Pasqua in crescita per la Sicilia

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Pasqua in crescita per la Sicilia

Tutti gli operatori turistici lo sanno. La cartina di tornasole per fare qualche prima, cauta previsione circa i flussi turistici estivi è il periodo di Pasqua e Pasquetta. Quest’anno quindi anche in Sicilia si avevano gli occhi puntati per verificare quale sarebbe stata la risposta da parte dei viaggiatori ad una Pasqua arrivata “un po’ presto” e quindi a rischio dal punto di vista meteorologico. La risposta è stata entusiasmante. Quest’anno l’isola ha dimostrato come sempre di essere una meta molto amata, con un 30% in più di presenze rispetto allo scorso anno. Il dato che è emerso con maggiore chiarezza, in base ai numeri raccolti dal Centro Studi Turistici e da Assoindustria-Confesercenti, è che è decisamente in crescita il turismo estero (per lo più americani, ma anche inglesi, francesi e tedeschi) mentre è in calo quello interno nazionale. La prima motivazione che si può trovare a questo trend, specie relativamente al ponte di Pasquetta, è l’eccessiva dipendenza dei viaggiatori nostrani del meteo, ma soprattutto una scarsa propensione alla programmazione. Un viaggiatore che viene da oltre i confini nazionali prenota il suo viaggio e i servizi connessi con largo anticipo, mentre l’italiano, per così dire, decide solo all’ultimo minuto. Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, da una parte si è detto felice per i dati di crescita dei flussi turistici, dall’altra però non ha perso l’occasione per mettere in luce alcuni dei mali endemici dell’isola siciliana in materia di accoglienza. Il problema più sentito, ribadisce Messina, è quello dell’abusivismo. Ci sono molte strutture di accoglienza che sfuggono ai controlli ufficiali e che non pagano le tasse, mettendo quindi in difficoltà coloro che invece si comportano onestamente e sono di conseguenza gravati da ben altri oneri. Altro problema che lamenta Messina è il fatto che spesso i comuni impongono tasse di soggiorno troppo gravose ai turisti, che vengono usati un po’ come “vacche da mungere” per arginare le carenze perenni delle casse comunali. Ma, volendo mettere per un momento da parte i problemi, si possono anche analizzare quali sono i punti di forza dell’isola, cos’è cioè che attrae maggiormente il turista. Capire infatti quali sono i desideri del viaggiatore significa trovare il modo migliore di esaudirli, in modo tale che non solo decida di trascorrere qualche giorno in Sicilia una volta, ma che torni anche, e che consigli questa meta a tutti quelli che conosce. Durante il piccolo periodo festivo che intercorre tra Pasqua e Pasquetta ciò che più affascina i visitatori di tutto il mondo sono le tradizioni: i piccoli paesi isolani ne sono ricchissimi, con processioni, fiere e feste di paese che appaiono molto folkloristiche agli occhi dello straniero. Da non sottovalutare è il ritorno di immagine che per l’isola ha avuto il grande successo de “Il Commissario Montalbano”, la serie tv tratta dai romanzi d Andrea Camilleri. Tutte le location in cui sono state girate le varie puntate sono diventate mete predilette  peri turisti. Immancabile, infine, il connubio con il cibo: le specialità locali, degustate in ambientazioni che facciano respirare nel modo più fedele possibile il vero spirito della Sicilia, sono un’altra grande attrattiva. Toti Piscopo, ideatore di Travelexpo che si è svolto nei primi giorni di aprile a Terasini, sostiene che bisogna quindi fare leva su queste attrattive per rendere appetibili anche le località che, ad oggi, appaiono ancora un po’ defilate dal mercato turistico siciliano.

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Come si rinnova il turismo in Sicilia

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Come si rinnova il turismo in Sicilia

