La Via Francigena siciliana

Posted by on Mar 27, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La Via Francigena siciliana

I turisti contemporanei, a parte alcune sporadiche eccezioni, hanno dimostrato di amare soprattutto la riscoperta dei territorio attraverso percorsi di visita “slow”, che permettano di recuperare il contatto con la natura e con il folklore locale. La Sicilia, in particolar modo, è una meta ideale per i viaggiatori che vogliono riconciliarsi con il mondo attraverso le bellezze paesaggistiche e quelle storico-culturali (oltre che enogastronomiche). In questo quadro complessivo si inserisce una nuova iniziativa che è stata inaugurata dalla Curia Arcivescovile di Agrigento, con l’appoggio e la collaborazione del Ministero dei Beni Culturali e da una partnership di tredici comuni. Il progetto è stato presentato nel mese di marzo ma prenderà il suo avvio concreto solo nel mese di giugno, quando verrà inaugurata anche in Sicilia una via Francigena, la cosiddetta “Magna Via Francigena”. Le Vie Francigene vennero create in epoca medievale, intorno al IX secolo, e si trattava di una serie di percorsi che i pellegrini utilizzavano da ogni angolo di Europa per arrivare fino a Roma. La Via Francigena può considerarsi famosa e importante tanto quanto il più celebre cammino di pellegrinaggio dell’antichità, quello che conduceva (e conduce tuttora) al Santuario di Santiago di Compostela. Anche la Sicilia ha così voluto riscoprire un antico tratturo che secoli fa veniva percorso dai pellegrini che si volevano dirigere a Roma, la città più sacra per la cristianità. Il tragitto si dipana tra la città araba di Balarm fino alla rocca di Agrigentum, snodandosi in un territorio poco noto ma di grande bellezza, e incrociando sovente il tragitto che invece veniva compiuto dai pastori di Castronovo di Sicilia che effettuavano la transumanza verso le Madonie. La Magna Via Francigena un tempo permetteva di giungere nei centri più importanti dell’isola: Palermo, Agrigento, Messina; oggi si è deciso di inaugurare un nuovo progetto che permetta di riscoprire i tanti centri che si trovano lungo il suo percorso. Si tratta in particolar modo dei comuni di: Cammarata, Comitini, Grotte, Joppolo Giancaxio, San Giovanni Gemini e Racalmuto, in provincia di Agrigento; Prizzi e Santa Cristina Gela in provincia di Palermo e Campofranco, Sutera e Milena, in provincia di Caltanissetta. Il percorso è stato suddiviso in otto tappe, ognuna della lunghezza media di circa 20-25 chilometri, in modo tale che chi non se la sentisse di attraversarlo in un’unica volta possa anche godersene una sola tranche, o più di una. A fare da guida ai turisti saranno degli escursionisti esperti, guide scelte accuratamente anche grazie all’appoggio e alla collaborazione all’iniziativa che sono state date dall’associazione Amici dei Cammini Francigeni. Lungo la strada, come sempre accade per gli itinerari di pellegrinaggio, non solo sarà possibile conoscere tanti luoghi poco conosciuti dell’entroterra siciliano, ma si potranno visitare anche antiche chiese e importanti siti archeologici. Inoltre è anche stata organizzata una rete di ostelli, alberghi e b&b pronti ad ospitare i pellegrini all’insegna delle rinomata accoglienza siciliana. Come si diceva, la stagione della Magna Via Francigena verrà aperta ufficialmente nel mese di giugno, ma nel frattempo ci saranno alcune “anteprime” che offriranno un assaggio delle bellezze e delle sorprese che si possono trovare lungo questo cammino. Al fine di fornire il maggior numero di informazioni possibili a tutti coloro che fossero interessati a questa iniziativa turistica, è stato creato un portale dedicato ed anche un’app, che si può scaricare sul proprio smartphone e che è possibile consultare anche quando si è in cammino. L’app “Cammini Francigeni” è disponibile sia per sistemi operativi iOS che Android.

