località turistiche italiane più convenienti in assoluto, pur con l’ampia offerta che offre. Nell’ambito della Giornata Mondiale del Turismo, che si è svolta come di consueto il 27 settembre, gli operatori del settore non hanno potuto che esultare, ma anche continuare a fare il punto delle criticità. Il fatto è che l’eccezionale annata siciliana si lega ai fatti  del terrorismo internazionale, che ha letteralmente dirottato certe tipologie di viaggiatori verso mete considerate più sicure. Restano però i tanti problemi che da sempre l’isola si trascina dietro: il problema dei trasporti interni, che non sono ben organizzati e spesso rendono difficoltoso raggiungere determinate località; quello della scarsa valorizzazione di siti che già così come sono attirano gente, ma che potrebbero portarne molta di più se adeguatamente sfruttati. Ma per il 2018 ci sono già delle buone notizie. Il Gruppo Bulgarella, azienda che da anni si occupa di recuperare siti storici per trasformarli in resort di lusso, aprirà in Sicilia la Tonnara di Bonagia, un vecchio borgo di pescatori che è stato completamente ristrutturato e che si prepara ad accogliere centinaia di ospiti che transiteranno dall’aeroporto Falcone-Borsellino. La struttura entrerà a far parte del circuito “Sicily Suite”, a cui appartengono anche I Mulini restort a Erice mare (una ex salina) e Palazzo Platamone a Trapani. Un’operazione che di certo stimolerà non poco il turismo in Sicilia.

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Sicilia: turismo tra luci e ombre

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Sicilia: turismo tra luci e ombre

Ancora è difficile dare una definizione univoca del turismo in Sicilia. Da una parte ci sono notizie che fanno esultare, e anche i numeri che hanno chiuso la stagione estiva 2017 sono rassicuranti e anzi entusiasmanti; ma restano ancora tanti punti d’ombra, tante cose da fare che partono soprattutto da una diversa concezione del territorio e da una sua reale possibilità di valorizzazione. Da una parte, quindi, ci sono numerose iniziative che dimostrano una nuova vitalità dell’isola dal punto di vista turistico, specie nel tentativo di uscire dalla sua cronica mancanza di adeguati collegamenti tra le varie località, oltre che con la penisola. Si riscontra un crescente interesse per i piccoli Borghi, da sempre fiore all’occhiello dell’Italia tutta ma che solo di recente si stanno riscoprendo anche da un punto di vista prettamente turistico. La notizia più recente che riguarda la regione Sicilia è a proposito della città di Salemi, la quale è diventata parte dei tour organizzati dalle navi di Costa Crociere. Questa decisione è stata salutata con grande gioia dal sindaco della città e da tutte le associazioni che, da sempre, cercano di attrarre maggiore pubblico nel centro di Salemi, ma non è che un primo passo, come sottolinea il sindaco Domenico Venuti. Venuti ha infatti ricordato come sia stato l’impegno dell’amministrazione comunale a condurre alla stipula dell’accordo con Costa Crociere, ma ha anche detto che ora è necessario che gli imprenditori del distretto turistico si diano da fare per sfruttare questa grande opportunità che viene offerta al circondario salemitano. Ciò che accadrà, in sostanza, sarà che a partire dal 17 ottobre 2017 un autobus prenderà i turisti che le navi di Costa Crociera sbarcano a Palermo per condurli a Salemi, praticamente unico borgo della Sicilia occidentale ad essere incluso tra le escursioni prenotabili dai passeggeri delle navi da crociera, in media quattromila unità per ogni imbarcazione. A spingere per la stipula dell’accordo è stata anche l’associazione “Borghi più belli d’Italia”, di cui Salemi fa parte; nominalmente è infatti l’associazione ad aver stretto la joint venture con Costa Crociere. Se questa quindi è una buona notizia, che fa capire come in Sicilia ci si stia muovendo al fine di valorizzare territori fino ad ora poco considerati, così come è accaduto con la pur splendida Salemi, si registrano però notizie meno positive che hanno fatto scalpore anche a livello internazionale. La questione verte soprattutto sui siti nominati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che in Sicilia sono numerosi. Parliamo di Palermo, nella sua parte arabo-normanna che include le cattedrali di Cefalù e Monreale; della Villa Romana del Casale, della Valle dei Templi ad Agrigento; della Val di Noto e di Siracusa, delle Isole Eolie e infine del sito che più di recente ha ricevuto il riconoscimento, il monte Etna. Uno studio condotto da un giovane tirocinante ha mostrato come, se è vero che la nomina del vulcano a Patrimonio dell’Umanità abbia incrementato i flussi turistici di quasi il 50%, questo dato però non possa far esultare. In altri Paesi del mondo i siti che hanno avuto lo stesso riconoscimento fin da subito hanno avuto oltre il 100% di visite in più. Come si spiega questo gap? Semplice: i siti in questione non sono segnalati in alcun modo; in una parola, nessuno ha pensato di sfruttare come ritorno di immagine un titolo così importante come quello di Patrimonio dell’Umanità. Anche l’Unesco aspetta ancora i Piani di Gestione dei siti, che la regione avrebbe già dovuto presentare da tempo. La Sicilia non può davvero perdere questa opportunità unica.