Ancora una volta i dati confermano qualcosa che chi si occupa di turismo nell’isola siciliana già ben sa: purtroppo le molte bellezze della regione Sicilia non sono sufficienti a renderla un’eccellenza tale da attirare i flussi turistici più di altre località. Stavolta la notizia viene da Skyscanner, sito specializzato nella ricerca e comparazione dei voli, che ha stilato una classifica delle spiagge più ricercate come destinazione per una vacanza. La Sicilia si trova soltanto in una posizione defilata. Tra le 15 destinazioni più gettonate ci sono soltanto due località balneari siciliane, ovvero la Tonnara di Scopello di Castellammare del Golfo e Noto. In questo modo si dà una forte spallata a quella che da sempre è convinzione comune degli operatori turistici, ovvero che quantomeno il turismo balneare sia assicurato. Appare chiaro che non è più così. Anche se la sabbia delle spiagge siciliane è bianchissima e il suo mare limpidissimo, queste caratteristiche non riescono a rendere le località marittime preferibili a quelle di altre regioni italiane (la classifica di Skyscanner è nazionale) o, peggio ancora, internazionali. Qual è il motivo di questa discesa vertiginosa delle preferenze dei turisti nei confronti della Sicilia? Analizzando i trend e le tendenze del momento, la risposta che è stata trovata è la seguente. I turisti contemporanei sono diventati molto più esigenti che in passato. Chi viaggia oggi non vuole solo arrivare in un bel posto e poi rilassarsi crogiolandosi al sole: si parla piuttosto di turismo “esperienziale”, che spesso si rivolge a delle nicchie che comunque riescono a muovere grandi numeri. Il viaggiatore desidera scoprire una località anche nei suoi aspetti meno conclamati ed evidenti, attraverso un itinerario che, in un certo senso, gli venga costruito addosso e che gli permetta di esplorare una meta attraverso quelli che sono i suoi interessi preponderanti. Qualcosa in tal senso è stato fatto anche in Sicilia. L’associazione Astes ha ideato due diversi tipi di percorsi turistici che hanno già riscosso un discreto successo, andando ad individuare due settori ben specifici per i quali vi è richiesta. Il primo si chiama “Trek&Kids Green” e si rivolge alle famiglie amanti della natura, il secondo è quello dei “Cammini francescani”, che cavalca il rinnovato interesse da parte del pubblico per i pellegrinaggi spirituali che consentano la riscoperta della propria interiorità, assieme all’esplorazione del territorio attraverso una modalità “slow”. Questi due progetti sono stati messi in piedi e portati avanti negli ultimi due anni all’interno di un progetto più ampio voluto dall’Assessorato Regionale al Turismo chiamato “Progetti di eccellenza”, che ha proprio lo scopo di valorizzare il territorio siciliano attraverso la creazione di percorsi coerenti e specifici, che individuino le esigenze dei turisti e le soddisfino attraverso una completa rete di servizi. Andando avanti in questa direzione sarebbe possibile mettere davvero a frutto le tante potenzialità dell’isola, dove di certo non mancano siti di interesse che però restano difficilmente fruibili senza che qualcuno li renda tali. Per questo l’associazione Astes ha ora intenzione di ampliare la propria attività, coinvolgendo anche altri attori del settore turistico per creare nuovi pacchetti che si rivolgano ad altre nicchie, come ad esempio il cicloturismo o le passeggiate a cavallo. Il viaggiatore contemporaneo è consapevole e informato ed ha bisogno di molti stimoli per sentirsi attratto verso una meta piuttosto che un’altra: ed è tenendo presente questo assunto di base che il turismo siciliano si deve riorganizzare per tornare ad essere una vera risorsa per la regione.

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Il “caso” Taormina per capire la Sicilia

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Il “caso” Taormina per capire la Sicilia