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I piccoli borghi e il loro valore

Posted by on Mar 10, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su I piccoli borghi e il loro valore

Tutta l’Italia ha una grande ricchezza di cui però ci si è accorti solo in tempi recenti, quando forse è ormai troppo tardi. È davvero così? In molto sono sicuri che sia ancora possibile tentare un’inversione di marcia. Stiamo parlando dei piccoli borghi, quelli che il terremoto del centro Italia ha portato drammaticamente alla ribalta ma che ogni anno sono desiderati e ambiti da centinaia di turisti per lo più stranieri che vogliono riscoprire uno stile di vita “slow” e soprattutto conoscere il volto più vero, per quanto spesso nascosto, della nostra bella Italia. I piccolo borghi sono stati per decenni il cuore della vita delle comunità, e anche del loro benessere economico; con il tempo però, con lo spostarsi delle persone in città dove si potevano trovare maggiori opportunità di lavoro, si sono piano piano spopolati, con il rischio di perdere il ricchissimo patrimonio di beni immateriali che essi conservano. Le persone abbandonano i borghi per tanti motivi diversi. il lavoro è uno di questi, ma si deve aggiungere anche un isolamento legato alla mancanza di servizi, soprattutto di trasporti, ma anche, ad esempio, della possibilità di avere una connessione internet con linea ADSL. Si rende però necessario ripopolare i borghi, per tanti motivi diversi. Il primo si lega alla conservazione di uno stile di vita e di un folklore che costituiscono un’enorme e irrinunciabile ricchezza per l’Italia, in quanto essi sono la nostra identità, ma anche per il richiamo turistico che il nostro Paese rivolge all’estero. Inoltre i borghi possono diventare di nuovo dei nuclei di attrazione di ricchezza, qualora tornasse ad essere conveniente aprire le botteghe artigiane e le attività commerciali, in modo che i residenti possano trovare tutto quello di cui hanno bisogno e che i turisti possano visitare luoghi veri e abitati, e non solo, come spesso si sente dire, dei “borghi cartolina”. La questione, come dicevamo, appassiona e riguarda tutta l’Italia, ma la Sicilia ne sta facendo un punto di forza visto che per tre anni consecutivi è stato un suo piccolo centro a ricevere il prestigioso riconoscimento di “Bogo dei Borghi”. Prima Gangi, poi Montalbano Elicona, ed infine Sambuca di Sicilia sono stati proclamati “Borgo dei Borghi”; nel 2017 è stato candidato Castiglione di Sicilia, e in più quest’anno è stato definito “anno dei borghi d’Italia” per volontà del Ministero dei Beni Culturali. Ad impegnarsi affinché anche i borghi siciliani non finiscano per scomparire ma possano sopravvivere anche nel XXII secolo è l’Unione Nazionale Pro loco d’Italia (UNPLI) di cui è Presidente Antonino La Spina. A detta di la Spina molte sono le azioni che si stanno portando avanti per raggiungere questo importante obiettivo. L’UNPLI si sta occupando di realizzare un “Registro del Patrimonio Immateriale”, ovvero un archivio in cui conservare memorie e testimonianze affinché certe tradizioni non vadano perse. A tale scopo è anche stato creato un canale YouTube dedicato. Inoltre è stato creato un Comitato di Coordinamento per i Borghi turistici italiani che si occuperà prima che di ogni altra cosa di definire il concetto di “borgo” e i piccoli comuni a cui possa essere data questa definizione. A maggio sono previsti gli “Stati Generali dei Borghi” che dovrebbero svolgersi a Roma per discutere di vari argomenti, primo fra tutti del gran numero di stranieri che stanno acquistando abitazioni nei borghi italiani. Infine è prevista anche l’istituzione di corsi per insegnare alla popolazione locale a raccontare se stessa, affinché attraverso lo storytelling ogni paesano possa diventare promoter del suo borgo.