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Turismo culturale in Sicilia: i luoghi della letteratura

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Turismo culturale in Sicilia: i luoghi della letteratura

Quando si dice che il petrolio dell’Italia potrebbe essere il suo ricchissimo patrimonio storico-culturale non si va affatto lontani dal vero. Basti pensare ad una sola delle regioni che la compongono, la Sicilia, e ai mille volti che presenta ai turisti. Perché fare una vacanza in Sicilia? La domanda dovrebbe essere, piuttosto: perché non andare a fare una vacanza in Sicilia? Decisamente, sono molti di più i buoni motivi che i deterrenti. Cominciamo con l’enunciare quelli che sono gli elementi di pregio che solitamente più attirano i turisti. C’è una mare splendido e incontaminato, con spiagge di sabbia finissima dove crogiolarsi sotto al sole non solo in estate, perché qui il clima è mite per 365 giorni l’anno, e si respira già un po’ il profumo dell’Africa esotica. Ci sono le città ricche di architetture barocche, un vero incanto per gli occhi e per il cuore. Ci sono il cibo e l’accoglienza calda dei siciliani, con colori e profumi introvabili in qualunque altra regione italiana. Ci sono i siti che raccontano la storia antica di quest’isola, dalle dominazioni greche e romane per ripercorrere i lunghi secoli che hanno condotto fino ad oggi. Se tutto questo non bastasse c’è anche un altro aspetto del suo territorio che l’isola ha riscoperto di recente e che ora si sta cercando di valorizzare. In Sicilia sono nati molti personaggi illustri. Questa terra dalle caratteristiche così peculiari ha stimolato la fantasia e al creatività di molti scrittori che hanno segnato la storia della letteratura italiana; fedeli al presupposto per cui un uomo è in gran parte prodotto della terra dove nasce, cresce e vive, poter visitare i luoghi dove questi scrittori si formarono, e dove magari scrissero i loro capolavori, è un privilegio che fa tremare vene e polsi non solo agli appassionati di letteratura. I parchi letterari sono stati pensati da Stanislao Nievo, il quale per primo ha capito quanto l’opera di un autore trovi terreno fertile nel territorio in cui nasce. E la Sicilia ha dato i natali a personaggi di grosso calibro, che fanno parte della nostra storia letteraria recente e le cui opere spesso ci vengono raccontate già sui banchi di scuola. Ad esempio, recandosi ad Agrigento, nella contrada del Caos, si può visitare la casa in cui nacque e visse Luigi Pirandello (1867-1936): Autore di tanti indimenticabili romanzi, i più noti dei quali sono “Il fu Mattia Pascal” e “Uno, nessuno e centomila”, tutta la narrativa pirandelliana è impregnata della cultura siciliana. Nella sua casa museo si possono ammirare foto, locandine teatrali, recensioni, tanti cimeli della lunga carriera di scrittore anche teatrale che ebbe Pirandello. Ma i luoghi che si legano alla sua figura sono anche altri: Porto Empedocle, dove si trovavano i magazzini del padre dello scrittore, che commerciava in zolfo; la zolfatara Taccia-Caci, che causò la rovina economica della famiglia Pirandello. Ancora, a Roccacalumera si possono ripercorre i passi di Salvatore Quasimodo (1901-1968), che girò un po’ tutta la Sicilia perché suo padre lavorava per le Ferrovie dello Stato, e visse a lungo nel vagone di un treno dopo il terremoto di Messina del 1908. Ma la Sicilia reca anche le tracce di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), autore de “Il Gattopardo” da cui fu tratto un celebre film; di Giovanni Verga (1940-1922), che raccontò l’epopea del mare ne “I Malavoglia”; di Leonardo Sciascia (1921-1989) che si contraddistinse per il suo impegno contro la mafia. La Sicilia è un parco letterario a cielo aperto, tutto da scoprire.