Di recente si è tenuto una interessante tavola rotonda a proposito della tematica del turismo in Sicilia, eterna croce e delizia dell’isola che, nonostante abbia tutte le carte in regola per vincere, continua a far registrare numeri che non convincono, anzi, che qualcuno definisce addirittura “imbarazzanti. Sono stati molti i rappresentati a vario titolo del mondo del turismo regionale che sono intervenuti al convegno “Re-strutturare il turismo in Sicilia”, che si è tenuto il 16 marzo 2018 presso il Palazzo Duchi di Santo Stefano. Il tema che si è affrontato, che è molto vasto, è partito dall’analisi di quello che è stato considerato un “caso campione” esemplificativo di molte delle dinamiche che affliggono l’intera Sicilia: la città di Taormina, che è quella in cui si è tenuto l’incontro. Infatti l’evento è stato organizzato da ACT (Associazione Commercianti di Taormina) che si è formata da poco ma ha già in mente una vera e propria rivoluzione per far risollevare le sorti della città, e della regione con essa. Ma, si sa, per fare una rivoluzione in campo turistico c’è bisogno di un appoggio istituzionale, perché i settori da riformare e migliorare sono tanti e tutti ben noti. Il problema maggiore che si è notato è l’incapacità da parte dei gestori locali di destagionalizzare il turismo. Anche Taormina, come la maggior parte delle splendide cittadine siciliane, è attiva da un punto di vista turistico solo per 5 mesi l’anno, mentre per il resto del tempo le strutture restano vuote, con i conseguenti costi di gestione senza introiti corrispondenti. Neppure il G7 è riuscito a smuovere questo stato delle cose che, per certi versi, appare incomprensibile. Il caso Taormina è sintomatico perché Taormina offre tutte le ricchezze che ha l’intera Sicilia: buon cibo, ottima accoglienza, tanti siti culturali da poter visitare, bellezze anche naturalistiche. Eppure l’offerta non è mai riuscita ad accaparrarsi alcune delle fette più interessanti di flussi turistici: il turismo religioso, ad esempio, o quello della terza età. Sandro Pappalardo, assessore regionale al turismo che era presente all’incontro, ha sferzato i presenti con parole molto vigorose. Ha detto che non è più tempo di continuare a ripetersi quali sono problemi, che ormai sono noti a tutti (carenza di infrastrutture, problemi nei collegamenti, abusivismo e sommerso) ma che è ora di dare delle soluzioni. Ha invitato i giovani a non andarsene, ma a restare e ad aiutare i gestori locali ad escogitare delle soluzioni efficaci per rendere la Sicilia una meta appetibile 365 giorni l’anno. I rappresentati di ACT Taormina hanno subito accolto le parole dell’assessore, sollecitando un nuovo incontro a Palermo per elaborare delle strategie concrete. Il desiderio espresso è quello di creare il “brand Sicilia” per imparare a “vendere” meglio l’isola, visto che, di base, sembra essere questo l’errore che inficia tutto il settore turistico: un’incapacità di comunicare in modo adeguato tutto quello che la Sicilia ha da offrire tanto in estate che in inverno. In questo modo si potrebbero conquistare quei flussi turistici di cui si parlava, insieme al turismo congressuale e scolastico, ed anche attirare investimenti internazionali. L’interesse del resto del mondo nei confronti di questa splendida isola c’è, ed è alto, ma bisogna riconquistare credibilità, ha concluso l’assessore Pappalardo, se si vuole che ci sia anche chi è disposto a puntare in termini economici su di essa. Il dibattito è stato animato da molti interventi, a dimostrazione del grande interesse suscitato dall’argomento.

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Sicilia e Slovenia: due mete unite da una partnership transnazionale

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Sicilia e Slovenia: due mete unite da una partnership transnazionale