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La Sicilia parlerà inglese

Posted by on Mar 1, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La Sicilia parlerà inglese

Il prossimo territorio di conquista per la Regione Sicilia sarà l’Inghilterra: non si tratta di un’invasione armata quanto più il tentativo di rendere l’isola appetibile da parte dei viaggiatori d’oltremanica. La Sicilia è sempre stata una meta amata dagli inglesi, ma ora l’assessore al turismo della Regione, Anthony Barbagallo, vuole decisamente spingere l’acceleratore. La Brexit, ovvero la prevista uscita del Regno Unito dalla Comunità Europea, non sembra rappresentare un problema: ciò che invece appare davvero necessario è risolvere uno dei problemi più annosi per quel che riguarda il turismo siciliano, vale a dire la mancanza di infrastrutture adeguate alla bellezza delle sue città. Barbagallo però da questo punto di vista si dice fiducioso: tanto ancora resta da fare ma è anche vero che molto è già stato fatto, con il miglioramento dei collegamenti tra la Sicilia e le isola minori. Inoltre all’interno del Patto per il Sud sono previste molte altre misure che verranno messe in pratica nei prossimi mesi e che aiuteranno a migliorare notevolmente la situazione dal punto di vista dei trasporti e dei servizi al turista. Per il resto, la Sicilia fa tutto da sola, grazie alla sua incredibile bellezza e soprattutto alla presenza di numerosi siti dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità e che gli inglesi ben conoscono e amano. Tra i progetti turistici futuri c’è poi anche la volontà di valorizzare il cineturismo, creando degli itinerari ad hoc tra quelle località dove sono stati girati famosi film, e la strada degli scrittori, perché l’isola ha anche dato i natali a molti letterati di spicco. Infine non bisogna ovviamente trascurare quello che da sempre costituiscono i maggiori poli di attrazione sui turisti stranieri, vale a dire il cibo e la tradizione enogastronomica. Da questo punto di vista potrebbe essere di grande aiuto l’aumento dei presidi Slow Food siciliani, che passeranno da 46 a 51. Lo scopo dichiarato di Barbagallo è quello di far salire la Regione Sicilia all’interno della classifica delle mete turistiche italiane più ambite dagli stranieri. Al momento la Sicilia è solo all’ottavo posto, mentre saldamente in testa restano le città d’arte: Roma, Firenze e Venezia. A dare un contributo in tal senso potrebbero essere i recenti attacchi terroristici che hanno reso assai meno appetibili alcune località un tempo preferite dalla maggior parte dei viaggiatori; parliamo del Marocco, della Tunisia, dell’Egitto, che presentano molte caratteristiche simili alla Sicilia. Per questo motivo molto del turismo che un tempo si dirigeva in Nord Africa potrebbe facilmente essere reindirizzato verso il Sud Italia. Al fine di creare un corridoio privilegiato con il regno britannico, nel mese di febbraio 2017 è stato invitato a Palermo, nell’ambito dell’incontro intitolato “Le potenzialità del turismo inglese e le opportunità per la Sicilia” svoltosi a Palazzo dei Normanni, Steven Freudmann, in rappresentanza dell’Institute of Travel & Tourism (ITT) inglese. Freudmann ha detto di non essere mai stato prima in Sicilia e di esserne profondamente rammaricato, visto che la bellezza di Palermo lo ha immediatamente affascinato. All’incontro erano presenti anche Giuseppe Lupo, vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e Fabio Giambrone, presidente della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto internazionale Falcone-Borsellino. Il sindaco ha magnificato le molte doti di Palermo a beneficio di Freudmann, ricordando che la città è candidata per il 2018 a diventare capitale italiana della cultura, e sottolineando come qui l’accoglienza non sia affatto costosa e come il tessuto urbano sia assolutamente sicuro. Tutti questi fattori fanno ben sperare circa una pacifica invasione di turisti inglesi nel prossimo futuro, coadiuvata dall’ITT.