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La grande stagione estiva del turismo siciliano

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La grande stagione estiva del turismo siciliano

L’estate 2017 è stata davvero trionfale per la regione Sicilia, che in termini di presenze turistiche ha fatto registrare numeri senza precedenti. Le motivazioni sono tante e non tutte edificanti: grande spinta alla riscoperta della Sicilia come meta di villeggiatura sono stati soprattutto gli ultimi attentati terroristici e le guerre in corso ,che hanno reso il bacino del Mediterraneo sul versante africano poco sicuro e quindi meno attraente di quanto non fosse negli ultimi anni. Ma, a parte questo, c’è anche una regione che ha deciso di implementare la sua offerta migliorando i servizi, strutturando dei percorsi di visita più coerenti che si focalizzano su alcuni specifici aspetti delle attrattive dell’isola, e una sinergia tra gli operatori che, a quanto pare, sta portando i suoi frutti. Unicredit e Touring Club Italiano hanno stilato una classifica delle regioni italiane che hanno avuto maggiore successo in termini turistici nel 2017. Dal report che è stato stilato risulta così che la Sicilia è al nono posto con 14,5 milioni di presenze turistiche; il dato più interessante è la crescita costante che c’è stata dal 2015 ad oggi, con un incremento di oltre il 7%, mentre il dato nazionale è del 4,6%. Questi dati generali sono stati confermati anche da quelli puntuali registrati fino a qui nelle principali località dell’isola, come ad esempio Ustica. Ustica sembra rispettare il trend secondo il quale i viaggiatori preferiscono riscoprire le piccole isole piuttosto che recarsi nelle grandi città. L’offerta di Ustica, d’altro canto, è molto nutrita. Il motivo per cui è tanto amata dai turisti è soprattutto per la possibilità di praticare diving: i fondali nei dintorni dell’isola sono infatti tra i più belli del Mediterraneo, tanto che a fine agosto si svolgerà qui la Rassegna Internazionale di Attività Subacquea. Ad Ustica sono state assegnate le 5 Vele di Legambiente, riconoscimento che è andato anche a Salina e San Vito lo Capo, cosa che ha contribuito non poco ad accrescerne il fascino nei confronti dei viaggiatori. Inoltre negli ultimi anni si è cercato di migliorare la rete di sentieri naturalistici, che oggi sono ben organizzati e consentono di fare l’intero giro dell’isola. Anche i trasporti sono leggermente migliorati, per quanto il costo dei traghetti per raggiungere le isole minori dalla Sicilia siano ancora troppo elevati, secondo il parere del sindaco di Ustica Attilio Licciardi. Mettendo insieme tutti questi fattori, l’isoletta ha fatto registrare il 28% in più delle presenze nel mese di giugno 2017, mentre gli arrivi nel complesso sono praticamente raddoppiati dal 2014 ad oggi. Altra località che sta affrontando una stagione positiva è Taormina, che sta godendo ancora del ritorno di immagine avuto grazie al fatto di aver ospitato nei mesi scorsi il G7. Le immagini di questa splendida cittadina hanno fatto il giro del mondo e tanti si sono incuriositi e hanno deciso di venire a visitarla di persona. Si stima che al termine dell’estate si potranno contare un milione e 300 mila presenze, numeri che rappresentano un record assoluto. Veniamo infine a Lampedusa, isola che a lungo è stata penalizzata dalla questione migranti. Le immagini dei telegiornali hanno fatto credere che Lampedusa fosse vittima di una sorta di invasione e questo ha per tanto tempo tenuto lontano i turisti. Ora però le cose sono cambiate: quest’anno si è fatto registrare un 20% in più di presenze rispetto all’anno scorso e il sindaco Totò Martello è convinto che si possa fare ancora meglio in futuro, valorizzando a pieno le tante attrattive dell’isola.