La Sicilia è un’isola meravigliosa che in tanti scelgono come meta turistica, sia per le sue splendide spiagge che per le sue città dalle architetture barocche. Ma dove vanno i siciliani quando decidono di partire per una vacanza? Ovviamente sono tante le destinazioni considerate, ma ce n’è una che in questi giorni è diventata un po’ più vicina, grazie ad un accordo stretto tra Propaganda Viaggi, noto tour operator siciliano che collabora con Hit Tour, che è invece uno dei principali tour operator sloveni. Per presentare l’offerta turistica di un Paese che spesso, proprio come la Sicilia, non viene adeguatamente considerato dal pubblico del turismo, l’Ente Sloveno per il Turismo in Italia ha deciso di promuovere quello che è stato definito un “ponte culturale” tra l’isola e la Slovenia. Protagonista della presentazione dell’offerta turistica slovena è stata Palermo, città che viene considerata di riferimento in quanto è la Capitale Italiana della Cultura per il 2018. E in effetti le attrattive che sono state enumerate farebbero quasi venire voglia di fare la valigia e partire subito: tanto più che è stato creato un collegamento tra l’aeroporto di Palermo e quello di Trieste, che si trova a poca distanza dal confine sloveno e dove si può fruire di un servizio di accoglienza che conduce immediatamente il turista alla sua meta. La Slovenia è stata presentata come un Paese che offre spunti di visita in ogni periodo dell’anno e che soprattutto ha cercato, unico Paese europeo, di sviluppare un modello di turismo sostenibile in cui il contatto con la natura resta basilare in qualunque esperienza si decida di fare. E la scelta è molto ampia: così come in Sicilia, anche in Slovenia ci sono numerosi siti dell’Unesco, tra i quali la palude di Lubiana, dove sorse un’antica civiltà su palafitte; le grotte di San Canziano, dove si può ammirare uno spettacolare canyon con fiume sotterraneo; e infine la curiosa “Passione di Skofja Loka”. Quest’ultima è una rappresentazione sacra che si svolge ogni anno dal 1721 e che mette in scena la passione di Gesù Cristo nei suoi episodi salienti; è stata iscritta nell’elenco del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Il tour operator Hit però non si occupa solo di organizzare gite culturali, perché in Slovenia sono presenti anche molti poli di divertimento: basti pensare al casinò di Nova Gorica, che riveste un indubbio fascino per chiunque voglia sfidare la dea bendata, nonostante il proliferare dei casinò on line. Ci sono poi stazioni sciistiche, per chi ama gli sport sulla neve, e stazioni termali, per chi non vuole fare altro che rilassarsi. Per gli amanti della vita notturna le città slovene sono piene di locali, ristoranti, discoteche e luoghi in cui potersi scatenare. Dal punto di vista della ricettività, le strutture alberghiere più blasonate sono dotate di ogni comfort. Una delle città che è stata maggiormente pubblicizzata è Lubiana, che nel 2018 celebra due importanti centenari: quello della Galleria Nazionale e quello della morte di Ivan Cankar, poeta e scrittore molto noto in patria. La città può essere visitata con un trenino elettrico che permette di conoscere i luoghi più incantevoli del centro urbano: questo trenino è valso a Lubiana il titolo di Capitale Verde d’Europa nel 2016. Per chi non vuole allontanarsi troppo dall’Italia, a pochi chilometri dall’aeroporto di Trieste ci sono le affascinanti Grotte di Postumia, che nel 2017 hanno vantato il primato dei visitatori italiani. Insomma tra la Slovenia e la Sicilia ci potrà essere un proficuo scambio dal punto di vista culturale, naturalistico e turistico.

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L’home sharing rilancia il turismo siciliano

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su L’home sharing rilancia il turismo siciliano

Anche in Sicilia cominciano a fare breccia nuove modalità di ospitalità ed accoglienza, e i dati dimostrano come tali novità possano fungere da volano per far ripartire un intero settore. Recenti statistiche dimostrano infatti come l’home sharing, ovvero la condivisione di abitazioni per affitti brevi, sia in crescita costante sull’isola: pare che sia già cresciuto del 20% nei primi mesi del 2018. A riferirlo è Stefano Bettanin, il presidente nazionale di Property Managers Italia, l’associazione di categoria di tutti coloro che lavorano in questo settore. Bettanin traccia anche un quadro più completo dello stato delle cose. La crescita costante che un po’ in tutta Italia, e in Sicilia in particolare, sta vivendo la modalità degli affitti brevi, denota anche un cambiamento nella mentalità dei viaggiatori. Se inizialmente, infatti, affittare una casa di un privato per un breve periodo di tempo era più che altro un modo per risparmiare e, da parte dell’host (ovvero di chi affitta), un modo per far fruttare un immobile altrimenti vuoti, oggi non è più soltanto questo che spinge un turista ad affittare una casa piuttosto che andare in albergo. C’è chi è disposto a spendere anche cifre più elevate pur di poter fruire di un servizio di qualità; in tutti coloro che optano per questa soluzione di alloggio si trova la voglia di conoscere più da vicino la realtà locale del luogo che si sceglie per la propria vacanza. Le case in affitto sono infatti solitamente collocate in piccoli borghi, in quei luoghi fino a poco tempo fa considerati marginali ma che oggi permettono ad un turista più attento e curioso di assaporare fino in fondo la natura intima di una località. Inoltre, nei centri meno noti si possono scoprire, in Sicilia come nel resto d’Italia, bellezze inusitate, praticamente vergini perché pressoché sconosciute, ma non meno entusiasmanti di tante altre assai più reclamizzate. L’home sharing entra così a buon diritto a far parte di quell’economia circolare che sembra essere una delle strade maestre da percorrere per permettere alla Sicilia di ripartire e di tornare a crescere. L’indotto di questo sistema di alloggio è infatti notevole. A guadagnare non sono solo coloro che affittano, ma anche tutti coloro che offrono i servizi connessi, ad esempio quelli relativi al trasporto. La crescita del settore è stata resa possibile anche dalla sempre maggiore digitalizzazione del Paese. Ad esempio, sono molte le persone che apprezzano i servizi di domotica applicati agli appartamenti in cui vanno ad alloggiare per un breve periodo di tempo. Inoltre tutte le pratiche burocratiche vengono enormemente semplificate dal fatto che possono essere tranquillamente svolte on line. Il mercato di riferimento si sta così ampliando: non solo turisti europei ma anche provenienti dal resto del mondo: l’Oriente sembra essere la prossima frontiera in tal senso. Anche questo allargamento della platea di fruitori è frutto della digitalizzazione, e di quei siti che permettono di trovare i servizi di home sharing in qualunque parte del mondo si intenda viaggiare, come il noto Airbnb. L’unico neo che rimane in un panorama così solare è il sommerso, ovvero i tanti che praticano questo tipo di attività in nero, senza fatturare e senza denunciare nulla, cosa che danneggia l’intero comparto. In tal senso l’unica soluzione consiste in leggi più severe che devono essere fatte rispettare con rigore. In questo modo l’home sharing potrà davvero esprimere in pieno tutti i vantaggi per il turismo siciliano.