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Neve sull’Etna

Posted by on Feb 22, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Neve sull’Etna

Quando si pensa alla Sicilia e ad una vacanza in Sicilia le immagini che immediatamente balzano in mente sono quelle di spiagge assolate, di mare cristallino, e di bellezze culturali e architettoniche senza pari. Ma la Regione Sicilia, in questo inverno particolarmente nevoso, ha mostrato anche un altro volto, decisamente meno consueto ma non per questo meno interessante o appetibile, ed è il turismo invernale degli sciatori e di chi ama la neve. La Sicilia presenta anche un altro elemento di interesse, in quanto questo è uno dei pochissimi luoghi al mondo dove è possibile sciare non sulle pendici di una montagna qualunque, ma addirittura sui versanti di un vulcano, l’Etna. Il turismo siciliano sta cercando di valorizzare al massimo gli impianti e le sciovie che esistono sull’Etna, il quale è oltretutto inserito all’interno di un Parco Naturale riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’Umanità. Nel mese di gennaio 2017 la neve ha causato anche molti disagi, perché quest’anno le nevicate sono state davvero eccezionali e fuori dalla norma tanto nel meridione d’Italia che nel Centro. Basti pensare che la Città Metropolitana di Catania e Nicolosi hanno dovute prendere delle misure straordinarie per garantire la pulizia delle strade, poiché i mezzi spazzaneve presenti non apparivano sufficienti. I primi ad intervenire per sgombrare le strade, quando ha iniziato a nevicare, sono stati i mezzi della Funivia dell’Etna, che però in breve, per via dell’abbondanza delle precipitazioni, sono apparsi del tutto insufficienti. La Funivia dell’Etna è riuscita a riaprire la viabilità fino al rifugio Speranza, lungo le pendici del vulcano, ma in seguito sono dovuti intervenire anche i mezzi della Città Metropolitana. La zona che è stata maggiormente colpita dal maltempo è stata quella relativa al versante sud, mentre per il versante nord si sono verificati molti meno disagi; le strade erano tutte aperte e transitabili anche senza catene fino al Rifugio Citelli. Sono rimasti aperti per tutto il periodo di nevicate gli impianti tanto del versante sud che nord: la cabinovia e la “Montagnola” ad Etna Sud hanno lavorato con regolarità, mentre ad Etna Nord sono rimasti aperti il “Baby”, il “Coccinelle”, il “Monte Conca” e “l’Anfiteatro”. Hanno continuato a svolgere la loro attività le varie scuole di sci ed era percorribile anche la pista da fondo “Pojana”. Insomma, le nevicate in Sicilia sono state fuori dalla norma ma non tanto da provocare veri disagi. Anzi, potevano essere una splendida occasione per fruire un aspetto davvero inedito e poco consueto dell’isola. Purtroppo però così non è stato, poiché i flussi turistici all’interno delle stazioni sciistiche sono stati davvero poco consistenti. Questo ha messo in luce la necessità di valorizzare anche il turismo invernale in Sicilia, e a tal proposito si sta lavorando ad alcuni progetti che potrebbero servire a valorizzare l’area dell’Etna e del suo Parco. Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna, ha infatti avuto un incontro con il Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Catania, a seguito del quale ha annunciato la volontà dell’Ente Parco di bandire un concorso di idee rivolto ai giovani professionisti. La finalità è quella di studiare un piano di valorizzazione per l’area dell’Etna, in particolar modo per quella che gravita attorno al Rifugio Speranza. Ci sono anche altri progetti in cantiere: ad esempio la realizzazione di un workshop relativo al paesaggio etneo e all’importanza che riveste in ambito internazionale, e la candidatura del Parco al MAB (Man and Biosphere), il programma intergovernativo volto alla tutela dell’ambiente e degli ecosistemi varato dall’UNESCO nel 1971.