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Le tonnare fisse e il turismo: un progetto per il futuro

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Le tonnare fisse e il turismo: un progetto per il futuro

La Regione Sicilia ha sofferto, insieme ad altre regioni e forse in modo più incisivo, i profondi cambiamenti economici che si sono verificati negli ultimi decenni. Se un tempo la pesca era una delle principali risorse dell’isola, oggi le tecniche invasive di pesca e l’eccessivo sfruttamento del mare hanno portato ad una inesorabile crisi del settore, così come alla progressiva scomparsa della civiltà del mare che da sempre ruota attorno al mondo della pesca. In particolar modo c’era un’industria marittima molto fiorente in tutta la Sicilia: si tratta della pesca del tonno rosso attraverso le cosiddette “tonnare fisse”. Si trattava di una tecnica molto semplice, visto che i tonni venivano ad accoppiarsi nelle acqua siciliane ed era facile intrappolarli. Con il tempo il numero dei pesci catturati è progressivamente diminuito e quello che un tempo garantiva il pane a tante famiglie oggi è un settore in lento declino. Le tonnare fisse però esistono ancora: ce ne sono 65 in tutta l’isola ma una è la più famosa di tutte ed è quella dell’isola di Favignana. La tonnara di Favignana si lega nella memoria alla storia di una famiglia, quella dei Florio, che era di origini calabresi ma che si trapiantò in Sicilia e ancora oggi è nota per le sue incredibili abilità imprenditoriali. Il capostipite, Ignazio Florio, acquistò le isole Egadi con le tonnare che vi si trovavano installate dai precedenti proprietari e diedero vita ad un’industria incredibilmente florida. Tanto è vivida la memoria delle imprese della famiglia Florio che oggi a Favignana, sul luogo dove di trovava la tonnara fissa, è stato costruito un museo che attira ogni anno tanti turisti: nel 2016 si calcola che ce ne siano stati 55 mila. Presso il museo di Favignana è possibile non solo visitare gli ambienti in cui si stivava e lavorava il pesce, ma anche vedere delle testimonianze registrate degli operai che lavoravano qui. Inoltre c’è anche una sezione dedicata a reperti più antichi, risalenti alle guerre tra romani e cartaginesi. Sulla base dell’esperienza positiva di Favignana si è pensato così che le tonnare fisse potrebbero tornare ad essere motrici dell’economia siciliana, in due modi diversi: da una parte tornando a pescare, perché sembra che il Mediterraneo sia tornato a popolarsi di tonni rossi; e dall’altra creando dei punti di attrazione per il turismo. Questo è stato l’argomento al centro della conferenza “Favignana, l’Isola del Tonno. La cultura del mare: una risorsa per il turismo. Nuovi scenari e prospettive” che si è tenuta proprio nelle sale dell’ex stabilimento Florio. Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Sicilia, ha spiegato come stia avvenendo un cambiamento di rotta anche da parte della Comunità Europea. Negli ultimi anni ha spinto verso la rottamazione delle imbarcazioni, oggi invece eroga fondi per il recupero di una civiltà così affascinante quale è quella marinara che per l’Italia tutta, e la Sicilia in particolar modo, riveste un’importanza fondamentale. Approfittando dunque dei fondi che vengono stanziati sia per l’industria del mare, sia per le attività più prettamente turistiche, sarebbe possibile costruire un circuito delle tonnare dove alla pesca si unisca il recupero antropologico del suo valore, che servirebbe anche da base per creare una nuova attrattività turistica. Le tonnare fisse possono infatti anche essere convertite in porticcioli, come è accaduto a quella di Vergine Maria a Palermo. I borghi marinari potranno tornare a vivere, e questa è una grandissima opportunità per la Sicilia.