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La Sicilia e il mercato turistico cinese

Posted by on Apr 26, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La Sicilia e il mercato turistico cinese

Che i cinesi amino il nostro paese non è una novità. A volte per noi è anche motivo di ilarità vedere queste masse di persone che si spostano ordinatamente da un sito all’altro scattando fotografie a più non posso. Ma vi è ben poco di comico nelle potenzialità che i flussi turistici cinesi possono portare all’Italia: basti pensare che nel 2016 la Cina ha speso ben 261 miliardi di dollari per viaggiare nel resto del mondo, aumentando in percentuale la spesa media rispetto all’anno precedente di ben il 12%. In questo modo la Cina si classifica come la nazione in cui si spende di più per viaggiare al di fuori dei confini nazionali, seguita dagli USA con un deciso distacco (negli Stati Uniti la spesa nel 2016 è stata di 126 miliardi di dollari) e dalla Germania per l’Europa. A fronte di queste notizie e di questi numeri quindi non stupisce nemmeno apprendere che le istituzioni italiane stanno cercando di stringere dei rapporti sempre più stretti con i tour operator orientali, in modo da dirigere in modo sempre più deciso i flussi turistici verso la penisola… e non solo. L’ultimo incontro che si è svolto in questa direzione si è tenuto a Venezia, dove si sono svolti una serie di incontri relativi all’Anno del Turismo Ue-Cina 2018. In questo frangente il nostro sottosegretario di Stato, Dorina Bianchi, e Jiang Du, Vice-Chairman China National Tourism Administration, hanno siglato un protocollo che sancisce quanto già anticipato negli accordi stretti tra il Ministero dei Beni Culturali italiano e il Ministero del Turismo cinese. All’appuntamento veneziano non è mancata la Regione Sicilia, che a sua volta da qualche tempo a questa parte si sta interessando sempre di più alla Cina al fine di stringere relazioni commerciali. Ad esempio, si sono portate avanti delle trattative per esportare in oriente i rinomati agrumi siciliani; ma allo stesso tempo è desiderio della Giunta Regionale “importare” anche tanti turisti cinesi, che hanno dimostrato di apprezzare le ricchezze dell’isola. L’assessore al Turismo della Regione Sicilia, Sandro Pappalardo, si è così fatto portavoce delle istanze regionali presenziando a due giornate degli incontri veneziani. Ad esempio è stato presente all’importante appuntamento di presentazione del progetto “Maritime Western Silk Road”, il quale è una delle azioni previste all’interno della Strategia EUSAIR (EU Strategy for the Adriatic and Ionian Region). Tale strategia prevede la creazione di una cooperazione internazionale tra stati del mare Adriatico e di quello Ionio, e ne fanno parte tanto la Regione Sicilia che la Regione Puglia. L’assessore pappalardo ha però soprattutto cercato di creare nuovi contatti con enti pubblici e privati al fine di dirottare un numero sempre maggiore di turisti cinesi verso la Sicilia. Da parte della Cina l’interesse c’è, ed è molto elevato. Sono soprattutto i siti Patrimonio dell’Umanità individuati dall’Unesco che attraggono il turismo orientale. L’assessore Pappalardo però sa bene quanto un reale sviluppo del turismo in Sicilia sia possibile solo creando dei legami solidi e duraturi, e soprattutto dando vita ad una rete di infrastrutture e di accoglienza che siano davvero all’altezza delle molte ricchezze che l’isola ha da offrire ad un visitatore attento. L’obiettivo che la Regione si prefigge è dunque quello di dare un seguito ai contatti presi durante gli incontri a Venezia e agli accordi stipulati con una radicale riorganizzazione del territorio, per renderlo davvero appetibile a livello turistico anche agli esigenti partner cinesi.