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La Sicilia in un’app

Posted by on Gen 17, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su La Sicilia in un’app

Al giorno d’oggi la possibilità di scaricare sul proprio smartphone tante app diverse ha modificato in modo radicale le nostre abitudini quotidiane. Gesti consueti, che in passato venivano svolti con l’ausilio di oggetti più tradizionali, oggi possono essere eseguiti semplicemente con un tap sullo schermo del telefonino di ultima generazione. Devi scrivere la lista della spesa? Non servono più carta e penna, basta scaricare l’apposita app! Devi appuntare un numero di telefono, o il giorno e l’ora di un appuntamento importante? Dimentica rubrica e agenda, ora c’è un’app anche per questo. Devi programmare un viaggio e vuoi sapere a che ora parte il treno, o quali sono i musei più interessanti da vedere in una città? Niente più mappe, cartine e tabelle orarie: ora puoi usare le app dedicate. Forse è proprio il turismo il settore che è stato maggiormente rivoluzionato dall’ingresso delle tecnologie informatiche nella nostra vita. In passato, quando si voleva programmare un viaggio, bisognava recarsi in un’agenzia di viaggi che ci presentava le opzioni possibili e ci forniva tutto il materiale utile: depliant, cartine, cataloghi, brochure. Ora non solo è sufficiente visitare i siti internet di alberghi, compagnie aree, hotel e ristoranti per organizzare in assoluta autonomia il proprio itinerario di viaggio, ma è anche possibile scaricare numerose app che diventano in tutto e per tutto i sostitutivi delle vecchie mappe e cartine. Le prime app a scopo turistico sono state messe a punto per le grandi metropoli, ma ben presto tutti si sono adeguati: e la Regione Sicilia non è certo da meno. Ormai infatti è filtrata tra gli esercenti del settore la consapevolezza di come investire nelle nuove tecnologie possa portare non solo un notevole ritorno economico, ma soprattutto sia necessario per creare una forma di turismo più moderna e più facile da fruire. Ecco così che sono state messe a punto numerose app che cercano di coprire a 360 gradi quelle che possono essere le esigenze di un turista che desideri visitare la Sicilia e trascorrere qualche giorno sull’isola. Il primo aspetto da curare è, ovviamente, quello dei trasporti: CTAairport è l’app ufficiale dell’Aeroporto di Catania che non serve solo ad avere informazioni generiche su orari dei voli e servizi di cui è possibile fruire. Funge anche da promemoria per chi parte, con indicazioni circa l’area di imbarco, o l’ora di chiusura del check-in, e per chi atterra, che potrà conoscere fin da subito il numero del nastro per il ritiro bagagli. L’app è gratuita e può essere scaricata su dispositivi iOS e Android. Anche l’aeroporto di Palermo si è dotato di questo nuovo strumento: l’app si chiama Gesap. Ci sono poi le app che cercano di semplificare al massimo i rapporti tra tour operator e turisti. Stellar è un’assistente di viaggio virtuale che usa i presupposti dell’intelligenza artificiale; Allergò invece è dedicata a coloro che soffrono di allergie o intolleranze alimentari fornendo informazioni utili a godersi la propria vacanza al meglio. Siracusa on wheelchair è pensata per coloro che soffrono di disabilità e sono costretti a viaggiare sulla sedia a rotelle, e infine ci sono le app che funzionano da guida turistica e infopoint: ad esempio, Palermo on Tour per la città di Palermo; I am siciliano e InRagusa per quella di Ragusa; Siracusa City è l’app dedicata alla città di Siracusa ed è tradotta in ben cinque lingue. A Catania c’è My Catania, ad Agrigento Agrigento City e a Trapani Trapani Up. Grazie a queste app un turista può consultare il suo smartphone per conoscere i luoghi di interesse e avere così la città letteralmente a portata di mano… anzi, di dito!