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Lo stato del turismo in Sicilia

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Lo stato del turismo in Sicilia

La Regione Sicilia sta conoscendo un momento favorevole dal punto di vista dei flussi turistici: anche la stagione in corso, per quanto sia difficile monitorare in tempo reale e per avere dati certi si debba aspettare la fine dell’estate, sta andando molto bene. Appare dunque necessario, come si suol dire, “battere il ferro finché è caldo” e infatti gli organizzatori di Travelexpo, il grande salone del turismo in Sicilia che si è da poco concluso, hanno deciso di farlo diventare itinerante e di organizzare una serie di incontri sul territorio al fine di riflettere sui dati che si hanno a disposizione per poter pianificare una strategia vincente complessiva per il turismo siciliano che sia anche destagionalizzato. Il titolo complessivo che è stato scelto per questa serie di convegni è “Sulle tracce del turismo ritrovato, dal congressuale al religioso”. Si capisce dunque come l’intento sia quello di focalizzare i settori più forti in chiave turistica per trovare la strada migliore per la loro valorizzazione e uno sfruttamento sempre più intensivo. Tullio Piscopo, che è il patron di Travelexpo, spiega che questa iniziativa è il passo conclusivo della transizione della manifestazione da semplice salone e a vera e propria borsa continua sul turismo. Dopo gli incontri di luglio, che si svolgeranno nelle principali città siciliane come Palermo e Siracusa, ci saranno anche molti altri appuntamenti che accompagneranno verso la prossima edizione di Travelexpo, già fissata per il periodo compreso tra il 6 e l’8 aprile 2018 a Palermo. Intanto si registrano tante novità sul fronte turistico, due in particolar modo. Sul Sole24Ore è apparsa una notizia che fa ben sperare per il settore crociere. Anche se la Sicilia appare come meta ideale per una crociera, viste le sue molte e splendide località marittime e i suoi mari facilmente navigabili, in realtà questo è un settore che non è mai riuscito a decollare. Si pensi che nella piccola isola di Malta si contano ogni anno circa 700 mila crocieristi, mentre in Sicilia si fatica a raggiungere i 500 mila. Questo, spiega Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar di Sicilia occidentale (che comprende gli scali di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle), si deve alla presenza di infrastrutture inadeguate nei porti. Questo significa che per incrementare l’arrivo di navi da crociera è necessario prima fare degli adeguamenti strutturali alle banchine che sono già previsti nel piano di sviluppo. Stesse prospettive ci sono anche per i porti della Sicilia orientale, ovvero quelli di Catania ed Augusta. La buona riuscita dell’impresa si individua anche nel fatto che i recenti avvenimenti internazionali hanno spostato il turismo crocieristico dalle coste dell’Africa settentrionale al Mediterraneo del nord. L’altra notizia che racconta del nuovo volto che il turismo siciliano vuole assumere è quella relativa all’avvio del primo progetto relativo dalle “Strade del Cinema”, fortemente voluto dall’Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo. Si tratta di itinerari tematici che ripercorrono i luoghi dell’isola legati a grandi film che qui sono stati ambientati e girati. Nello specifico il percorso si snoda tra Catania e le isole Eolie, attraversando Aci Trezza e Taormina, i Crateri Silvestri dell’Etna, Savoca e Messina. Il progetto è stato messo a punto con la collaborazione di Sicilia Film Commission e ora si punta alla realizzazione di pacchetti da poter vendere ai tour operator al fine di sfruttare anche questo filone tematico. Tutto questo in aggiunta a ciò che la Sicilia già possiede, ovvero il suo intrinseco fascino fatto di natura, arte e storia.