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Le città siciliane prime per il turismo

Posted by on Feb 6, 2018 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Le città siciliane prime per il turismo

Ci sono buone notizie e altrettanto buone prospettive per le grandi città siciliane in termini di flussi turistici. Che i centri urbani dell’isola siano preziosi scrigni di tesori architettonici, artistici e culturali non è certo una novità; ma sembra che finalmente le loro bellezze comincino ad avere il giusto riconoscimento anche in termini di ritorno di immagine. La prima novità riguarda Catania, che quest’anno è stata classificata tra le “Travelers’ Choice Destinations on the Rise 2018” da parte di Tripadvisor. Tripadvisor è uno dei siti più noti che permettono ai navigatori della rete di prenotare on line hotel, alberghi e ristoranti; inoltre si occupa anche di dare dei giudizi e di segnalare ai potenziali viaggiatori quali sono le località, le mete e le strutture migliori e più desiderabili. Si capisce quindi come Tripadvisor sia un’ottima cartina di tornasole anche per capire quali sono le preferenze del pubblico e quali sono le destinazioni più amate. Il “Travelers’ Choice Destinations on the Rise” non è altro che una rassegna di quelle che sono le località che nell’anno appena trascorso i viaggiatori hanno preferito, segnalandole anche per la bontà dei servizi offerti e per la loro particolare convenienza. “On the rise” vuol dire “emergenti”: si tratta cioè di luoghi che stanno crescendo nel gradimento dei turisti solo in tempi recenti. Ebbene, all’interno della top ten europea quest’anno c’è una sola città italiana ed è Catania. Per quanto Catania sia una città che da sempre presenta innumerevoli attrattive per i viaggiatori, solo ora comincia ad essere preferita ad altre destinazioni e questo probabilmente è da ascriversi ad una migliorata qualità dei servizi di accoglienza, dalle strutture alberghiere fino ai ristoranti. Catania è in buona compagnia, insieme a molte città dell’est europeo (al primo posto c’è Danzica, seguita da Riga): al primo posto nella classifica internazionale c’è una città giapponese, Ishigaki. L’altra buona notizia invece riguarda la città di Palermo, che da quest’anno inizierà a proporsi come “wedding destination”. Si tratta di una branca del turismo piuttosto nuova ma molto promettente: il turismo matrimoniale delle coppie che per sposarsi vogliono anche uscire dai confini nazionali per trovare location suggestive per vivere il loro “giorno più bello”. Si capisce come una città, per proporsi come luogo perfetto in cui convolare a nozze, deve garantire tutta una serie di caratteristiche che Palermo possiede e può anche implementare. Ci vogliono dimore storiche e costruzioni di lusso in cui poter tenere il ricevimento, ci vogliono esperti e professionisti del settore che garantiscano un’organizzazione impeccabile, dal catering fino all’addobbo floreale. È su questo che si focalizzeranno gli sforzi della promotrice del progetto “Palermo wedding destination”, Patrizia di Dio, presidente della Confcommercio di Palermo. A partire da marzo verrà stilato un elenco di tutte le ditte e dei lavoratori individuali che andranno a confluire nel progetto, per proporre alle coppie in procinto di sposarsi un pacchetto completo che le possa invogliare a scegliere la città di Palermo come luogo per il loro matrimonio. A collaborare con la Confcommercio è una wedding planner esperta del settore, Monica Balli, che avrà il compito di individuare i posti preferibili della città in cui poter organizzare i banchetti e i ricevimenti. A cooperare al progetto c’è anche Allumeuse Communication, società che si occupa proprio di turismo matrimoniale. In questo modo Palermo vuole quindi strutture un insieme di competenze e servizi che possano attrarre da tutto il mondo le coppie che desiderano sposarsi in località esclusive, per realizzare una festa da ricordare davvero per tutta la vita.

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