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MenUnesco, la Sicilia e la dieta mediterranea

Posted by on Dic 27, 2016 in Uncategorized | Commenti disabilitati su MenUnesco, la Sicilia e la dieta mediterranea

La Sicilia è un’isola che può offrire molto dal punto di vista turistico, ma di certo l’enogastronomia è uno dei suoi maggiori punti di forza. Non solo la cucina siciliana è buona e gustosa, come tutta la cucina italiana, ma è anche salutare poiché rispetta in pieno i dettami della rinomata “dieta mediterranea”, indicata dai nutrizionisti di tutto il mondo come quella maggiormente capace di mantenere in buona forma il nostro organismo. Non stupisce quindi che l’Assessorato Regionale al Turismo della Regione Sicilia abbia deciso di valorizzare proprio questo aspetto, promuovendo nei giorni tra il 13 e il 16 dicembre un workshop incentrato sulla dieta mediterranea. Il workshop si intitola “MenUnesco” ed è portato avanti grazie all’impegno del Distretto Turistico Vini e Sapori di Sicilia “Il Gusto della Cultura”. In questa tre giorni si svolgeranno diversi appuntamenti: conferenze e convegni, degustazioni e tavole rotonde, al fine di conoscere meglio il patrimonio enogastronomico della Sicilia e anche il territorio stesso, visto che come sede dei vari incontri sono stati scelti alcuni dei luoghi più belli e suggestivi dell’isola. Ecco nel dettaglio quale sarà il programma della manifestazione. La prima location per gli appuntamenti del 13 dicembre sarà il Teatro Comunale L’Idea di Sambuca (in provincia di Agrigento). Qui ci sarà l’apertura ufficiale di MenUnesco, con i saluti della autorità: si prevede la presenza del sindaco di Sambuca, Leo Ciaccio, insieme a quello di San Vito Lo Capo, Matteo Rizzo, che è anche presidente del Distretto turistico. Inoltre sarà presente anche il presidente della Federazione Regionale Strade del Vino di Sicilia, Gori Sparacino. A Sambuca si svolgeranno il giorno 14 dicembre due momenti importanti della manifestazione: il panel “La dieta mediterranea e la biodiversità alimentare siciliana” e il panel “Accoglienza ed enogastronomia”. La giornata si chiuderà poi con una degustazione teatralizzata a cura di Improvvisart, che aiuterà i presenti a fare un viaggio indietro nel tempo alla riscoperta della storia e delle tradizioni della Sicilia, che si esprimono attraverso i suoi sapori. La location del giorno seguente, 15 dicembre, sarà nel comune di Erice, e più esattamente Palazzo Sales, con lo svolgimento del workshop “Cultura, enogastronomia di qualità e dieta mediterranea patrimonio dell’Unesco – la Sicilia del Cambiamento” nell’ambito del quale si parlerà dei grani antichi di Sicilia e della coltura della vite ad alberello. Infine la giornata conclusiva, 16 dicembre, si svolgerà anch’essa a Palazzo Sales con un’ospite d’eccezione. Sarà infatti presente la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, che prima terrà un approfondimento presso il Teatro Gebel Hamed dal titolo “Dieta Mediterranesa e Letteratura” e poi si incontrerà a Palazzo Sales con i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “Florio”. Per tutta la durata della manifestazione a MenUnesco saranno ospitati dieci giornalisti specializzati nel settore turismo, che potranno vivere in prima persona l’offerta della Sicilia, in modo tale da poter poi in seguito promuovere il Distretto Turistico nei loro articoli. MenUnesco è stato pensato infatti dal Distretto Turistico Vini e Sapori di Sicilia “Il Gusto della Cultura” e dall’Assessorato Regionale al Turismo della Regione Sicilia come un momento di promozione che riesca a valorizzare il patrimonio locale, creando allo stesso tempo un modello che possa essere applicato a 360 gradi all’offerta turistica della Regione. La Sicilia è un’isola che ha enormi potenzialità che negli anni passati non sono state adeguatamente sfruttate, ma grazie al rinnovato impegno degli enti istituzionali ora le cose potrebbero cambiare.