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L’economia siciliana e il turismo

Posted by on Set 11, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su L’economia siciliana e il turismo

Negli ultimi giorni di giugno sono stati resi noti i dati di Bankitalia rispetto all’andamento economico della Regione Sicilia, dati che sono tutt’altro che confortanti ma che dimostrano come uno dei pochi settori produttivi che ancora funziona in Sicilia, forse l’unico, sia il turismo. Ma, come osserva Antonio Cinque, diretto della sede regionale di Banca d’Italia, anche se il settore turistico è importante e può fare da traino ad altri settori, non è probante in quanto non determinate ai fini dell’economia reale complessiva. Ecco dunque quali sono le altre realtà portate alla luce dal rapporto di Bankitalia redatto dal coordinatore dell’Analisi e Ricerca Economica Giuseppe Ciaccio. L’attività produttiva in generale, e quella industriale in particolare, sta conoscendo una netta battuta d’arresto. Moltissimi degli impianti esistenti sono inutilizzati, anche se di contro sembrano crescere gli investimenti grazie agli incentivi fiscali promossi dal governo centrale e per via della riduzione dei costi per i finanziamenti. L’industria ristagna e ne risente anche l’export, che pure ha una richiesta molto elevata che la Regione non sembra in grado di soddisfare se non per quel che concerne il comparto agroalimentare. Rispetto al settore delle costruzioni c’erano stati segnali di ripresa nel 2015 quando i dati avevano fatto registrare un segno positivo; ma ad oggi sembra che quel timido fermento si sia del tutto arrestato. Il mercato finanziario ha fatto registrare una decisa diminuzione del numero degli sportelli bancari ma anche dei finanziamenti richiesti ed erogati. Diminuisce la quantità del credito, e purtroppo non ne migliora la qualità, visto che le sofferenze delle banche regionali sono elevate e superiori alla media nazionale. Tutto questo ovviamente si ripercuote sull’occupazione che si trova ai minimi storici. Se negli anni passati c’era stata una piccola crescita nel numero degli occupati ora si è bruscamente arrestata, per quanto sia cresciuto il numero di ore lavorative per soggetto. I tassi di disoccupazione sono vicini al 60% nel 2016, anche se non sono aumentati per quel che concerne la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. La Sicilia, secondo quanto emerge dal rapporto, è una delle regioni italiane in cui si fa maggiore ricorso a forme flessibili di lavoro. Brutte notizie anche a livello di amministrazione finanziaria locale: il debito degli enti pubblici resta molto elevato, anche in questo caso superiore a quella che è la media nazionale, per quanto vi siano dei dati positivi. La spesa è diminuita, eccezion fatta che per quella sanitaria che è leggermente cresciuta, e gli introiti comunali sono lievemente aumentati, specie nei comuni turistici. A dare un notevole contributo è soprattutto la tassa di soggiorno. Questo dimostra come il settore turistico rappresenti una risorsa molto importante per la regione in quanto in netta controtendenza rispetto a tutti gli altri comparti. Anche il consumo medio delle famiglie è aumentato e questo ha dato una spinta al settore dei servizi: segnali che però non possono essere considerati sufficienti per una vera ripresa dalla crisi. Il PIL (Prodotto Interno Lordo) della Regione Sicilia è ancora molto basso, di circa il 12% inferiore a quello che era in tempi antecedenti alla crisi economica che ha colpito l’intera nazione, dove però il divario percentuale è di soli 7 punti. Nel complesso quello che emerge dal report di Bankitalia è un’economia ferma e stagnante che però presenta delle possibilità di miglioramento in alcuni specifici settori che potrebbero essere stimolati dall’arrivo dei fondi della Programmazione Comunitaria e da quelli specifici per il Sud.

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