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Stati Generali del Turismo in Sicilia

Posted by on Dic 13, 2016 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Stati Generali del Turismo in Sicilia

Il turismo in Sicilia nell’anno passato ha avuto una notevole ripresa, facendo registrare ben un 20% in più di presenze sia nazionali che internazionali. La Sicilia, d’altro canto, è un’isola incantevole che offre numerosi spunti di visita, da quelli paesaggistici a quelli più squisitamente artistico-culturali, oltre che religiosi ed enogastronomici. Ma gli operatori del settore sono consapevoli che per il futuro non ci si può continuare ad affidare semplicemente al fascino naturale della regione, né ad un turismo occasionale. È necessario sviluppare una strategia precisa e puntuale, che riesca a valorizzare l’isola attraverso la creazione di una rete di accoglienza e trasporti che ne rendano le sue bellezze più facilmente fruibili. A questo proposito il 25 e il 26 novembre 2016 si sono svolti a Taormina, presso la prestigiosa sede dell’Hotel NH, gli Stati Generali del Turismo. I lavori si sono aperti nella giornata di venerdì con i tradizionali discorsi di benvenuto delle autorità, tenuti dal sindaco di Taormina Eligio Giardina e dal Presidente della Regione Rosario Crocetta, oltre che dal presidente dell’Assemblea regionale Siciliana Giovanni Ardizzone e dal presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Sicilia Leoluca Orlando. Il cuore della manifestazione è però stato rappresentato dallo svolgersi dei tavoli tematici, che ha occupato il nucleo centrale delle ore delle due giornate, nel corso dei quali si è cercato di sviluppare spunti futuri per il turismo siciliano da consegnare a Franceschini e Barbagallo. I punti toccati hanno riguardato: il cinema, considerato come un mezzo di comunicazione molto importante perché creativo e in grado di trasmettere all’esterno una nuova immagine della Regione Sicilia; i teatri, considerati come luogo importante di focalizzazione dei flussi turistici; l’enogastronomia, con il tentativo di elaborare dei percorsi coerenti alla scoperta dei gusti della tavola siciliana e dei suoi vini; infine si è parlato più in generale delle risorse culturali dell’isola, del modo in cui possono essere implementate in senso turistico, e di come sia possibile coinvolgere i più giovani e le scuole in questo processo. Gli Stati Generali del Turismo hanno quindi rappresentato un momento molto importante di riflessione circa la direzione che bisogna imprimere al mercato del turismo affinché il trend positivo dell’estate trascorsa possa essere confermato anche in futuro, ma sono solo una tappa verso il Travelexpo che si svolgerà nel mese di maggio 2017 a Palermo. Travelexpo giunge nel 2017 alla sua diciannovesima edizione, e in questo caso non si parla di un convegno ma di una vera e propria fiera espositiva che si svolgerà al padiglione 20 della Fiera del Mediterraneo. In questa sede si incontreranno domanda e offerta, si avrà modo di toccare con mano la richiesta che c’è da parte del pubblico in materia di turismo e di confrontare tale richiesta con le esigenze e le istanze dei maggiori buyers nazionali ed internazionali. A Travelexpo ci saranno inoltre svariate occasioni per tutti gli operatori turistici per formarsi ed informarsi e per aggiornarsi sulle novità del settore. A latere della fiera si svolgerà anche, tra il 5 e il 14 maggio 2017, la “Settimana dell’ospitalità turistica e dell’identità siciliana”. Verranno organizzati dei percorsi di visita tematizzati; ad esempio alcuni eventi ruoteranno attorno all’itinerario arabo normanno che l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Da ultimo, sempre per riflettere in materia di turismo, a Palermo, all’interno del Travelexpo, si svolgerà anche lo “Startup Weekend Palermo – Tourism edition” che vuole far conoscere le realtà più innovative che cercano di mettere la tecnologia a servizio del turismo.

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